Petruzzelli e la Fenice: due pesi e due misure

La Redazione

“Il Governo è lo stesso, il metodo no”

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Il Sindaco Michele Emiliano dopo aver letto il “crono-programma delle attività” del Teatro Petruzzelli diffuso oggi dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali prende atto di una grave difformità di comportamento da parte del Governo rispetto a quanto avvenuto per la ricostruzione ed inaugurazione del Teatro La Fenice di Venezia.

CRONO-PROGRAMMA VENEZIA
Dal sito ufficiale www.ricostruzionefenice.it

26 novembre 2003
Il Commissario Delegato concede una proroga di 160 gg., la nuova scadenza per l’ultimazione dei lavori è aggiornata all’8 maggio 2004.

8 dicembre 2003
”consegna parziale e anticipata” delle zone del teatro i cui lavori sono ultimati, per consentire le manifestazioni programmate per l’inaugurazione.

14 dicembre 2003
Inaugurazione del teatro La Fenice con sette giorni di spettacoli. La settimana inaugurale è iniziata domenica 14 dicembre, con un concerto eseguito dall’Orchestra e dal Coro del Teatro La Fenice e diretto dal maestro Riccardo Muti.

8 gennaio 2004
Riconsegna all’impresa appaltatrice A.T.I. SACAIM delle aree occupate per le manifestazioni inaugurali per il completamento delle opere mancanti e collaudi. L’ultimazione effettiva dei lavori è prevista per il giorno 8 maggio 2004.

15 giugno 2004
ultimazione dei lavori: ai sensi dell’art. 172, comma 2° del D.P.R. 554/99 vengono concessi ulteriori 40 giorni per risolvere alcune lavorazioni di dettaglio.

22 giugno 2004
emissione del certificato di collaudo statico.

CRONO-PROGRAMMA BARI
Fonte Ministero per i Beni e le Attività Culturali

18 novembre 2008
Emissione del certificato di collaudo statico, come previsto da contratto.

6 dicembre 2008
Sostanziale ultimazione dei lavori, in anticipo di un mese sulla scadenza contrattuale.

Si ricorda che nel 1996 il Teatro veneziano fu distrutto da un rogo esattamente come il politeama barese. Si ricorda anche che il Governo dell’epoca era presieduto da Silvio Berlusconi, così come quello attuale, il Commissario straordinario per la ricostruzione c’era anche a Venezia ed in entrambi i casi è stata impiegata la Legge sulla protezione civile per accelerare i lavori.
Non si può fare a meno di osservare che il Teatro la Fenice è stato inaugurato con una settimana di eventi, dal 14 al 21 dicembre 2003, ben sei mesi prima dell’ultimazione dei lavori (15 giugno 2004) e addirittura dell’effettuazione del collaudo statico (22 giugno 2004).
Dal crono-programma del teatro Petruzzelli di Bari diffuso oggi dal Ministero per le attività culturali, si rileva che il collaudo statico è già stato effettuato e che la sostanziale ultimazione dei lavori avverrà entro il 6 dicembre 2008.

A tale proposito il Sindaco di Bari e Presidente della Fondazione Petruzzelli Michele Emiliano dichiara: “Invierò a tutti i parlamentari pugliesi, senza distinzione di schieramento, questo comunicato stampa affinché, paragonando il crono-programma della ricostruzione del teatro La Fenice di Venezia con quello del Petruzzelli, possa essere chiara la diversità di trattamento riservata alla Città di Bari.
È vero, il Petruzzelli è un teatro distrutto da un incendio come La Fenice. Con la differenza però che quest’ultimo fu incendiato da un elettricista indietro con l’ultimazione dei suoi lavori ed il Petruzzelli da mano mafiosa. La lotta alla mafia si fa soprattutto amministrando la cosa pubblica secondo l’articolo 97 della Costituzione che prescrive, anche ai ministri, di assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.
Stiamo invece subendo un atto contro l’efficienza e contro la giustizia. In questo modo il Ministro sta facendo consapevolmente saltare la stagione lirico-sinfonica della Fondazione da me presieduta e sta così arrecando ad un ente pubblico, i cui interessi dovrebbe tutelare, un danno grave ed irreparabile di natura economica oltre che di immagine.
In definitiva si nega alla Fondazione il diritto/dovere statutariamente previsto di perseguire il fine istituzionale per il quale essa è stata istituita con legge dello Stato. Tutto questo per ragioni incomprensibili o evidentemente inconfessabili.
Mi auguro che ci sia ancora qualcuno in questo Paese capace di difendere una città, una provincia, una regione dall’arbitrio e dalla discriminazione geografica. A Milano come a Venezia, a Roma come a Bologna nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di fare quello che stanno facendo a una delle capitali del Sud Italia. È un triste segno dei tempi. Come Sindaco di questa città continuerò a lottare instancabilmente assieme a tutti gli italiani onesti e rispettosi della Costituzione”.

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Commenti

  • grutigliano (utente non verificato)

    c’è sempre la grana della proprietà privata. la fenice era (se non erro) di totale proprietà pubblica.
    ma ciò non allevia il senso di ingiustizia..

