Petruzzelli: confusi e infelici

Fortunata Dell'Orzo

..e delusi, dovremmo aggiungere

0 7 commenti

Inizia una settimana di passione. Nel senso che la tradizione cristiana ha impresso su questa splendida parola di origine greca. Ma il sei dicembre del 2008 il Teatro Petruzzelli resterà chiuso al pubblico e non “risorgerà”, né in senso simbolico né in senso proprio.
Il simbolo è stato ucciso dalla politica, o meglio, dalla pessima politica che ha ormai scacciato quella buona: inesistente e inefficace su altri fronti, forse più importanti, Raffaele Fitto, ministro pugliese di Berlusconi, ha mostrato influenza e autorevolezza in questa sua dissennata, silenziosa, sotterranea campagna antibarese. E Bondi non ha potuto dire di no alla protesi del Cavaliere.

Per colpire Michele Emiliano si è colpita la città intera. E il legittimo desiderio di tantissimi, evidentemente non di tutti, di rivedere aperto il teatro. Neppure Bondi è riuscito a nascondere, dietro il suo comunicato con cui chiudeva definitivamente il capitolo Petruzzelli, che sono ancora in campo le questioni con la famiglia dei proprietari. Dunque gli interessi privati, o dei privati, ancora una volta, hanno avuto la prevalenza sull’interesse pubblico.
Ma la delusione maggiore ce l’hanno data i deputati e i senatori espressi da questa regione che non hanno mosso un dito perché le cose andassero in modo differente. Almeno, non abbiamo notizie di interrogazioni, di interpellanze, appelli o anche semplicemente interventi di pubblica rilevanza sul tema da parte di nessuno degli eletti e delle elette della regione Puglia.

Crediamo sia la conferma di almeno 5 fatti:

1. Bari non conta nulla o quasi nel panorama nazionale e per raggiungere la platea più vasta è necessario che vi sia una sparatoria di mala con di diverse vittime o due guitti portino un provolone al sindaco.
2. La classe politica espressa dalle ultime elezioni non è in grado di leggere e sentire il territorio e di esprimerne le pulsioni e le tragedie, sia pur senza vincolo di mandato, così come dice la Costituzione (art.67).
3. Dietro questo silenzio generalizzato si nasconde, con ogni probabilità, il disagio di un partito (il PD) che forse non ha digerito l’elezione a suo segretario regionale di un Sindaco come Michele Emiliano, spesso visto come autocrate e indipendente.
4. La cosiddetta Società Civile, al di fuori dei salotti o dei pub, non conta niente e comunque non è in grado di incidere sui destini di questa città o di farsi ascoltare per questioni di tale rilevanza.
5. Bari si dimostra, ancora una volta, incapace di ritrovarsi senza divisioni e senza strumentalizzazioni, attorno ad un progetto comune, di rilevanza addirittura internazionale e di grande prestigio culturale.

Infine, due righe sul sistema mediatico: molti di noi giornalisti si sono spesi, anche personalmente, per riuscire a rispettare il sei dicembre come data di riapertura. Non credo che ci saranno pentimenti o ripensamenti per una “scesa in campo” che di rado si vede fare con tanta calda partecipazione (pensiamo soprattutto a noi di barilive.it e al Corriere del Mezzogiorno, media partner del “taglio del nastro” davanti al Teatro). Crediamo di condividere con la collega Maddalena Tulanti un’idea di giornalismo “militante” non in senso politico o ideologico, ma civile e civico.
Siamo delusi e confusi, appunto. Pentiti, mai.

avatar

Commenti

  • amobari (utente non verificato)

    Cara Fortunata il tuo articolo rispecchia molto bene la realtà,purtroppo…questa è una sconfitta per tutti noi…l’inagurazione del Petruzzelli con l’arrivo a Bari di Napolitano e Medved,la notte bianca del 7 dicembre sarebbe stata una vetrina fantastica a livello europeo per la nostra città,ma ancora una volta una politica cieca,meschina e becera ha tarpato le ali a tutti quei baresi che hanno voglia di crescere e cambiare!

  • santini57 (utente non verificato)

    che dire cara Fortunata,sono molto deluso da questa politica che ci sbeffeggia ogni giorno……………..deluso,deluso.deluso…………………………

  • briscola (utente non verificato)

    Tanto,cara Fortunata,qundo ci saranno le nuove elezioni questi signori si ripresenteranno e noi come tanti caproni li andremo a votare.Al sud, purtroppo,non abbiamo la capacità di giudicare un politico in base a quello che fà per il territorio in cui ha preso i voti,ma bensì ai piccoli favori
    (che molto spesso sono diritti del cittadino)che elargiscono.(segue)

  • briscola (utente non verificato)

    Non sono come i parlamentari del nord che al contrario si danno da fare per i loro elettori (vedi il caso del ministro dell’agricoltura che si è speso
    così bene in comm.europea da far avere agli allevatori il 6% in + sulle quote latte).Ecco perchè se ne fottono di tutti e di tutto,tanto sono sicuri di essere rieletti.Questa volta spero con tutto il cuore che almeno i baresi se ne ricorderanno.

  • kitosc (utente non verificato)

    una cosa è certa- e guai a dimenticarselo- Qui-Quo_Qua ,hanno giocato un brutto scherzo alla città di Bari…ma Michele Emiliano ha messo nel cesto un’altra mela:il Teatro Petruzzelli,il paniere comincia a essere pieno e i tre sciocchi paperi sanno che stanno perdendo la città e poi?..i rinvii costano e il conto potrebbe essere salato.Facciamoglielo pagare

  • rubrik (utente non verificato)

    Non dobbiamo arrenderci però…..!!!!Perchè tutti i cittadini come noi che credeno e amano la prorpia città sono il sole del futuro.

  • grutigliano (utente non verificato)

    grande pezzo di impegno civico, ma sono anche d’accordo con la risposta di ginefra. ciascuno faccia il proprio, insomma.
    speriamo che altri parlamentari rispondano..