Bari in testa.

Grande primo tempo, ma nella ripresa rischia di vanificare tutto.
Il Bari vola in vetta alla classifica del torneo cadetto, in coabitazione con Sassuolo, Empoli e Grosseto (queste ultime due si affronteranno, però, nel posticipo di lunedì sera), a 24 punti.
Battuto al San Nicola il temuto Ancona per due reti ad uno, grazie alla doppietta personale del brasiliano Barreto, a segno per la quarta volta consecutiva nelle ultime quattro prestazioni.
E’ stata una partita dominata sino alla metà della ripresa, quando i galletti, inspiegabilmente, si ritraevano nella propria metà campo, smettendo di fatto di giocare e consentendo agli avversari di prendere metri sul campo e di riaprire un incontro virtualmente chiuso grazie alla rete del neo entrato Soddimo.
Piacevole dalla metà campo in su, la compagine allenata da Francesco Monaco soffriva terribilmente dietro, soprattutto sul versante destro difensivo dove il malcapitato Rincon pativa le pene dell’inferno, contro lo scatenato Kamata.
Il Bari, che presentava a sorpresa sulla linea di destra Luca Siligardi in luogo di Raffaele Bianco, col contemporaneo arretramento di Gianluca Galasso a terzino, nei primi 15’ di gioco collezionava ben quattro angoli, tutti guadagnati dal franco-angolano, estremamente preciso quest’oggi nel primo tempo quanto a cross.
La pioggia leggera che ha innaffiato il campo consentiva alle squadra di esibire senza particolari problemi la propria manovra. Come detto, a fare la partita però era la squadra di Antonio Conte che al 3’, con il suo numero 88 Siligardi, aveva subito una nitida occasione per portarsi in vantaggio. Il suo tiro, forte e teso, veniva deviato in angolo da un attentissimo Sirigu.
La pressione del Bari era continua e asennata e a farne le spese erano Langella e Comazzi, due elementi della retroguardia, in grande affanno su Barreto e Kamata nelle rispettive occasioni. L’Ancona giocava bene dalla cintola in su, specialmente sulla destra dove Surraco evidenziava con le sue incursioni i limiti difensivi del pur positivo Salvatore Masiello. Il pericolo pubblico numero uno, vale a dire quel Mastronunzio capocannoniere del torneo, piuttosto opaco quest’oggi, si faceva notare prevalentemente sulle palle inattive, e all’11’, una sua punizione violenta di destro sibilava il palo alla destra della porta difesa da Jean Francois Gillet. Altra occasione per gli ospiti al 23’ con Nassi lanciato in profondità, che anticipava il portiere belga, senza inquadrare la porta.
In avanti il Bari, però, era Kamata, ovverosia velocità ed imprevedibilità. Minuto 25’: spunto sulla fascia sinistra del franco-angolano, tunnel ai danni dell’avversario e incursione in area per il suggerimento a Barreto, giunto a rimorchio, che trafiggeva Sirigu con un destro senza scampo. Vantaggio Bari per l’ovazione del San Nicola, in piedi di fronte ai due elementi sicuramente di maggior fantasia della squadra. La replica appena cinque minuti dopo. Ancora l’imprendibile Kamata mette il turbo sulla sinistra, facendo venire i capogiri al povero Rincon, palla precisa al centro dell’area, dove Colombo viene atterrato. Il direttore di gara non ha dubbi e decreta il rigore. Dell’esecuzione si occupa, come da copione, Paulo Vitor Barreto, che trasforma con l’ormai classica “battuta rallentata”, spiazzando Sirigu.
Partita in cassaforte e Bari avanti di due goal. L’Ancona prova a reagire, e con Surraco costringe Gillet a una decisiva deviazione di pugni. Ma è ancora, manco a dirlo, Kamata a recitare la parte del protagonista, sempre sulla propria fascia di competenza, la sinistra. Cross preciso in mezzo, l’ennesimo, la cui traiettoria supera Sirigu e arriva sulla testa di Siligardi, che incredibilmente spreca a lato.
La ripresa si apre con un cambio per gli ospiti. Fuori Langella e dentro Di Fausto. Rincon, inguardabile per tutta la prima frazione di gioco, scala al centro, dove in effetti si disimpegna meglio, e a destra passa il nuovo entrato, che qualche resistenza in più al franco-angolano la contrappone.
L’ex friulano Siqueira al 3’ ha una buona palla davanti a Gillet, ma contrastato da Galasso scivola e calcia male, prima di lasciare il posto al numero 84 Schiattarella. Palla filtrante da sinistra a destra di Barreto a Siligardi, che stoppa, si accentra e calcia di sinistro, contrato in angolo. La sua ultima azione prima di essere rilevato da Sodinha. Il Bari a quel punto passa ad un inedito 4-3-3 che poi diventa un 4-3-1-2, molto variabile, con Kamata nella inedita posizione di trequartista prima e nuovamente di esterno poi.
Ma il cambio, invece di giovare alla compagine di Antonio Conte, paradossalmente la danneggia. Il calo atletico, unito alla maggior spinta dell’Ancona e a una formazione troppo spregiudicata con Galasso, S. Masiello, Donda, Sodinha, Kamata, Colombo e Barreto, privano pian piano il Bari del controllo del centrocampo, che diventa di dominio degli avversari, alla ricerca del goal che riaprirebbe il match.
Conte cerca di porre rimedio, togliendo una punta, Barreto, per inserire un centrocampista, Rivas, ma la mossa funziona solo a metà, perché i due argentini si cimentano in azioni personali e frequenti perdite di palla che non fanno il bene della propria squadra.
Così l’Ancona può spingere di più con gli esterni, e specialmente con il numero 3 Rizzato, che sale di continuo, infarcendo l’area di pericolosi traversoni. Non c’è molto ordine e costrutto nell’assedio ospite, ma gira e rigira il goal alla fine arriva, con Soddimo, abile al 26’ della ripresa, a scagliare, su un pallonetto smarcante del diligente metronomo Catinali, e su un off-side non riuscito da parte della retroguardia biancorossa, un fendente a mezz’altezza che batte Gillet.
Il Bari è un po’ fermo sulle gambe e anche Kamata accusa un briciolo di stanchezza. Conte si gioca l’ultimo cambio, Caputo per Colombo, ma è il Bari in generale che non sta più in campo, e non i singoli.
I minuti finali sono convulsi e il Bari rischia. Donda e Rivas perdono ingenuamente palla nella propria metà campo e ne nasce un’azione all’apparenza non particolarmente preoccupante. Invece la palla giunge dalle parti di Soddimo, che non riesce a calciarla al meglio, sbucciandola soltanto e permettendo così il rinvio.
L’ultima occasione prima del fischio finale, che decreta la vittoria dei galletti e il loro approdo al primo posto della classifica, ma con molta sofferenza, dopo una gara che si era di fatto chiusa nella prima frazione di gioco, e che invece è stata riaperta ingenuamente. Conte, in sala stampa, non userà mezzi termini per criticare i suoi sotto questo punto di vista.
Commenti
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Bravi ragazzi!!!
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grandi!ora siamo in testa !un applauso ai giocatori e all allenatore ke si sono battuti alla grande sotto il diluvio e un grande applauso al meraviglioso pubblico ke come al solito haspinto la squadra in un tripudio di cori e applausi a buttare il cuore oltre l ostacolo
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serie AAAAAAAAAAA
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grande bari …
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grande bari facci sognare….






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