Post invita al volo i baresi con gli uccelli di luce in via Piccinni

Danilo Calabrese

Da oggi fino al 12 gennaio una cinquantina di volatili illumineranno tutta via Piccinni

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“E’ un invito al volo rivolto ai baresi per aiutarli a uscire da un periodo di buio collegato alla crisi economica, ma anche culturale”. Il tutto è rappresentato da semplici ed efficaci luminarie raffiguranti degli uccelli che attraversano l’intera via Piccinni fino ad arrivare in mare. Punto d’arrivo non casuale che vuole significare apertura verso l’infinito, l’ignoto.
La prima edizione di ‘I Light Ba’, finanziata dall’assessorato alle culture del Comune di Bari, è stata partorita dalla creatività di una ventina di giovani artisti raggruppati nel neonato movimento dal nome Post.

Saranno accese da stasera fino al 12 gennaio. Stamattina le ultime istallazioni prima dell’accensione, poco dopo le 18, dei cinquanta volatili, realizzati in sole due settimane e creati con materiale impermeabilizzato ricoperto da scotch da imballaggio trasparente. All’interno sono state inserite delle luci a basso consumo. Ogni porzione di corpo degli animali riprende lo stampo di una parte del corpo umano, quasi a voler riprodurre la trasformazione dell’uomo, preso dal desiderio del volo, in uccello che realizza il sogno più vecchio del mondo.

Il logo dell’iniziativa (I Light Ba, dove la parola inglese e racchiusa in una lampadina), sarà affisso sul teatro Piccinni. Light sta sia per luce sia per leggerezza, binomio assolutamente allacciato in questo caso. “L’obiettivo”, ha spiegato Vittorio Palumbo, giovane direttore artistico del Post, “è sì quello di trasformare lo spazio urbano in un luogo sorprendente e inaspettato attraverso l’illuminazione, ma anche quello di rilanciare il sogno di una città che ha voglia di cambiare”. E il cambiamento passa necessariamente dalle giovani generazioni.

“E’ giusto”, ha precisato l’assessore comunale Nicola Laforgia, “che un’amministrazione dia la possibilità a giovani artisti locali di esprimersi nella loro arte, riconoscendo la loro creatività anche attraverso la comunicazione con il loro territorio”. Che sembra aver risposto bene: i commercianti infatti si sono detti soddisfatti del lavoro. “Ci hanno accolto con grande entusiasmo”, ha continuato Palumbo, “le parole più spesso utilizzate per commentare l’iniziativa sono state ‘finalmente una cosa nuova’”. Come Post, fabbrica della creatività, che ora cerca uno spazio adeguato alle proprie esigenze artistiche. “Cerchiamo un posto”, ha concluso Vittorio Palumbo, “dove sia possibile unire varie forme di arte: dall’architettura, al design fino ad arrivare alla filosofia”.

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