Piccoli sussidi, ecco la Puglia che cresce
Tutte le cifre del progetto promosso dall’assessorato regionale al Lavoro nell’ambito del Por 2000-2006 e gestito da L’Ape con Fondosviluppo
Oltre 1300 soggetti in formazione, 149 persone impegnate in esperienze di lavoro (work-experience), un totale di 280 progetti con 187 iniziative di rafforzamento delle organizzazioni, 52 inserimenti lavorativi, 21 nuove imprese sociali costituite e 20 interventi di capitalizzazione.
E’ il bilancio di “Piccoli sussidi” che ha destinato 9 milioni 600mila euro al terzo settore pugliese con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di soggetti “svantaggiati”, dai diversamente abili agli immigrati, e sviluppare le imprese sociali. La Sovvenzione globale “Piccoli sussidi” è stata promossa dall’assessorato al Lavoro, cooperazione e formazione professionale della Regione Puglia – nell’ambito del Por 2000-2006 – e gestita da L’Ape (Agenzia per la promozione della cooperazione sociale) con Fondosviluppo (il Fondo mutualistico di Confcooperative).
I risultati dell’iniziativa sono stati presentati ieri a Bari: i 280 progetti sono stati realizzati da 226 cooperative sociali, 17 consorzi tra cooperative e 37 associazioni e sono così suddivisi sul territorio regionale: 123 nella provincia di Bari, 33 in quella di Brindisi, 44 nel Foggiano, 43 nella zona di Lecce e 37 nella provincia di Taranto.
Il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha sottolineato come "essere primi in Italia in questo campo significa che ci sono imprese nel mondo che non operano con finalità solo di lucro ma a favore di persone in condizioni di fragilità. L’impresa sociale oggi, nel contesto della crisi economica più generale, rischia di essere rasa al suolo dal punto di vista aziendale. La Regione Puglia ha investito molto e ha molto aiutato il settore finanziando la formazione, perchè oltre al buon cuore qui ci vuole la professionalità, la nascita di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro. A fronte di una crisi economica in cui è sovrano il denaro – ha concluso – c’è un’altra economia del diritto al benessere delle persone in un mondo in cui le aree di povertà sono destinate ad allargarsi".
"Con la sovvenzione globale “Piccoli Sussidi” – ha aggiunto l’assessore regionale al Lavoro, Marco Barbieri – la Regione Puglia ha fatto una scommessa di collaborazione con le organizzazioni del Terzo settore, nella convinzione che il sostegno alle imprese sociali e ai soggetti “svantaggiati” possa essere uno strumento di crescita nell’insieme del territorio e dell’economia pugliese. Con uno sforzo che credo nessuna Regione d’Italia abbia fatto siamo riusciti a raggiungere questi risultati: posso dire che la scommessa è riuscita e intendiamo proseguirla con i fondi della nuova programmazione comunitaria 2007-2013".
"A partire da questa esperienza, e dal primo bilancio di attività – ha detto Sergio D’Angelo, presidente de L’Ape – dobbiamo interrogarci per comprendere se in Puglia, così come nel resto del Mezzogiorno, questo modello di intervento della sovvenzione globale possa sostenere concretamente un’idea di sviluppo che stia dalla parte dei soggetti più deboli della società. Ebbene, i i risultati ci offrono già un segno positivo rispetto a questa domanda e suggeriscono la strada della continuità. Ma per dare una risposta in questo senso è necessario che si predispongano interventi finanziari e formativi adeguati, indirizzati proprio a promuovere l’ingresso a pieno titolo delle imprese sociali nel ciclo produttivo globale".
"Il dato importante – ha messo in luce Giacomo Ruggieri – è che abbiamo applicato il principio della sussidiarietà, cioè la possibilità che anche strumenti di finanza pubblica possono essere gestiti da soggetti privati sempre sotto il controllo delle autorità pubbliche. Mi pare di poter dire nel momento conclusivo di questa vicenda, quindi, che abbiamo operato con correttezza e rapidità, erogando contributi importanti sul piano complessivo dei numeri, e cercando di soddisfare tutte le richieste pervenute". Per il presidente regionale di Legacoop, Carmelo Rollo, "sostenere economicamente le imprese del terzo settore è stato un primo passo verso quello sviluppo culturale ed economico di cui tanto parliamo. Se la prima fase di programmazione dei “Piccoli Sussidi” ha già centrato importanti obiettivi, consentendo non solo la nascita di nuove imprese sociali, ma favorendo inserimenti occupazionali e la formazione di oltre mille persone, i Sussidi futuri, che ci auguriamo vengano attivati velocemente, credo debbano guardare ancora più in là".
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