Giorgia Meloni a Bari: la nostra non è una generazione allo sbando

Antonella Ardito

Al Campus Bari promosso dall’associazione Levante il ministro più giovane della storia italiana

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Con un terribile mal di testa e un simpatico accento romanesco Giorgia Meloni oggi pomeriggio a Bari ospite della Camera di Commercio e dei giovani professionisti e imprenditori baresi dell’associazione Levante ha portato un vento di freschezza nonostante la congiuntura sfavorevole al sistema Paese: “Questa è una stagione difficile, ma saremo noi giovani a stabilire la portata e la durata di questa instabilità – ha ricordato il ministro -. Il nostro futuro è il futuro dell’Italia, la nostra capacità di combattere farà l’Italia”.

L’intento del più giovane ministro della storia italiana è di costruire dei tavoli di confronto permanente con i rappresentanti dell’impresa e degli ordini professionali, senza dimenticare che tra gli interlocutori principali per migliorare l’accesso al lavoro dei giovani ci sono i territori, perché l’impatto di un provvedimento economico-legislativo può generare risultati diversi a seconda di dove si posizionano. I ragazzi e le ragazze dell’associazione Levante è di riconfrontarsi con la Meloni o con altri ministri del governo Berlusconi tra sei mesi, per capire se le proposte fatte hanno avuto degna traduzione in disegni di legge e atti concreti che possano aiutare i veri giovani a vincere la sfida dell’economia globale.

“Uno dei nostri obiettivi come ministero, senza portafoglio ma con tanta voglia di lavorare, è la meglio gioventù – ha ricordato la Meloni – perché si dice che i giovani di oggi siano peggio di quelli delle generazioni precedenti, senza ideali e vocazione politica, ma in questa realtà fatta di precari, dove a 40 anni sei considerato un giovane imprenditore, a 50 non si è degni di entrare nelle elite accademiche e se non si sfiora la soglia dei 65 anni diventa difficile varcare la soglia di Montecitorio, abbiamo un assoluto bisogno di entrare con tempi europei nel mondo del lavoro. La nostra generazione chiede di potersi misurare, di essere un ricambio migliore di quello che c’è oggi. Ma solo garantendo un eguale punto di partenza a tutti i giovani questo potrà accadere”.

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