Partito democratico: fusion confusion

Fortunata Dell'Orzo

Che dovesse andare male lo sapevamo tutti, dal principio

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La fusione a freddo fra quello che restava dei Ds (tolte le decine di transfughi verso altre formazioni) e la Margherita (l’ultima reincarnazione di una delle cento anime democristiane sopravvissute alla diaspora post tangentopoli) non ha mai davvero funzionato. E, perlomeno a chi vi scrive, non avevamo certo bisogno che D’Alema lo ricordasse.

C’è stata una tale fretta di dare vita allo zombie Pd che si è fatto finta di ignorare non solo le differenze ma, soprattutto, la liquidazione totale di ogni patrimonio ideale o ideologico da parte di ex comunisti e di ex democristiani. Veltroni ha creato un’arca destinata a naufragare. I fedelissimi di questo giornale ricorderanno l’acido muriatico che colava da certi editoriali a nostra responsabilità, quando in una fiera del levante sorda e grigia vedevamo nascere un mostro destinato, geneticamente, alla sconfitta elettorale e alla vergogna sociale.
La fretta con cui Veltroni e i suoi pretoriani in periferia hanno liquidato 60 anni di pensiero politico italiano ha qualcosa di impressionante.

Stessa operazione, ma con un leader carismatico e seduttivo in più, Berlusconi, è stata fatta a destra, dove Forza Italia ha deciso per l’assimilazione (tipo i Borg) di un’alleanza nazionale completamente svuotata di qualsiasi caratteristica di destra sociale, pigolante di capetti da quattro soldi e nessuna credibilità, con l’ex leader, Gianfranco Fini, rimosso e promosso alla presidenza della camera per avere mano libera dal centro alle periferie italiane.

Ma a destra hanno un Berlusconi in più, che al centro sinistra non hanno (e con D’Alema seduto sulla riva del fiume ad attendere il cadavere di Veltroni, non si sa quando l’avranno) e dunque i veltroniani possiamo dirlo senza ombra di dubbio, sono lo squallido prodotto di una operazione di bassa macelleria politica, il peggio del peggio di quello che resta di una sinistra moderata e riformista che oggi, come era prevedibile, sta mostrando di avere la stessa moralità e senso dello stato dei vecchi mangia mangia democristiani o socialisti dell’epoca d’oro, quelli che se ne conoscevi uno eri a posto.
Bari fa, in un certo senso eccezione: quelli che si lamentavano dell’eccessivo protagonismo del sindaco e che si sono dovuti accontentare di avere posti in seconda e terza fila (anche perché il formidabile appetito di Rifondazione Comunista ha sgomitato quasi peggio della Margherita) oggi devono essere felici di avere un segretario regionale (Emiliano) che non viene dalle retrocucine democristiane o comuniste di un tempo. Un segretario regionale che non è mai stato apparatnik o portaborse di nessuno e che, in ogni caso, sta facendo la differenza: la storia dirà se nel bene o nel male.

E c’è ben poco da definire la notte dei lunghi coltelli appena trascorsa in direzione nazionale del PD come un chiarimento che ha ricompattato (il nulla): Veltroni sa benissimo di avere i giorni contati (politicamente) e che una specie di informe marmellata ideologica si appresta ad affrontare nientemeno che la riforma della giustizia, bellicosamente annunciata da Berlusconi.

Occhio dunque alla Puglia: qui il Pd appare meno sbrindellato e ricattabile dall’IDV che altrove e in Regione c’è una giunta guidata da un comunista. qui ad essere sbrindellata sino al ridicolo è l’opposizione di centro destra, grazie anche all’ammutolimento e all’emarginazione cui sono stati costretti gli uomini e le donne di Aenne meno rimbambiti dalla seduzione berlusconiana. Qui gli squalotti di Gero Grassi appaiono più presentabili degli squali che seguono Bassolino e Iervolino o l’uomo dai mille sorrisi, quel sindaco di Pescara che, dopo Del Turco e sempre col beneficio della sentenza passata in giudicato, è oggi l’emblema sconfitto di un enorme pasticcio: il Partito Democratico di Walter Veltroni.

