Secondi in classifica

Christian Montanaro

S. Masiello ha rischiato di rovinare tutto. C’era il rigore su Ganci

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Bari momentaneamente secondo. Questo dice la classifica, in attesa del responso della gara non disputatasi ieri tra Sassuolo e Brescia, che potrebbe nuovamente sovvertirla.
Resta, tuttavia, il dato di per sé incoraggiante della risposta della squadra a chi temeva che potesse accusare sbandamenti dopo la sosta natalizia.
Salernitana battuta in dieci uomini contro undici, grazie alla nona perla in campionato del sempre più imprescindibile Vitor Barreto, e allo spirito di sacrificio di un gruppo che ha retto bene alle offensive avversarie, sciupando addirittura nel finale in più di una circostanza nitide occasioni per il raddoppio, con Parisi, De Vezze e Lanzafame.

Proprio quest’ultimo, accreditato alla vigilia per una maglia da titolare, rappresentava l’esclusione eccellente di un Antonio Conte ristabilitosi, ma non guarito del tutto (come ha confermato la presenza al suo posto di Giorgio Perinetti in sala stampa), dalla influenza che ieri gli aveva impedito di dirigere l’allenamento di rifinitura.
Fiducia dunque a Rej Volpato, che anche quest’oggi non l’ha ripagata adeguatamente, sostituito poi per esigenze tattiche nella ripresa da Daniele De Vezze.
Sufficienza guadagnata invece dall’argentino Donda, non esaltante, ma volenteroso ed utile quest’oggi in cabina di regia.

In avanti il Bari nella prima frazione di gioco ha vissuto come sempre dei lampi di Kamata (spostato continuamente con Salvatore Masiello di posizioni), più a suo agio a sinistra che non a destra, e di Barreto, decisivo come a Vicenza su punizione, con una battuta alla Del Piero, che ha ingannato l’estremo difensore ospite Pinna.
Nella ripresa l’ingresso dell’ex Ganci, al posto del giovane Pepe (graziato dal discutibile Sig. Candussio, al termine della prima frazione di gioco per l’ennesimo reiterato fallo su Kamata) ha dato vivacità e coraggio alla formazione di Bortolo Mutti, decisosi ad abbandonare i 5 uomini dietro per puntare su un più coraggioso 4-4-2.

E proprio Ganci, toccato da Gazzi in area, reclamava il penalty al 6’. Il direttore di gara ha fatto continuare, ma il tocco, che tanto ha fatto arrabbiare Mutti, sembrava francamente esserci tutto. L’ingresso di De Vezze, dopo un tiro sbucciato all’8’ da Barreto in area di rigore, consentiva di coprire maggiormente il settore nevralgico del gioco, e bloccare le avanzate del buon Pestrin, tra i migliore dei suoi, con Donda che si allungava da rifinitore dietro l’unica punta di ruolo Barreto.
A complicare la vita ai galletti ci pensava Salvatore Masiello, con una espulsione tanto scellerata quanto fuori luogo. Da qui la necessità di irrobustirsi sulla fascia sinistra con Bonomi (entrato per Donda) e Parisi. La Salernitana premeva e andava vicina al goal del pareggio con Turienzo e una decina di minuti dopo con Fusco di testa. Applauditissimo Lanzafame, che bagnava il secondo debutto con la casacca biancorossa al 20’.

Nel finale, pur con un Barreto esausto e un Lanzafame a regime ridotto, le migliori occasioni per i galletti: con Parisi al 33’ che, invece di tentare il tiro di giustezza, sparava su Pinna; con De Vezze, imbeccato da Barreto, che, come già gli era capitato, accompagnava bene l’azione, ma concludeva in modo che è preferibile non raccontare, e con lo stesso Lanzafame.
I sei minuti di recupero accordati dal direttore di gara non terminavano mai, ma il Bari reggeva sino all’ultimo, con costanza, impegno e spirito di sacrificio, per una classifica che lo vede sempre più in alto, rivali permettendo.

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