“Il Petruzzelli deve riaprire subito”

Antonio Scotti

Un migliaio davanti al teatro: “E’ un nostro diritto, vogliamo entrarci prima possibile”

0 5 commenti

Musicisti, politici, insegnanti, coristi. In una parola, cittadini. Mille, tutti raccolti nel piazzale antistante il gigante rosso di corso Cavour: il teatro Petruzzelli. E’ cominciata da stasera la veglia laica sull’apertura del politeama tanto caro ai baresi. Da 17 anni fermo perché devastato dalle fiamme di un incendio di cui, ancora oggi, si conosce solo l’esecutore e non il mandante.
Giorno dopo giorno diventa sempre più bello. E man mano che le impalcature vengono tolte, negli occhi dei baresi brilla la commozione dei tempi andati e l’ansia di vederlo riaperto. La stessa che il ‘Comitato 6 dicembre’ ha rappresentato stasera grazie ad un concerto. Circa un migliaio le persone arrivate da ogni parte della città per manifestare il desiderio di rivedere al più presto il teatro aperto. “Siamo qui perché è quasi sconcertante quello che sta avvenendo – racconta Anna Ricco, 37enne casalinga –. Ci tenevo a portare i miei nipotini al Petruzzelli prima di Natale, ci speravo davvero, ma ora sembra che qualcuno voglia far saltare l’inaugurazione, i baresi dovrebbero protestare in massa”.

Prima che il coro di voci bianche del Conservatorio ‘Niccolò Piccinni’ iniziasse ad allietare gli spettatori, tra la gente sono in molti a rivendicare il “diritto” a vedere riaperto il Petruzzelli: “Per me è un vero e proprio diritto – afferma Pasquale, anziano signore, residente nel quartiere Libertà -. Perché sono due anni che aspetto il 6 dicembre per vedere riaperto il mio ed il teatro; chi sta in politica deve rispettare gli impegni. Il Petruzzelli si deve riaprire subito” .

“E’ il mondo che vuole il teatro aperto, farlo il 6 dicembre significherebbe dare un valore aggiunto al momento storico che  vorremmo vivere, perchèin occasione della ricorrenza di San Nicola” afferma Francesco D’Orazio, rappresentante del Comitato 6 dicembre’.

Molti manifestano solidarietà al sindaco Michele Emiliano (“Sta facendo di tutto per riaprirlo”) anche se non manca qualcuno che avanza qualche critica al modo con cui è stato gestita l’intera faccenda: “Il dialogo che sta auspicando il primo cittadino – sostiene Franco Raffina, 51enne barese – avrebbe dovuto esserci fin dalle battute iniziali, speriamo che dall’altra parte non commettano lo stesso sbaglio”. Tiziana Schiavarelli e Michele Mirabella danno inizio al concerto. Non mancano battute esilaranti sul palco. Tra tutte spicca quella dell’attrice barese che definisce l’accordo del 2002, tra enti locali e famiglia proprietaria,  “un po’ afitisciuto”. La musica parte. E con essa anche un freddo vento di libeccio. Bavari dei cappotti alzati e sciarpa attorno al collo. Al resto ci pensa la passione dei baresi. Per una notte raccolti attorno al teatro, a vegliare quel “figlio”che sentano dentro e di cui avvertono la nascita. Ma di cui non conoscono quanti altri giorni servono per poterlo abbracciare in modo definitivo.

avatar

Commenti

  • rasta_man (utente non verificato)

    Chissà perchè dinanzi tanta gente il fronte contrario alla riapertura del 6 dicembre ha preferito nascondersi nelle proprie case (o nelle proprie farmacie) come dei ladri timorosi del linciaggio della gente!!

  • fdmba (utente non verificato)

    da prime indiscrezioni trapelate dall’ordine dei farmacisti baresi si viene a sapere che la sera del 24 novembre, nelle ore immediatamente successive alle 20, in alcune farmacie baresi ci sarebbe stato un picco nelle vendite di preparati anti-diarreici e lenimenti per dolori epatici.Manchrerebbero ancora i rilievi statistici del consumo di altri materiali correlati quali:carte igieniche e fazzolettini sanificanti.
    Anche questo a beneficio dei medici farmacisti! Alla prossima il 5 e 6 gennaio

  • vinci75 (utente non verificato)

    speriamo che i baresi si rendano conto del tiro mancino che il ministro bondi ha giocato all’intera città

  • aziendabari (utente non verificato)

    Ma dove esiste se non nella mente malata di bugiardi per la gola un fronte per la “non riapertura”?
    Una battaglia contro i mulini a vento guidata da un Don Chisciotte grasso.
    Tanto ci vuole a chiedere al direttore dei lavori se il cantiere può considerarsi chiuso e se il Petruzzelli può ospèitare un’opera lirica da oggi?
    Dovete per forza crearvi un nemico per convincere la gente?
    Tanto poi non vi crede.

  • briscola (utente non verificato)

    Non mi ero sbagliato,c’è tanto di quel veleno da infettare tutta Bari da parte di qualcuno.Ora è arrivato pure all’offesa a chiamare grasso un’uomo come Emiliano solo perchè stà facendo gli interessi dei barese per bene.
    Certo dalla sua parte politica se si vuole offendere qualcuno non basterebbe l’intero vocabolario.