La lavagna tattica di Bari-Albinoleffe

Christian Montanaro

Inconsistente la reazione dei galletti nella ripresa

0 commenta

Il 4-1-4-1 schierato da Armando Madonna ha creato non pochi grattacapi al Bari.
La posizione del numero cinque Caremi, nel ruolo di frangiflutti davanti alla difesa, è servita a dare manforte alla retroguardia bergamasca, consentendo ai quattro davanti, che orbitavano dietro il bravissimo Ruopolo, di non avere compiti troppo difensivi.
L’unico attaccante di ruolo è stato poi estremamente funzionale al progetto ospite, allargandosi sulla destra, e consentendo così gli inserimenti senza palla di Madonna, Gabionetta e Renzetti.

Il Bari, sceso sul terreno di gioco con il consueto 4-4-2, in mezzo ha sofferto. De Vezze (il migliore dei suoi) e Gazzi hanno fatto il loro, ma non hanno trovato in De Pascalis e Kamata aiuti consistenti in fase di ripiegamento.
Nel primo tempo i galletti, dopo le due reti incassate a freddo (male la retroguardia, e non irreprensibili Ranocchia e Galasso), hanno reagito con veemenza, segnando la rete della bandiera con Ciccio Caputo (al quinto sigillo con la nuova casacca, il secondo consecutivo), cogliendo l’incrocio dei pali con De Vezze e mancando la rete del pareggio ancora con l’ex noiano.
Il problema è che tanta produzione in fatto di palle goal non la si è avuta nella ripresa, dove l’unica vera conclusione degna di nota l’ha portata Luca Siligardi, a recupero inoltrato.

Merito dell’Albinoleffe, che, soprattutto dopo l’ingresso di Cristiano, ha irrobustito il centrocampo, rintanandosi dietro e giocando di rimessa, con Ruopolo prima e Ferrari poi, e demerito degli uomini di Conte, che hanno portato troppo palla, aspettandosi l’invenzione dai soliti Kamata, Barreto e Caputo.
L’estremo tentativo di riacciuffare il match per i capelli si chiamava 3-4-3. Barreto, Volpato (preferito al povero Cavalli) e Caputo di punta, con Siligardi e S. Masiello sulle fasce. La mossa non apportava miglioramenti, ma anzi in un paio di occasioni esponeva i galletti a pericolosi contropiedi non finalizzati dagli avversari.

Alla fine non è che abbia tutti i torti Vincenzo Matarrese, parlando di poca qualità nel settore nevralgico del gioco. Se il riferimento era indirizzato a Carobbio, ieri assente e possibile futuro acquisto del Bari, può darsi avesse ragione ; se era indirizzato, invece, a Mariano Martin Donda, possibile abbia avuto ancora ragione, ma a dargli torto sono le prestazioni discontinue dell’argentino, mai in grado di effettuare due prestazioni positive di seguito da due anni a questa parte. Se giocasse come sa, sarebbe lui il miglior acquisto per gennaio.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!