Anci Puglia: “Le banche strozzano i Comuni”
Il presdente regionale Lamacchia: “Così si bloccano anche investimenti e sviluppo
Numerosi Comuni, almeno sessanta in Puglia, sono in difficoltà nell’estinzione di debiti finanziari derivati Swap. A lanciarne l’allarme sono i rappresentanti nazionali e regionali Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che fanno sapere di aver istituito un progetto di consulenza e assistenza legale a favore delle amministrazioni comunali che ne necessitano e richiesto, sinora senza aver ottenuto risposta, domanda di rinegoziazione all’Abi (Associazione Bancaria Nazionale).
“Sono almeno sessanta le amministrazioni comunali pugliesi che rischiano il tracollo per operazioni finanziarie che interessano la copertura di mutui a tasso variabile – ha riferito, nel corso di una apposita conferenza tenutasi stamattina presso la sede Anci di Bari, il vicepresidente regionale, Fabiano Amati – e tra queste vi sono anche grandi centri e capoluoghi di provincia come Taranto, Brindisi e Foggia. Sino a qualche anno fa, i Comuni si rivolgevano alla Cassa depositi e prestiti per contrarre mutui a tasso fisso. Il problema è sorto con la Finanziaria del 2001 che ha permesso anche agli enti locali di accedere al sistema Swap (attività di scambio del debito): in parole povere – ha spiegato – le banche hanno potuto offrire alle amministrazioni comunali una ‘ristrutturazione del debito’, impegnandosi a pagare alla Cassa gli interessi a tasso fisso e ricevendo in cambio interessi a tasso variabile, sperando di guadagnarci.
"Molti Comuni, tra il 2003 e il 2004 hanno firmato contratti le cui scadenze oscillano tra il 2016 e il 2022 – ha ricordato Fabiano Amati-. Per risolverli in anticipo occorre pagare una penale ma, pur volendo, il 95% delle amministrazioni non dispone di una liquidità consistente per poterlo fare. Sarebbe auspicabile un incontro con l’Abi per intavolare una rinegoziazione degli accordi, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Pertanto – ha concluso Amati – mentre continuiamo la ricognizione della situazione del Comuni pugliesi, abbiamo istituito ‘Anci ed Anci Puglia per i derivati’, un progetto di consulenza ed assistenza legale”. Anche il vicepresidente Anci Puglia e sindaco di Canosa, Francesco Ventola, ha manifestato il suo “grande rammarico” nei confronti dell’Abi che “in situazioni simili ha il dovere di rispondere ed intervenire”.
Il presidente regionale Anci, Michele Lamacchia, ha infine sottolineato quanto questa situazione rischi di ripercuotersi anche su economia e sviluppo locale: “Se si fermano le amministrazioni comunali, si ferma il 70% degli investimenti, con gravi conseguenze anche per aziende e imprese private. Conviene a tutti non strozzare i Comuni altrimenti ne deriva un blocco per l’intera economia locale”.
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