Bari è Mobile…rilevazioni statistiche e vita da corriera a confronto
Park and ride amore dei baresi…ma ogni tanto si litiga
Un campione di 1198 persone, utenti e non utenti del servizio di trasporto pubblico barese, un’analisi certosina efftettuata tra marzo e aprile 2008 da Elisabetta Venezia, docente di statistica presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di bari. Il bus urbano serve a chi deve spostarsi per studio e lavoro, che rappresentano il 75% circa del campione. Seppur sia presente un miglioramento rispetto ad indagini precedenti, che porta la soddisfazione dell’utenza al 73% (compresi coloro che utilizzano i park and ride), gli intervistati hanno messo in evidenza con un 42% come i mezzi siano affollati e poco puntuali, mentre c’è chi sottolinea con un 10,6% che i bus sono sporchi. Ma allora perchè i baresi prendono i mezzi? Secondo l’indagine perchè il bus è un mezzo di trasporto più sicuro (66%) e che costa poco: il 95% degli intervistati infatti considera equo il prezzo del biglietto. Ma alla domanda di sostituzione totale dell’auto con il bus l’82% del campione si è dichiarato sfavorevole all’ipotesi. Perché?
Il perché è complesso e articolato: il barese che pensa con la sua testa vorrebbe lasciare l’auto e recarsi SEMPRE in centro con il bus, ma l’inaffidabilità dei mezzi pubblici come una sirena lo distoglie da un comportamento sostenibilmente virtuoso e lo porta (82% del campione) a buttare dalla torre il bus e prendere l’auto. Poi c’è il barese che non rinuncia alla sua libertà, alla sua autonomia, e vuole avere l’auto sempre nelle sue disponibilità. Poi ci sono coloro che possono anche avere dieci linee di passaggio sotto casa ma guardano con snobismo le paline e chi aspetta il bus e magari con il Suv nei giorni di pioggia godono nello schizzare i passeggeri dell’Amtab. In questi mesi dal canto suo l’azienda di trasporto pubblico ha si fatto progressi in termini di percorrenze, di diminuizione delle corse saltate e di autisti "più sani e più belli", cioè più presenti sul lavoro e con meno giorni di malattia sulla busta paga. Ma qualcosa si è rotto, non ci sono abbastanza autisti per coprire tutti i turni programmati e a farne le spese è tutto il sistema, perchè si cerca di tamponare con spostamenti vari il personale in servizio. La situazione degenera quando c’è il cambio di turno: alle dieci del mattino, se si potesse fotografare la città dall’alto, si assisterebbe ad un arresto dei mezzi ai capolinea perchè "non si trova" l’autista. E intanto le vetture restano accese, con buona pace dei dati sulla qualità dell’aria a Bari. Stessa cosa si potrebbe vedere in questi giorni tra le 17 e le 18 del pomeriggio. Passeggeri imbestialiti alle fermate e poi bus stracolmi costretti a saltare le fermate. L’Amtab correrà ai ripari già da oggi con la chiamata di alcuni interinali, perché nessuno vuole mettere a rischio il traffico delle feste natalizie con shopping annesso. A fine mese , ahinoi, Antonio Di Matteo dovrà registrare un aumento della morbilità dei suoi 400 autisti: ma l’australiana a Bari non è ancora arrivata. Il morbo delle malattie in casa Amtab è di ben altra natura.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito