Il punto sul Petruzzelli

Azienda Bari

Ma alla riapertura del 5 dicembre continuano a giungere adesioni

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Negli anni ’70 e ’80 il Petruzzelli si afferma sempre di più come punto di riferimento internazionale per le attività teatrali che produce sia in casa propria che altrove. Nella triste notte del 27ottobre 1991 l’incendio. Constatata senza ombra di dubbio la sua natura dolosa si svolgono indagini per individuare gli “appiccatori”, i mandanti e le finalità che costoro si proponevano di raggiungere. Nel frattempo si affrontano questioni giuridiche relative al ripristino: chi deve gestirlo in senso operativo e finanziario? Il Comune di Bari diffida i Messeni Nemagna, attuali proprietari, a farlo a proprie spese entro tre anni così come previsto da una clausola del contratto di concessione (quello del 1897 fra Comune di Bari e fratelli Petruzzelli) per il caso di crollo, qualunque ne fosse la causa. In caso contrario il Comune avrebbe acquisita la piena proprietà del bene. La famiglia Messeni Nemagna sostiene in contraddittorio che nella specie non vi era stato crollo in quanto la gran parte della fabbrica era ancora in piedi. Si apre un contenzioso su questo e altri argomenti, si eseguono lavori parziali, si elaborano progetti di ripristino. Soprintendenza, Governo e Parlamento si interessano al problema.

Nel 2002, mentre in città cresceva il malcontento per la mancanza di un concreto inizio del ripristino, gli Enti locali stipulano prima una intesa fra di loro e poi, congiuntamente, un “protocollo d’intesa”con i proprietari. Ovviamente con il tacito beneplacito dello Stato. Con tale atto si stabilisce che il teatro debba essere ripristinato con danaro pubblico e poi gestito per quaranta anni da una Fondazione che corrisponda alla famiglia proprietaria un canone annuale di 1.275.000 euro. I Messeni Nemagna, a loro volta rinunciano a percepire 775.000 euro annui quale loro contributo quarantennale alle spese di ripristino. La famiglia acquisisce perciò il diritto a percepire annualmente solo la differenza fra i due importi e cioè 500.000 euro.

Ci si è fermati assai poco nel valutare il significato di questo atto. Esso è stato sottoscritto dalle parti e non può che essere considerato atto transattivo e quindi pietra tombale posta sul contenzioso sino a quel momento in essere. Si può discutere se esso sia stato equo o favorevole alla parte pubblica o a quella privata. Ma la discussione non può che essere accademica. Il contratto è quello e costituisce indiscutibile fondamenta di tutto quanto ad esso successivo. In pratica si è sostituito a quello originario del 1897.

Da quanto sin qui argomentato discende che l’esproprio successivamente attivato e poi annullato non solo era illegittimo perché non sussistevano i motivi di urgenza indispensabili per avvalersi dello strumento del decreto ma era anche eticamente scorretto. Infatti con esso una delle parti contraenti, la “mano pubblica”, approfittava della sua potestà legislativa per sottrarsi agli obblighi assunti con la sottoscrizione del “protocollo d’intesa”. Lo Stato, garante del corretto svolgersi della vita della comunità amministrata, non può permettersi di sottrarsi alle “regole” e, nello specifico, di avvalersi di un’arma che di cui la controparte non dispone. Potrebbe imboccare questa strada solo nel momento in cui la famiglia Messeni Nemagna dovesse divenire inadempiente rispetto al citato “protocollo”. Ma questo non è avvenuto e non era nemmeno possibile che avvenisse visto che in questa fase essa deve solo attendere che il ripristino della struttura sia completato.

Da tutto ciò discende che una eventuale attivazione della procedura di esproprio attraverso una legge ordinaria (proposta di Boccia e di altri) significherebbe per lo Stato dimostrare ai cittadini di essere controparte inaffidabile in qualsiasi altro atto. Comportamento eticamente scorretto e quindi capace di minare in modo rilevante la fiducia nelle istituzioni.

Non ha poi senso alcuno effettuare la celebrazione del 6 dicembre in regime di agibilità provvisoria (ipotesi Emiliano) come atto identico a quello già compiuto più volte da di Cagno Abbrescia prima e da Emiliano poi, per consentire la utilizzazione del Piccinni. Qui si è così consentita una vera e propria attività teatrale, nel caso del Petruzzelli si “porrebbe in scena” una pseudoinaugurazione. Infatti effettuato il “colpo di teatro” (la frase idiomatica appare assolutamente calzante) resterebbe del tutto imprecisata la data in cui sarà possibile avviare una attività regolare. Non crediamo che sia questo che vogliono i baresi che hanno già vista una inconsistente inaugurazione del foyer. Si sentirebbero presi in giro.

