Un’ottima occasione di investimento

Mariano Leone

La spesa sociale, alla lunga, paga di più di quella per la “sicurezza”

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Diciamocelo,
sono momenti difficili per gli investitori , una crisi di sfiducia allontana i risparmiatori da possibilità di investimento.
Per fortuna si apre su consiglio del CREDIT SUISSE una buona possibilità di far fruttare i propri risparmi: le carceri private americane.

Le carceri americane private attraggono finanziamenti pubblici ed hanno una gestione più leggera di quelli pubbliche.
Per la materia prima non ci sono problemi. In USA c’è un tasso di detenzione di 600 detenuti per ogni 100 mila abitanti. Su questo, come media europea siamo in ritardo. Appena 85 detenuti per 100 mila abitanti. Ma possiamo migliorare. Escludendo i parlamentari possiamo sempre rifarci con zingari e extracomunitari.

Consiglio di far presto perché il programma di Obama potrebbe modificare la tendenza. Fra gli ascoltati economisti di Obama c’è JOSEPH E. STIGLITZ della Columbia University. Per l ‘economista americano, negli USA la quantità di persone addette alla sicurezza nei prossimi anni sarà maggiore di quella impiegata nell’educazione.

Un anno di prigione potrà costare più di un anno ad Harvard. Il costo di carcerazione di 2 milioni di americani ( uno dei tassi pro- capite più alti nel mondo) dovrebbe essere un costo da eliminare non un costo aggiuntivo.

L’imbarazzante tesi di STIGLITZ fatta propria dal nuovo presidente americano è che la spesa sociale sia più efficiente del protezionismo economico e che costi meno delle azioni ed atti repressivi .

Per l’Italia.
Se questo dovesse valere anche per l’Italia tutta la politica della paura rischia di costarci più in programmi repressivi che in azioni di recupero sociale. Anche i dati che ci vengono forniti sulle violenze estreme debbono essere rivisti.
Un prete dell’associazione di don Bello che si occupa di assistenza ai carcerati mi ha trasmesso un dato che non conoscevo.
La metà degli omicidi vengono consumati in famiglia . Dobbiamo dedurre che anche la metà delle violenze fisiche sia consumata nello stesso luogo. Ma rende di più politicamente mostrare che il male viene dal diverso da noi .

Torniamo agli USA.
Stiglitz ed il programma di Obama aggiungono altre note che potrebbero servire al nostro paese. La crescita americana non è stata né sostenibile né inclusiva. L’intervento pubblico nella infrastrutture, nell’educazione, nella ricerca e nella attività di impresa è indispensabile per la crescita.
Gli esempi riportati da Stiglitz sono illuminanti. La rivoluzione agricola americana del XIX secolo è stata possibile grazie alle scoperte del delle università americane finanziate dal governo. Come pure sono di origine governativa la scoperta di Internet e le moderne biotecnologie.
Anche i satelliti con i quali comunichiamo hanno una origine militare statunitense. I prestiti governativi alla piccole e medie aziende hanno alimentato lo sviluppo del territorio.

Non porsi il problema ecologico e il problema delle risorse energetiche è una maniera di spostare costi nel tempo alle generazioni future .

Infine anche il libero mercato è possibile solo con un intervento statale sulle regole del mercato. ADAM SMITH, malamente ripreso dai liberisti americani come da noi, affermava che il mercato non è un vuoto e che senza regole le imprese tendono più a fare cartello che ad attivare la concorrenza.

Le valutazioni sulla gestione BUSH dovrebbe servire a noi italiani per qualche considerazione . Per STIGLITZ la gestione del presidente uscente è stata una gestione corporativistica. Tendente a favorire i pochi, nella visione che l’arricchimento dei pochi si sarebbe trasferito ai molti. Il danno prodotto da questa visione, che ha visto nella finanza e nelle banche l’applicazione pratica più deleteria, viene valutato per 1, 5 trilioni di dollari.

Diciamocelo,
tutto questo dovrebbe riportarci alla situazione italiana. Ai provvedimenti in termini di educazione, di rifiuto del protocollo di Kioto, di mancata redistribuzione del reddito, di politica della sicurezza e di conflitto di interesse.

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