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Commenti

  • grutigliano (utente non verificato)

    mi sembra un’analisi francamente troppo sbrigativa per poter liquidare tutto così. ci sono problemi gravissimi, oggi più che mai, ma di un partito con un’idea di base come il pd oggi c’è bisogno, per dare novità e respiro a una sinistra crollata anche sotto i colpi del proprio arroccamento senza margini di modernità. così com’è ora non va affatto, ma non penso che di un’identità simile si possa fare a meno.

  • solotua (utente non verificato)

    Difendetevi così e morirete ben presto. Liberatevi degli squali e forse ce la farete. Battetevi per una legge elettorale seria e forse potremo avere una speranza. L’idea di base deve camminare sulle gambe di esseri umani onesti e credibili. Denunciate i comitati di affari e sceglietevi meglio gli alleati. Avete buttato a mare i compagni per stare con “gli amici”: ecco i risultati. Parisi aveva ragione.

  • solosole (utente non verificato)

    Cara Fortunata, in quella lucida analisi non eri sola, ero al tuo fianco ma francamente non bisognava essere dei luminari della politica per capire che stavano partorendo uno zombie.Per il futuro ti preannuncio un crollo verticale del PD;attesso che imolti che hanno votato per il cosidetto ” voto utile ” sono pentiti e saranno tantissi mi i voti in libera uscita dal PD !

  • liberalamente (utente non verificato)

    Il problema serio è la domanda: che cosa rappresenta il PD? di certo non un partito nuovo ma l’insieme di due anime vecchie guidati da uomini e donne con logiche vecchie! Non è un problema generazionale ma la mancanza di un serio dibattito cultuale e politico che sappia disegnare l’anima di un partito nuovo. Ed è la stessa cosa a sinistra e noi popolo di centro-sinistra soffriamo e non andiamo più a votare come in Abruzzo.

  • Dante69 (utente non verificato)

    Il PD: partito di sinistra riformista democratico ed europeo è ancora l’unica possibilità per la sinistra di modernizzarsi.
    Purtroppo gli attori non sono all’altezza.
    Si guarda al futuro con schemi mentali del passato. Al primo posto viene messo dai leaders l’obiettivo di conservare il proprio potere. Si risolvono le questioni come fossero prove di forza. Non ci si mette mai in discussione e non si cerca di pensare davvero ad un progetto, una road map per diventare quello che ancora non sono.

  • Dante69 (utente non verificato)

    Un amico onorevole del PD finisce i propri messaggi con l’acronimo CWN, ovvero change we need. Ci credessero davvero ed operassero in tale senso avremmo una speranza in più per l’Italia. Perché se ci fosse una vera sinistra democratica e riformista anche la destra dovrebbe adeguarsi ed il paese sarebbe migliore. I primi a cambiare devono essere gli sconfitti, per non continuare ad essere sconfitti. Ma questa sinistra è un’accozzaglia mediamente retrograda che non va da nessuna parte.

  • briscola (utente non verificato)

    Ma allora, cara Fortunata, se questo PD
    è un fallimento, se a sx non funzionano perchè non sono in grado di trovare una sintesi per una unità che si sta decantando da molti anni e quindi considero anche da quella parte un fallimento (vedi la quasi scissione di Nichi), mi domando: a chi dobbiamo dare fiducia oggi? Allora quando affermo che anche questi signori hanno contribuito alla berlusconizzazione del paese, non mi sbaglio? (segue)

  • briscola (utente non verificato)

    Quando dico che abbiamo bisogno di un Obama e che lo devono lasciar crescere politicamente facendosi da parte i vari D’Alema, La Torre,Veltroni,Marini etc.etc, non mi sbaglio?
    Allora, forse, si potrà correggere il tiro e riunire finalmente tutte quelle culture che si richiamano al centro sx e si potrà realizzare quel famoso bipolarismo che oggi in tanti si riempiono la bocca.