La lavagna tattica di Bari-Pisa

Christian Montanaro

Rivas fallisce ancora

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Come asserito dai protagonisti è stata effettivamente una gara molto equilibrata. Poteva terminare con un pareggio, e nessuno se ne sarebbe scandalizzato. Invece l’ha vinta il Bari, di misura, grazie a uno dei pochi episodi che potevano sbloccarla. Lode ancora una volta alla effervescenza di Pedro Kamata, davvero il più continuo ieri nel creare qualcosa, come ben sa il povero Birindelli, che lo ha sofferto per larghi tratti del match.

A causa dell’assenza di Galasso, ieri pomeriggio era mancata la spinta dei terzini, con Bianco e Bonomi bravi, ma rigidi nell’assolvere il proprio compito tattico. Sarebbe perciò stata la giornata del rilancio per Benito Emmanuel Rivas, che, invece, ancora una volta, ha fallito la prova, trotterellando sul campo e sciupando anche una preziosa occasione di testa nel primo tempo. Fortuna ha voluto dunque che dall’altra parte a buoni livelli si sia espresso il franco-angolano, un pericolo costante per i già ammoniti Birindelli e Raggio Garibaldi.

Positiva anche la prova nella ripresa del brasiliano Barreto, in versione più da assist-man che da finalizzatore. Chi non ha lasciato traccia è stato invece Ciccio Caputo, ma forse il match di ieri non costituiva un valido banco di prova per lui.
Il Pisa? Decimato da assenza importanti sì, ma nulla di trascendentale in avanti, dove Gasparetto si è mosso, ma Greco ha un po’ deluso, muovendosi spesso a vuoto e fallendo una buona opportunità con un tiro dalla incomprensibile debolezza.
Buon per i galletti ovviamente che alla fine hanno meritato la vittoria, mettendoci quel pizzico di cattiveria in più, legittimata dall’errore nel finale di De Vezze.

Donda, che poteva servire anche prima, quando è entrato ha fatto la sua parte, dimostrando di potersi integrare bene con De Vezze e Gazzi quale vertice alto di un ipotetico centrocampo centrale a tre. Una soluzione in più in un Bari nel quale ieri per pochi minuti si è rivisto pure Sodinha, elemento sin qui assai penalizzato dal modulo tattico della propria squadra, tutt’altro che incline a valorizzare le sue caratteristiche.
La compagine allenata da Conte ora è ad un passo dalla vetta, dice la classifica. Il torneo cadetto è strano e ingannevole. La prima perde con l’ultima e l’ultima vince con la prima: questa finora la morale di queste prime dodici giornate. Meglio non illudersi e parlare di promozione. I conti si faranno alla fine. Sognare però non è vietato, e siamo d’accordo con il mister nel ritenere che il gruppo adesso sia più forte di testa rispetto a qualche settimana fa. Staremo a vedere cosa succederà.

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