Ecco il ponte che rinasce
L’assessore ai lavori pubblici intanto annuncia la pedonalizzazione dell’area e nuovi marciapiedi
In tre mesi di lavoro e impegnando 100 mila euro di fondi propri la ditta AccaDueO delsignor Piero Volpe ha portato a compimento il restauro conservativo del cavalcavia di corso Cavour. E’ tornato all’antico splendore di 140 anni fa, quando con 747 mila lire venne costruito. "Lo hanno sporcato tre volte durante i lavori – ha sottolineato il signor Volpe – ma noi abbiamo continuato nella nostra opera. Sono stati fatti degli impacchi per togliere le scritte e le zoccolature sono state ripulite con le microsabbiature". Gel di ultima generazione, acqua e sabbia sparate con il compressore e tanto olio di gomito: un lavoro lungo e certosino, compreso il rifacimento della vernice nera delle componenti in ferro. Ora sul cavalcavia non c’è più il cattivo odore e le scritte oscene, e per festeggiare questo recupero l’amministrazione comunale ha salutato con i bambini della scuola Mazzini la fine dei lavori. Altri però presto inizieranno pochi metri più in là: "La Provincia di Bari ci ha commissionato per 75 mila euro la pulizia delle facciate esterne del liceo Scacchi e dell’isituto per geometri Pitagora – ha ricordato il signor Volpe – e per due anni noi cureremo la manutenzione del cavalcavia. Ora spero solo che tutti i baresi sappiano essere custodi di questo ponte ripulito".
Michele Emiliano, intervenuto alla cerimonia con buona parte della sua giunta (assessori Martinelli, Giannini, Decaro e Lorusso ndr) ha voluto ricordare come i binari della stazione, motivo per il quale un secolo fa vennero costruiti il cavalcavia e il ponte XX Settembre, sono una ferita che va rimarginata. Intanto l’assessore ai lavori pubblici Simonetta Lorusso ha promesso che l’intera area sotto il ponte XX Settembre sarà illuminata, che il pezzo di corso Cavour dove insistono i due istituti scolastici sarà pedonalizzato e che a breve partiranno i lavori per il rifacimento dei marciapiedi, "ma quello che mi rende più felice è poter dimostrare alla città che l’interazione tra pubblico e privato è possibile. Sono piccoli ma grandi gesti, come ripulire il ponte o dotare di alberi i viali dei nostri quartieri".
Ma per questo confine tra centro e resto della città resta il Nodo da sciogliere: ancora tutto tace sul rifacimento da parte di Grandi Stazioni di una parte del complesso di piazza Moro, oltre al problema cruciale del nodo ferroviario.
Commenti
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Grazie signor Volpe..vien voglia di dire veramente che “Bari cambia”.






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