Prevenzione: ecco il vaccino contro il papilloma virus

Antonella Ardito

Gratuito per le dodicenni e le tredicenni pugliesi: prima dose somministrata già al 70% delle bambine nate nel 1997

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In Puglia nel 2007 sono stati registrati 230 nuovi casi di tumore alla cervice: causa scatenante il papilloma virus. Contro questo virus sessualmente trasmettibile un’arma efficace è il vaccino, che per le dodicenni e le tredicenni pugliesi è gratuito grazie ai fondi stanziati da Livia Turco durante la passata legislatura. La campagna di vaccinazione è partita già ad ottobre e fino ad ora sono state vaccinate il 70% delle 15 mila dodicenni pugliesi, nate cioè nel 1997.

L’assessorato regionale alla salute ha acquistato per quattro milioni e mezzo di euro dalla Glaxosmith il Cervarix, un vaccino bivalente che è attivo contro i genotipi 16 e 18 del papilloma virus. Secondo Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico regionale, questi genotipi sono i maggiori responsabili delle lesioni cancerose del tratto terminale del canale uterino: “Si sta creando una consapevolezza crescente verso la prevenzione dei tumori femminili – ha ricordato la ricercatrice barese – e nelle scuole troviamo il nostro partner ideale per raggiungere le bambine e le famiglie”. La vaccinazione sta avvenendo direttamente nelle scuole o nei centri vaccinali: a questi devono rivolgersi anche coloro che decidono di sottoporsi al vaccino, acquistando le tre fiale in farmacia.
“Tutte coloro che fino al 25 esimo anno di età vorranno sottoporsi al vaccino potranno acquistarlo ad un prezzo di 82 euro per somministrazione, al posto dei 180 euro – ha ricordato il dirigente del servizio assistenza territoriale e prevenzione Fulvio Longo – mentre grazie ai centri riusciamo a tenere sotto controllo le somministrazioni. La campagna di sensibilizzazione continuerà nelle scuole, dai pediatri, dai medici di famiglia, ma l’aver iniziato ora ci permetterà di non far perdere alle bambine le tre somministrazioni”.
Il papilloma virus è in genere contratto attraverso il rapporto sessuale: ecco perché è necessario intervenire con la vaccinazione prima dell’inizio di una vita sessualmente attiva. Gli studi dell’Oer rivelano poi che il picco di infezione al virus è verificabile proprio nelle ragazze più giovani, dai 15 ai 24 anni.
“Questo ciclo di vaccinazioni che è partito è più importante di un’inaugurazione di un reparto di ospedale – ha concluso Nichi Vendola – perché la prevenzione è una politica sistematica, è un asse strategico per produrre salute vera in accordo con le scuole, le famiglie, il territorio”.

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