Verosimilmente non si riuscirà a dirimere l’attuale contenzioso e acquisire le necessarie autorizzazioni entro il 6 dicembre. Anche Emiliano ora ripiega su di un festeggiamento della “fine dei lavori” con una esibizione di Placido Domingo che dovrebbe avvenire il 5 sera ma alle 23,30 (probabilmente con l’intenzione farla iniziare dopo mezzanotte e cioè il 6, data fatidica). Ma i lavori posso essere considerati finiti solo se opportunamente collaudati ed è verosimile che ciò possa avvenire entro i due o tre mesi successivi. Si stabilisca perciò per una vera inaugurazione una data che consenta di essere sicuri che dal giorno successivo inizi la vera attività del teatro. Non sarà più il giorno di S. Nicola ma il nostro patrono ci perdonerà volentieri valutando positivamente la concretezza del fare. Emiliano inaugurerebbe comunque prima delle elezioni amministrative. In quella occasione potrebbe anche dimostrare che, come afferma, non vi sono in questo suo affrettarsi intenti elettoralistici. Basterà che riconosca che buona parte del merito della ricostruzione va a di Cagno Abbrescia che ha fortemente voluto quel protocollo del 2002 da tutti ora considerato essenziale.

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Commenti

  • Iltas (utente non verificato)

    Azienda Bari il tuo intervento è ridicolo, specie nelle 3 righe finali.

  • aziendabari (utente non verificato)

    Azienda Bari è un’associazione che è attiva a Bari da oltre 10 anni. Mettere provocatoriamente come sotto titolo che è un comitato elettorale di Di Cagno Abbrescia mi sembra squalificante per chi lo scrive e che così si candida a sottocomitato per Emiliano.
    Secondo Fortunata, che pur mi conosce da almeno 30 anni,ci sono i buoni, i puri ed i belli che , naturalmente sono tutti dalla stessa parte mentre quelli che non si ritrovano sotto le bandiere rosse sono servi, deficienti e malvagi.

  • fortunata (utente non verificato)

    Azienda Bari, stai facendo tutto tu…non pensavo ti vergognassi di votare per Simeone..ed il fatto di essere un comitato elettorale di Bellicapelli non significa, per forza, essere servi, deficienti e malvagi…Io non ho mai nascosto le mie simpatie, anche se su questo giornale tranne Forza Nuova scrivono tutti. Perchè tu neghi ciò che è evidente?

  • ElleKappa (utente non verificato)

    Almeno Aziendabari è onesta. Dice chiaramente che per far riaprire il Petruzzelli vuole che si dica che il merito è di DiCagnoAbbrescia.
    E diciamola allora questa BUGIA. A volte, con i bambini, alcune bugie servono per ottenere grandi risultati.
    Che squallore, AziendaBari e tutta la destra! Ma voi credete che abbiamo gli anelli al naso?

  • aziendabari (utente non verificato)

    Perchè, cara Fortunata,non entri nel merito e spargi un piccolo veleno sulle attività di Azienda Bari che da più di dieci anni hanno tenuto aperto un dialogo civile anche sul sito aperto a tutti. PS: anche la maniera di tipizzare gli avversari con nomignoli e riferimenti ironici è proprio di una certa sinistra che si ritiene anche antropologicamente superiore.
    Salvo a venire smentita dalla storia.

  • aziendabari (utente non verificato)

    A una vecchia giornalista come Fortunata basta evidenziare una frase in neretto per far volgere il dibattito solo su quel punto.Ma è un mezzuccio indegno della Fortunata che conosco.
    Elle&Kappa : si, hanno l’anello al naso quanti si bracciano per una battaglia mediatica che finge che la lotta sia tra chi “vuole aprire” e chi “non vuole aprire”.

  • daniel56 (utente non verificato)

    Cara Fortunata AZ ha ragione : ne limiti i meriti ! Come dimenticare i suoi peana pro FItto, l’esaltazione mistica per Berlusca & Co. e gli strali per chiunque non tenda a dx. Da visitatore – in par condicio – del suo sito ne confermo l’assoluta coerenza artistica.
    Sono sempre così divertenti…. anche se sembrano soffrire di un immeritato complesso d’inferiorità. Certo, di fronte ad un armadio come Michele…

  • rasta_man (utente non verificato)

    Noto con piacere che BariLive ha aperto anche un suo angolo delle barzellette, mi fa piacere che il farmacista abbia subito approfittato dello spazio regalandoci inimitabili righe di puro cabaret. Le ultime tre righe sono da mettere sullo stesso piano del “sarchiapone” o del “noio volevam sabuar”!!