Fanelli: “Nelle Università si è sempre fatta politica”

La Redazione

Il Vice Presidente della Circoscrizione Libertà sulle manifestazioni studentesche di questi giorni.

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La protesta c’è e si vede. E non si può fare a meno di notarla. Gli studenti universitari baresi stanno dando vita, così come i loro colleghi degli altri atenei italiani, alla protesta contro il Governo, reo, a loro detta, di uccidere il diritto allo studio.
Tante le voci favorevoli e contrarie in queste ore, ma sopratutto davvero in tanti invocano chiarezza e auspicano il ritorno ad una situazione normale o quanto meno tranquilla.
Tuttavia, non si può non tenere conto dell’espressione della vita politica cittadina: da più parti, esponenti degli schieramenti politici hanno commentato quanto successo, eppure malgrado il maremagnum di eventi che si stanno verificando tutti invocano quanto meno, da parte degli studenti, un briciolo di conoscenza della materia.
Dal PDL barese emerge una voce chiara e forte, quella di Sergio Fanelli, vice presidente della circoscrizione Libertà che tiene a chiarire personalmente quanto visto e sentito negli ultimi giorni.
“Questa riforma del sistema universitario è necessaria!! – esordisce Fanelli –. E’ doveroso dire basta alle baronie, ai concorsi farsa, alle cattedre a gestione familiare!! L’Università necessita di provvedimenti atti a restituirLe la sua antica vocazione formativa e meritocratica, e deve, al passo con i tempi, essere in grado di inserire realmente i laureati nel mondo del lavoro.
Dopo aver precisato questo aspetto, Fanelli non esita a sottolineare come in realtà le proteste siano solo il frutto di una continua ed imperterrita operazione della sinistra di screditare tutto quello che di buono viene fatto dallo schieramento di Governo: “Si sa che in questo momento la sinistra sta attraversando un periodo difficile, di continue liti e divisioni, e trova più facile criticare le operazioni dell’esecutivo anche se esse sono positive, senza ovviamente proporre nulla in cambio. Nell’università oggi si assiste ad un processo involutivo, perché i laureati dispongono solo di un pezzo di carta con il quale si può fare davvero ben poco, un titolo che non introduce in realtà nel mondo del lavoro. Ecco perché è giunto il momento di una riforma che tagli nettamente gli sprechi e tenda a migliorare i servizi e formazione.
Il vice presidente non ci sta, e critica tutti coloro i quali, rettori compresi, sostengono che nell’ambito degli atenei italiani non si faccia politica: “È un’assurdità: nelle Università si è sempre fatta politica, le associazioni studentesche universitarie non sono altro che le organizzazioni giovanili dei partiti. Non si può ignorare questo aspetto, o, peggio, fingere che non esista”.
Ma l’analisi è molto più approfondita. Se si pensa che in questo momento il disavanzo pubblico è ai massimi storici, Fanelli sostiene la necessità di diminuire sprechi e spese inutili, in tutti i campi, anche in quelli come l’Università nel quale spesso si è scialacquato: “Ovviamente, non si deve andare a penalizzare la formazione, ma è altrettanto chiaro che lì dove si può intervenire bisogna farlo senza esitare nemmeno un minuto. Non si può solo criticare senza conoscere le reali situazioni in cui si opera. La riforma dell’Università tende a migliorarne l’efficienza”.
E per concludere, Fanelli ne ha anche per quanti utilizzano questo momento di protesta solo ed esclusivamente per farsi pubblicità o per impedire il sacrosanto diritto allo studio: “Le manifestazioni di questi giorni non possono definirsi politiche, bensì partitiche. Ripeto, in questo momento la sinistra è spaccata e cerca nella strumentalizzazione delle proteste giovanili la chiave di volta per il proprio futuro. Basti pensare che nella giornata di mercoledì chiunque abbia voluto fare regolarmente lezione nelle aule universitarie, sia studenti che docenti, è stato chiamato fascista e basta vedere chi, invece, strumentalizzando, si è intrufolato nei cortei degli studenti.”

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Commenti

  • torreamare (utente non verificato)

    Fanelli, giù le mani dall’università pubblica!

  • supermario80 (utente non verificato)

    Ma perchè Azione Universitaria non è in grado di essere obiettiva MAI?!?!? E’ possibile che questi ragazzi, invece di parlare dei problemi dell’Università, parlino del governo?!?!?Che fa il decreto Gelmini per risolvere il problema delle baronie?!Perchè non usate il vostro cervello, anzichè delegare a quello degli altri?Persino Alemanno è andato in piazza con gli studenti,l’unico del centrodestra che mostri un pò di obiettività….ragazzi di Azione Universitaria siete già vecchi e superati

  • SANTINI57 (utente non verificato)

    ho letto su repubblica che stanno tentando di rimettere la salvamanager,con un ddl sulle crisi aziendali……….ecco come il governo sotto sotto cerca di manipolare le leggi da lui fatte………che dire secondo me i studenti dovrebbero gridare fuori i corrotti e i condannati dal parlamento………Schifani ha ammesso che parte della politica è collusa con le mafie………

  • RichardJ (utente non verificato)

    ma perchè, mi chiedo, ci si meraviglia che nelle Università si fa politica? dove si forma il pensiero critico? per caso davanti al televisore?