Operaio morto a Modugno, spunta l’ipotesi lavoro nero

Antonio Scotti

Gli operai e il titolare della Edil-euro intonaci: “Mai visto prima”

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Continua ad infittirsi di mistero la morte di Francesco Piedigrotta, operaio 43enne deceduto venerdì scorso all’interno di un cantiere di Modugno. Il titolare della "Edil-euro intonaci", ditta che stava completando un lavoro di intonacatura di uno stabile presente nel cantiere, ha dichiarato ai carabinieri che Piedigrotta non era un loro operaio. Ancora da capire quindi quale verità si cela dietro questa morte bianca. E soprattutto è ancora da comprendere quale fosse il ruolo di Piedigrotta. Il sospetto degli investigatori è che dentro quel cantiere ci fossero almeno 5-6 operai a nero. Ipotesi che non si può escludere, anche se a sostegno della tesi fornita dal responsabile dell’impresa edile ci sono le dichiarazioni di alcuni manovali presenti al momento del decesso. Questi hanno affermato, infatti, di non aver mai visto prima Piedigrotta. Un’altra pista che i carabinieri stanno analizzando è quella secondo cui l’operaio barese si trovasse nel cantiere solo per fare un preventivo di spesa per un’altra ditta che sarebbe dovuta intervenire sullo stesso stabile qualche giorno dopo.

A far luce sulle cause della morte del 43enne barese ci penserà l’autopsia disposta dal pubblico ministero inquirente Gaetano De Bari e che sarà eseguita martedì mattina. Secondo quanto riportato da alcuni testimoni, pare che l’uomo sia svenuto mentre lavorava su una impalcatura. Dopo aver perso i sensi ha battuto violentemente il cranio e ha riportato una lesione interna che gli è costata la vita. Se così fosse, l’unica cosa certa è che Piedigrotta non indossava il casco oltre che le imbracature di sostegno.

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