La Puglia oltre il Mediterraneo

Francesco Radicci

Godelli: “Più attenzione a drammi storici, sociali e politici dimenticati”

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“Esistono drammi storici, sociali e politici oggi dimenticati ai quali è necessario dedicare maggiore attenzione. Il compito di una politica culturale consiste anche nel recupero di quanto il corso della storia ha distrutto”. Così nei giorni scorsi a Bari l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, ha introdotto la presentazione di ‘Puglia, oltre il Mediterraneo’, documentario sugli emigrati pugliesi dei primi dell’800 in Crimea. L’iniziativa, promossa dalla Regione Puglia (con la collaborazione degli Assessorati al Mediterraneo e allo Sviluppo Economico), è stata realizzata nell’ambito delle attività di Cooperazione internazionale.
“Quella dei circa 3 mila pugliesi in Crimea – ha spiegato Godelli – è un’emigrazione sconosciuta, una storia tragica di vicende dolorose che riguarda numerose famiglie, soprattutto di Trani, Molfetta e Bisceglie, sulla quale è opportuno riflettere. L’inquadramento del progetto fa parte di un percorso intrapreso dalla Regione con cui ci si propone di aprire nuovi canali di sviluppo economico per le imprese pugliesi in un’area che si caratterizza come mercato in forte crescita. E dalla ricostruzione storica è emersa la vocazione della nostra gente: sostanzialmente pescatori, mercanti, migranti. Da sempre – ha concluso – le migrazioni rappresentano il veicolo privilegiato delle culture”.
È la storia di tre mila persone che, grazie anche agli incentivi dell’allora impero zarista (interessato a richiamare gente in grado di sviluppare quel territorio) riescono a creare redditizie attività marittime, commerciali e agricole. Quando la situazione in Europa precipita, la gente del posto è vittima delle persecuzioni staliniane e, durante la seconda Guerra mondiale, di deportazioni di massa in Kazakistan. Molti, soprattutto bambini, muoiono durante il lungo viaggio su vagoni piombati, altri di freddo e stenti. Al termine del conflitto, i supersiti restano lì per molti anni, senza poter neppure tornare in Crimea.
All’incontro con la stampa sono intervenuti anche l’autore del documentario, il giornalista Tito Manlio Altomare, gli storici Giulio Vignoli (docente presso l’Università di Genova) e Luigi Masella (direttore del dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università di Bari) e il sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini.

“Il documentario – ha detto Altomare – ricostruisce e ripercorre, dall’inizio dell’800 ai giorni nostri, una vicenda umana, sociale, culturale ed imprenditoriale pugliese del tutto sconosciuta: l’emigrazione di numerosi gruppi di persone verso la Crimea, concentratasi quasi esclusivamente nella città di Kerch. Un’emigrazione particolare: benestanti, commercianti, operai e professionisti specializzati, trasferitisi in due consistenti flussi migratori, il primo tra il 1830 e il 1850, il secondo tra il 1870 e il 1890”.
Masella, ha sottolineato che “a differenza di altri Paesi, quali ad esempio la Francia, lo studio delle migrazioni di connazionali è un filone che da noi ha poca tradizione. Tuttavia – ha aggiunto – in questi ambiti la storia del 900 ha prodotto drammi assolutamente non trascurabili”.
Molto attenta e precisa l’analisi di Vignoli, che ha ricostruito le vicende storiche dei pugliesi in Crimea, dalla metà dell’800 passando per i cambiamenti nell’Urss di Krushev e Gorbaciov, sino alla difficile situazione attuale: “Le condizioni sono drammatiche. Per esempio, negli ospedali mancano medici, letti, cibo e biancheria. Sarebbe opportuno che Regione Puglia e paesi di origine intervenissero”.

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Commenti

  • niza67 (utente non verificato)

    E guardare ai problemi di casa nostra,no?Quando i malati di diabete devono fare casino perchè la ASL Bari non mette a disposizione cinquantamila euro per i microinfusori (ma la Regione sponsorizza tutto e di più),questi sono fascisti?O meritano attenzione dalle istituzioni regionali?