In memoria di Enzo Avellis

Pinuccio Sinisi
18 5 commenti

Enzo Avellis l’ho conosciuto verso la fine degli anni 70.
Fuggiva da Milano dove si era trasferito da ragazzo per inseguire i suoi sogni. Dipingeva.
A Milano aveva frequentato i migliori “salotti” di quel tempo – sto parlando della Milano di Gaber e di Jannacci, la Milano della banda Vallanzasca… Le storie che ci raccontava erano irresistibili – bellissime… Le descriveva e noi ce le vedevamo come film in bianco e nero, e sempre in gergo milanese. Noi per questo lo scimmiottavamo, e lui si divertiva molto.
Enzo era un pittore, un visionario, e le sue opere sono sparse per il mondo. Io ho un paio di sue tele create sotto i miei occhi, con le mani sporche di colore.
E’ triste il pensiero di non rivederlo più.
– Ciao, Enzo, come va?
– Si tira. E a casa, tutto bene?
– Sì.
– Che stai facendo adesso?
– Teatro, televisione…
– Bello. Ti vieni a fare una birra al Chiringuito?
– A chess’ore, la birre…
– Eh, una birretta… cosa vuoi che sia… anzi, questa è l’ora di darsi una bella calmata.
– E andiamo, va’.
– E poi è una bella giornata, respiriamo un po’ di jodio… Al nord una giornata come questa se la scordano.
– Vero, viviamo in uno dei posti più belli al mondo. Peccate che le cristiane…
– Sì… sono sempre agitati… del resto il loro karma è quello, mangiare, vestirsi, apparire…
– Stai dipingendo?
– La verità è che mi sono rotto il cazzo.
– Ma tu dovresti fare una mostra, magari in una sala comunale…
– Naaa… tutto questo sbattimento… stare lì tutto il giorno a menarsela per vendere un quadro e spiegare a qualche borghese di merda cosa vogliono significare quelle macchie sulla tela…
– Ma almeno così si vende!
– Così si va anche in paranoia. Ogni tanto pago i conti, con le tele… L’ultima l’ho data al mio dentista, che m’ha fatte nu belle lavore…
– Che dici, ci facciamo pure due ricci?
– E allora in questo caso le birre diventano due.
Ciao, Enzo
E grazie di essere esistito.
il tuo amico Pinuccio

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Commenti

  • henz (utente non verificato)

    Cioè
    il suo modo dirlo era speciale, inconfondibile inimitabile
    ..Cioè c’era tutta la profondità degli abissi del suo mondo.
    Al Duende Duccio dipingeva Draghi fantastici Boschi incantati e Profondità marine
    Un giorno entrò un signore Portamento eretto cappotto di cammello cappello a falde larghe Voce profonda occhi penetranti e parlata milanese. E poi il “Cioè”
    Chi è quel tizio E’ il Maestro Diventai amico di Enzo una manciata di anni trascorsi veloci ed intensi

    enzo camp

  • 16MORENO (utente non verificato)

    “CHER,LA VITA E’ SOLO UN FILM,DI CUI NOI SIAMO GLI SPETTATORI” mi ripeteva ogni qualvolta mi lasciavo troppo coinvolgere,michiamo MORENO figlio di UMBERTO,ho trascorso gli ultimi anni in compagnia del maestro.che ha cambiato il mio modo di capire la realta’in maniera radicale,sara’per questo che non vogliodilungarmi in racconti sulla nostra vita insieme,anche perche’sono certo che chi lo conosceva,non ha bisogno di altro,se non del suo meraviglioso ricordo.ciaoCHER.SEI SEMPRE DENTROEFUORI.grazie

  • champa (utente non verificato)

    di mio padre ho solo ricordi annebbiati e confusi come di una fotografia vecchia e logora. l’ho conosciuto 29 anni fa. l’ho reincontrato soltanto una settimana prima che morisse.
    mi disse che saremmo andati in tunisia a disegnare insieme sul porto…

  • Danilo Fioravanti (utente non verificato)

    Grande Enzo. ..grande Pinuccio la Bari alla quale voglio ancora bene @

  • Florencia (utente non verificato)

    Mi pareja Nicola (italiano de Bari) (Yo soy argentina) me ha contado sobre la existencia de Enzo, esta noche. Lo conoció hace un montón de anos, y esta noche tuve el placer de escuchar algunas anecdotas que vivieron juntos. Hemos leído la nota y nos ha parecido de lo más bonito. Saludos Enzo, a donde estés! Un placer saber de vos
    Florencia