Rifiuti, tira e molla tra Comuni e Provincia
Non è semplice uscire dalla crisi: gli impianti sono vicini alla saturazione, non bisogna nasconderlo
Non bisogna rischiare sulla questione rifiuti: meglio vederci chiaro prima di una catastrofe simil napoletana. Sotto questa incudine Vincenzo Divella, presidente della provincia di Bari non ha nessuna intenzione di sottostare: per questo il 13 novembre scorso ha inviato una nota alla Regione Puglia per chiedere al governatore Nichi Vendola il commissariamento delle Ato, le autorità d’ambito territoriale che a suo giudizio dal 2007 ad oggi non hanno fatto nulla per migliorare la gestione integrata del ciclo dei rifiuti nei 48 comuni della provincia barese. “In dodici mesi non c’è stato alcun miglioramento sul piano impiantistico e gestionale – ha sottolineato Divella – e si è manifestata una sostanziale incapacità nell’utilizzo dei 10 milioni di euro trasferiti tramite Regione e poi Provincia alle quattro Ato operative”. La gestione dei rifiuti nella provincia di Bari è stata retta in via commissariale per 12 anni: ultimo commissario è stato proprio Nichi Vendola. Ora la provincia di Bari, deputata come le altre a dettare i programmi e a controllare l’operato delle Ato, chiede che sia lei direttamente a prendere decisioni come il posizionamento delle discariche o dei nuovi impianti di biostabilizzazione visto l’immobilismo dei Comuni che compongono le Ato stesse. “In alcuni casi si continua a litigare sui siti dove insediare gli impianti di compostaggio – rileva Romano Carone, assessore provinciale all’ambiente – in altri casi non si è ancora partiti con la gara per la costruzione degli impianti a regime complessivi, come quelli per lo smaltimento del cdr”.
Della questione si discuterà in maniera dettagliata durante il prossimo consiglio provinciale monotematico del 15 dicembre, con Michele Losappio, assessore regionale all’ambiente relatore d’eccezione: “Rinuncio di buon grado all’incontro con il Ministro Prestigiacomo in programma per quel giorno a Roma con i colleghi delle altre regioni italiane perché ho a cuore la sollecitazione che giunge dalla provincia di Bari, ma il problema rifiuti ce lo trasciniamo dietro da vent’anni. Capovolgere il sistema in tre anni e mezzo è impossibile: abbiamo solo due termovalorizzatori in Puglia, quello di Massafra ha visto aprire per due volte la procedura di valutazione di impatto ambientale, quello di Taranto è stato sottoposto a sequestro, quindi ci servono ancora le discariche e la movimentazione dei rifiuti da un’Ato all’altra. Intanto il prossimo 23 dicembre inauguriamo l’impianto complesso di Conversano, il primo degli otto previsti in Puglia”. Nel comune a sud di Bari ci sarà spazio per una macchina separatrice, per operare la biostabilizzazione dei rifiuti e sarà annessa una piccola discarica, mentre è previsto nel primo semestre del 2009 la messa in funzione dell’impianto di biostabilizzazione dell’Amiu di Bari che ridurrà del 30% la quantità del rifiuto da conferire in discarica.
“L’obiettivo della Regione Puglia – ha sottolineato Losappio – è garantire nell’arco di un anno il sistema completo del ciclo dei rifiuti. Sappiamo però che c’è ancora molto da fare: il nostro obiettivo del 40% di raccolta differenziata non è stato raggiunto”. I primi sei mesi del 2008 infatti hanno fatto registrare un 14% di raccolta, con una punta massima ad ottobre del 27% nell’Ato Bari2, dove ricade il comune capoluogo che può contare sulle sperimentazioni del porta a porta a Japigia e Poggiofranco. “La situazione è problematica – ha concluso Losappio – ma non c’è nessun rischio emergenza: Guido Bertolaso ha definito comunque eccellenti i risultati raggiunti dal sistema Puglia sulla questione rifiuti. Noi secondo il sottosegretario alla protezione civile stiamo uscendo dalla crisi e stiamo entrando nella normalità della gestione, ma ci tengo a ribadire che questo è un settore delicato delle politiche ambientali, e che nessuno deve buttarla in politica in vista degli imminenti scontri elettorali: sarebbe un brutto gioco al massacro”.
Commenti
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a Massafra (Provincia di Taranto, a pcohi passi dall’Ilva) esiste un “inceneritore” – evitate di usare impropriamente il termine termovalorizzatore per favore – ed ora se ne vuole riattivare un altro sempre nella Provincia di Taranto: Taranto dunque si dimostra essere il vero inferno dove regna la diossina… perchè dagli inceneritori non fuoriescono certamente profumi al gelsomino, ma diossine e nanoparticelle.. Non ci facciamo mancare niente!






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