  • briscola (utente non verificato)

    per la popolazione dei baresi e non,stà combattendo per restituire legittimamente ai baresi quello che gli è stato tolto con tanta violenza quasi 18 anni fà,stà combattendo affinchè la Cultura riaffiori attraverso questo teatro.Se voi cantate vittoria perchè tutto questo non avvenga beh,allora vuol dire che veramente non meritate nemmeno di essere chiamati persone umane.

  • briscola (utente non verificato)

    Purtroppo avete la maggioranza e quindi
    decidete se fare il cattivo o il buon tempo.In questo caso avete deciso per il cattivo tempo contro una città che non lo merita.Non merita di avere come governanti dei servi del padrone “nanetto berlusconi” ed in particolare non merita in questo momento un ministro della cultura che è servo dei servi.Emiliano ha fatto e stà facendo una guerra giustissima (segue)

  • colin61 (utente non verificato)

    Spero che i baresi, quelli veri, quelli che non si devono piegare nè ai leccesi al governo nè ai delinquenti del nord che fingono di avere a cuore i nostri destini, si ricordino di questo ennesimo affronto e sappiano alle prossime elezioni castigare a dovere Simeone e i suoi discepoli, che pur di tornare al potere venderebbero le loro madri, mogli e quant’altro.

  • forzanapoli (utente non verificato)

    Caro rastaman non è il caso di “incazzarsi” la risposta più bella la darà il popolo sovrano ,che non dimentica ,amici BARESI,i mulini a vento sono due ministri ed un ex sindaco che hanno fatto appieno il loro dovere quello di darvi il dispiacere più grande proprio il giorno di S.Nicola,e non contenti se la rideranno davanti a tutti voi facendo il sopralluogo proprio quel giorno(dispettosi),non vi arrabbiate i mulini a vento a volte s’inceppano..

  • rasta_man (utente non verificato)

    aziendabari le pagherete una ad una alle prossime elezioni stai tranquillo, te e il tuo padrone!!!!!!!!!

  • rasta_man (utente non verificato)

    l’intervento di aziendabari era proprio quell’arrampicata sugli specchi di cui si sentiva il rumore!!

  • aziendabari (utente non verificato)

    Il povero rastaman come gli accade sempre quando è a corto di argomenti ricorre all’insulto e alla calunnia.
    Questa volta, però, ha ragione : Di Cagno Abbrescia ed io eravamo veramente compagni di merende.
    All scuole elementari che frequentavamo insieme.

  • geropa (utente non verificato)

    Emiliano vai avanti la maggior parte dei baresi e’ intelligente per considerare la destra nazionale e locale….UNO SCHIFO, i baresi te lo dimostreranno in primavera…

  • aziendabari (utente non verificato)

    Emiliano ha condotto una guerra contro i mulini a vento e “glissando” su piccoli particolari per aizzare tanta gente in buona fede.
    Le sue dichiarazioni testimoniano che il Teatro non era pronto nè funzionante e che non c’era nemmeno un permesso come da leggi vigenti.
    Emiliano si è messo a nudo da solo.
    E ora togliamo quella ridicola targa contro l’intelligenza e la storia della città che campeggia sull’alto del palcoscenico.
    2008. Rimettete la vera targa della vera storica apertura.

  • rasta_man (utente non verificato)

    Ero nei pressi della stazione e da una farmacia li vicino si sentiva il rumore stridente di qualcuno che cercava di arrampicarsi sugli specchi con le unghie. Pare che un noto compagno di merende di DCA stesse preparando una risposta a questo comunicato.

  • fcaras (utente non verificato)

    Due teatri in due posti diversi. Uno al Nord l’altro al Sud. Da un governo “nordista e di destra” non ci si poteva aspettare altro. Avanti tutta Sindaco i veri baresi sono con te.

  • forzanapoli (utente non verificato)

    Continuo a pensare che la finta burocrazia decretera la fine delle illusorie mire di conquista della citta’da parte di esponenti ottusi che potranno fregiarsi davanti ai loro elettori di aver fatto il possibile per il rispetto della legalità,del rispetto delle regole,dei loro interessi politici che mortificheranno il desiderio solo per un attimo,di ascoltare il suono di un’applauso,la nota di una musica,il calore di una lirica.Giudicateli per cio’che vi hanno tolto un sogno chiamato Petruzzelli

  • alexandros84 (utente non verificato)

    Non mollare sindaco, tutta la città di Bari è con te! Quanto a quello che sta facendo la destra barese e nazionale… CHE SCHIFO! Fortunata continua a pubblicare articoli che come questo svelino alla cittadinanza tutto il tramare alle nostre spalle

  • baresotta (utente non verificato)

    Sui “fatti” si ragiona meglio e la possibilità di raffronto con la vicenda e i tempi della Fenice ci dà ulteriore forza per gridare a viva voce allo scandalo senza più tema di sentirci accusare di fiancheggiamento al Sindaco per ragioni elettorali. Ottima l’iniziativa di Emiliano di dare la massima conoscenza della differenza di trattamento.