Commercianti, soddisfazione per lo shopping natalizio
Boom di vendite il 24 dicembre. Ma mancano ancora i dati ufficiali
Nessun lamento. Una volta tanto la categoria dei commercianti, da sempre nell’occhio del ciclone per via dei “mancati affari”, può tirare un sospiro di sollievo. I venti di recessione aggravati dalla crisi economica americana non hanno scoraggiato i baresi dal fare i regali di Natale. Nonostante, al momento, non ci siano stime ufficiali sul volume degli affari durante il periodo natalizio, quello che si registra tra gli esercenti baresi è una certa soddisfazione per le vendite. Specie quelle che si sono effettuate a ridosso del 24 dicembre: “Si può dire che fino a sabato scorso gli incassi erano nella media mensile, poi abbiamo verificato un aumento verso la vigilia di Natale”, fanno sapere dalla Confcommercio.
Secondo la Codacons, il calo dei consumi si attesta intorno al 20 percento rispetto all’anno scorso. Ma parlando con alcuni commercianti della centralissima via Sparano si capisce che le stime pessimistiche, almeno per quel che riguarda Bari, sono tutte da ridimensionare. “In profumeria abbiamo venduto moltissimo – ci racconta Beatrice, commessa -. La gente cercava regali utili e non costosi”. Il dato incontrovertibile è quello legato all’annuncio dei saldi anticipati su cui poi l’intera categoria dei commercianti si è opposta. Secondo quanto dichiarato dagli esercenti locali, la stragrande maggioranza delle persone ha atteso qualche giorno prima di fare i regali e ciò ha condizionato, in maniera inevitabile, il flusso delle vendite nella prima parte del mese. Per questa ragione è assai probabile che il volume degli affari sia diminuito, ma secondo una percentuale inferiore rispetto alle aspettative locali e ai dati provenienti dalle altre città.
Il settore merceologico che ha dimostrato maggiore crescita, per la Codacons, è quello legato all’hi-tech. Macchine fotografiche, telecamere, navigatori e telefonini hanno attirato migliaia di persone verso i negozi di elettrodomestici. Bene anche il settore dell’editoria. Dietro, invece, abbigliamento e calzature. Prima delle analisi ufficiali, ci saranno i saldi. Sabato 3 gennaio si apriranno i battenti e la caccia all’affare sembra essere già partita. Oggi, infatti, i negozi erano per la maggior parte deserti. Alcuni commessi già preparavano le vetrine. E tra i cittadini l’attenzione è sembrata essere solo puntata ad osservare i prezzi per poi metterli a confronto una volta avviati gli sconti stagionali.
Commenti
-
..e fanno bene i consumatori ad ossevare i prezzi. Vedere scontare del 50% alcuni prodotti,significa che su di essi si era applicato un ricarico superiore al 100%(direi almeno il 200%).Se i commercianti non imparano a far politica di vendita,(meno ricarichi e più vendite)venderanno sempre meno, e non raggiungeranno mai i loro budget. Da anni insegno queste cose, e molti ora sapendole gestire NON piangono miseria.
L’aria é amara, e i commercianti devono imparare… a stare nel e sul mercato.






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito