Caputo risponde a Vantaggiato

Christian Montanaro

Il Bari non approfitta della superiorità numerica

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Nella giornata in cui si registra la tripletta di Antonino Bonvissuto e di Massimiliano Scaglia, un altro ex del Bari stava per ritagliarsi un sabato da protagonista.
Che avesse il dente avvelenato lo si sapeva, e si era visto già dall’inizio, quando dopo appena sette minuti di gioco un suo tiro di destro di controbalzo era finito di poco a lato della porta difesa da Jean Francois Gillet ; che, però, dovesse consumare (così come già fece quando indossava la maglia del Pescara), la sua personale vendetta contro la sua vecchia società, superando beffardamente Andrea Masiello, Ranocchia e Gillet, proprio quando la sua squadra si trovava in inferiorità numerica, pochi se lo aspettavano.

Per fortuna anche se privi di Barreto (la sua assenza si è un po’ sentita) i galletti avevano anche loro il bomberino di scorta, quel Ciccio Caputo, andato al 39’ della ripresa in goal per la quarta volta su appena otto incontri disputati.
Una partita raddrizzata per il rotto della cuffia insomma, che la compagine allenata da Antonio Conte avrebbe anche potuto far sua, se il sinistro di Luca Siligardi al 26’ della seconda frazione di gioco non avesse incocciato il palo, e se, al 40’, lo stesso Ciccio Caputo non avesse mancato il bersaglio sulla bella combinazione inanellata da Volpato, Kamata e Siligardi.

Visto così, sembrerebbe un risultato stretto per il Bari, e invece no, perché il match è ovviamente cambiato in parte con l’espulsione per doppia ammonizione comminata al 6’ del secondo tempo dal signor Banti a Catacchini. Senza quella, probabilmente il Rimini avrebbe continuato il proprio asfissiante pressing esercitato con brillantezza per tutti i primi 45’. Prova ne è l’evanescente gara di Pedro Kamata, oggi imbrigliato in una fitta tela di raddoppi e chiamata più al contenimento che all’offesa. Così il Bari in avanti (opaca anche la prova di Colombo) era solamente Caputo, il quale, nelle poche occasioni avute a disposizione, riusciva ugualmente a rendersi pericoloso, costringendo Sottil alla ammonizione al 15’ e mettendo un traversone interessante in area che nessuno raccoglieva al 23’.

A comandare le operazioni era però la formazione di casa, trascinata dalla sete di rivalsa di Vantaggiato e dalla vena creativa del mobilissimo Ricchiuti, che al 31’ chiamava Gillet al miracolo in area di rigore, salvo poi ripetersi con una insidiosa conclusione dalla trequarti al 20’ della ripresa.
Pur con Salvatore Masiello come tornante di destra per non sbilanciare la squadra troppo in avanti, il Bari cedeva il centrocampo agli avversari, vicini al goal anche ad inizio ripresa con Docente, sciagurato al 1’ nella conclusione a tu per tu con Gillet.

La mossa di Antonio Conte, in undici contro dieci, di inserire Siligardi per Bonomi dava i suoi frutti, perché il prodotto del vivaio interista, palo a parte, forniva una consistente mano in fase offensiva al reparto d’attacco. Obbligata la sostituzione di Selighini di togliere Docente per inserire Rinaldi. Anche con il 4-4-1 il Rimini teneva testa al Bari, non sfigurando.
Dal 25’ in poi le occasioni più rilevanti: il palo di Siligardi al 26’, la gran rete di Vantaggiato al 28’, il pareggio splendido di Caputo al 39’ sul gran lancio di Donda e il buco aereo di Sottil, l’occasione fallita due minuti dopo dallo stesso Caputo, e la sventola di sinistro di Siligardi a recupero già iniziato, per un pareggio che alla fine è sostanzialmente giusto, ma sul quale il Bari può parzialmente recriminare per non essere riuscito in superiorità numerica ad aggiudicarsi un incontro che da un certo punto in poi del match avrebbe potuto far suo. 

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