Ricordi e Ricerca…per Barbara
Premio di Laurea Nazionale Istituito dalla Facoltà di Scienze Matematiche,Fisiche e Naturali in memoria di Barbara Baldacci
Nella Aula Magna della nostra Università è stata assegnato il premio Barbara Baldacci al migliore Laureato dell’anno. Premio giunto alla seconda edizione che ha visto il professor Vincenzo Nigro tenere una lectio magistralis sulle distrofie muscolari.
Si tratta di un premio nato su iniziativa dell’Associazione delle vittime del disastro aereo di Capogallo che ha visto la scomparsa di Barbara insieme ad altre 15 giovani vittime per una serie di errori e superficialità.
Quest’anno il riconoscimento è stato attribuito dai professori Giuseppe Calamita e Silvio Dipierro alla neo laureata Antonella Indennidate .
Ritengo di fare un ulteriore omaggio a Barbara a cui mi lega un rapporto di affetto e parentela se riprendendo il discorso del rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli e degli scienziati intervenuti, provo a fare di questa cerimonia una occasione per parlare della ricerca in Italia.
Le mie frequentazioni con Barbara ed il suo entusiasmo mi facevano prevedere per lei una carriera di ricercatrice per cui mi sento in obbligo di dilatare la sua commemorazione accennando ai problemi della ricerca universitaria.
Stiamo attraversando un periodo di restrizione della spesa sulla ricerca . Il prof Vincenzo Nigro ha ritenuto di ricordare che le ricerche effettuate anche grazie all’intervento di Telethon non risolvono l’esigenza della ricerca di una nazione moderna. La somma complessiva di 32 milioni di Euro raccolti complessivamente sono pochissima cosa per quasi 500 progetti di ricerca e rispetto al compenso di mezza dozzina di calciatori o veline.
Possiamo aggiungere che contrarre risorse per la ricerca significa come nazione candidarsi al suicidio.
Ma più sconvolgenti sono le argomentazioni con le quali viene formata l’opinione pubblica su questo problema vitale .
Diciamocelo.
Il modo con cui vengono ridicolizzati questi problemi ci spinge a dire qualcosa controcorrente.
L’esodo dei nostri laureati.
Viene data molta enfasi all’esodo dei nostri laureati. E’ vero, i nostri ragazzi in altri paesi trovano spazi e carriere che gli sarebbero preclusi in Italia. Ma vorremmo che si procedesse anche ad un’altra valutazione.
Evidentemente visti i successi dei nostri laureati all’estero, le nostre Università non fanno proprio schifo. Evidentemente preparano buoni laureati .
Evidentemente le nostre Università non sono solo concorsi truccati e baronie ma anche buona didattica e ricerca. Se così stanno le cose non ci meritiamo scelte politiche che gettano il bambino con l’acqua sporca .
Bisognerebbe scendere nel merito, distinguere il buono dal cattivo. Ma per fare questo ci vuole preparazione, ci vuole metodo, ci vuole fatica amministrativa, ci vuole lucidità politica.
Si preferisce ridicolarizzare la ricerca con esempi limite o parlare del nepotismo e delle cattedre fasulle . Il nepotismo va combattuto ma non può essere l’alibi per gettare ai pesci una generazione ed un sistema .
Il politico che ha voglia e competenza dovrebbe saper distinguere per riformare ma prima ancora dovrebbe conoscere le cose che vorrebbe riformare .
Ricerca pura
Altro argomento ridicolarizzato è quello della ricerca pura. Senza un ritorno economico
a breve qualsiasi ricerca è inutile. La maggiori scoperte degli USA sono nate dalla ricerca pura
finanziata dallo stato. Ad altri spetta ricercare per il profitto ma non ad una nazione. Dalla ricerca pura nasce la ricerca applicata.
I ricercatori
Vengono accumunati ai ladri di stipendio, ai baroni ed alle loro consorterie di figli e parenti, anche i ricercatori . Vorremmo ricordare che i ricercatori italiani con i loro mille e cento euro al mese occupano il gradino più basso dei compensi fra i loro colleghi europei . Stiamo affidando il nostro avvenire a dei morti di fame che alla prima occasione se ne andranno o faranno un altro mestiere .
Gli USA hanno un sistema scolastico scadente e poche ma ottime università.
Hanno sopperito alla loro carenza del sistema scolastico offrendo opportunità a tutti i migliori ricercatori da qualsiasi parte del mondo provengano.
Offrendo occasioni a giovani studiosi provenienti dal mondo intero hanno la possibilità di servirsi di ricercatori pronti per essere utilizzati senza i costi di tutta la preparazione scolastica.
Si tratta di un metodo che non possiamo permetterci ma che sta provocando reazioni interessanti.
In Germania lo stato concede contributi alle Università tedesche che possono vantare l’assunzione di ricercatori provenienti da università straniere.
In un panorama di questo genere che cosa facciamo? Tagliamo, tagliamo indistintamente facendo l’interesse proprio di tutta quella pletora parassitaria che affligge le nostre università .
Pletora parassitaria refrattaria a qualsiasi riforma che comporti la valorizzazione del merito
e che sopravvivrà alle politiche dei tagli indiscriminati .
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