Pecorella Vs Orlando
Un indagato alla Corte Costituzionale ed un relitto del passato alla Vigilanza RAI: o tempora, o mores!
L’ultimo sputo pidiellino alle Istituzioni di una sana democrazia è la candidatura di Gaetano Pecorella a Giudice della Consulta. Si ringrazi il Pd, e Veltroni in particolare, per aver tenuto fermo il bersaglio, in modo da facilitare l’operazione.
L’antefatto data circa un anno e mezzo fa, quando l’avvocato Vaccarella (eletto, guarda caso, dal Parlamento durante il precedente Governo Berlusconi, e civilista dello stesso Cavaliere) si dimise dalla Consulta (alias Corte Costituzionale), in polemica con il Governo Prodi.
Per il PdL, e il suo premier in particolare, si pose un problema, considerando che i suoi mandati elettorali detengono il primato di leggi incostituzionali. Siccome il precedente Governo non è stato in grado di rimediare alla lacuna, per il centrodestra si ripresenta l’occasione di piazzare un uomo fidato che possa aumentare le probabilità di approvazione di leggi porcata, almeno in attesa di una drastica riforma della Giustizia. Berlusconi, in perfetto stile fascista, ha puntato una pistola contro la Consulta: o il consesso approva la legge Alfano, o lui minaccia di provvedere ad una riforma della Corte stessa. Si tratta quindi di una pressione indebita affinché un organo esterno approvi una legge che vede come beneficiario la medesima persona che effettua la minaccia.
Lo stile fascista traspare anche nel boicottaggio della nomina del presidente della commissione di vigilanza della Rai, vicenda che si trascina in parallelo da mesi: a Berlusconi questa vacatio fa molto comodo, dal momento che tradizionalmente la vigilanza viene affidata ad un membro dell’opposizione. In tutto questo lasso di tempo ha potuto disporre di tre reti televisive nazionali prive di controlli, oltre alle sue tre. Solo da ultimo il Presidente della Repubblica e i Presidenti delle Camere si sono mossi affinché si raggiunga un accordo, in modo un po’ tardivo.
Ed ecco, il parto sublime dell’ineffabile mente, la soluzione che denota tutto lo spessore politico del leader dell’opposizione: uno scambio di nomine. Il Pd voterà il candidato per la Consulta proposto dal PdL, cioè da Berlusconi, se il centrodestra voterà Orlando per la Rai. Per un attimo, nemmeno il PdL ci ha creduto. Per eleggere un Giudice della Consulta, infatti, il Parlamento ha bisogno della maggioranza di due terzi dell’assemblea fino alla terza votazione, dopodiché dei tre quinti: questo significa una protrazione dei tempi di elezione piuttosto significativa. Segnaliamo, a tal proposito, che sotto il precedente Governo Berlusconi per la prima volta nella storia della Repubblica i lavori della Consulta si sono bloccati per il mancato raggiungimento del quorum (11 Giudici). Un caso? Si capisce quindi al volo perché a coloro i quali fanno di tutto per non farsi processare, o per procrastinare le sentenze, faccia comodo avere uno scherano all’interno di questo organo. Un Giudice della Consulta resta in carica per nove anni, perciò molto di più di un Presidente di commissione di Vigilanza per la Rai.
Veltroni quindi, già autore della caduta del precedente Governo e dell’annichilimento dell’opposizione in Italia, offre ora un’altra occasione d’oro alla maggioranza. La quale, infatti, a dispetto di tutto ciò che aveva detto su Orlando, si è improvvisamente dichiarata d’accordo con la sua elezione. Come se si scambiasse del pesce al mercato ha quindi aperto lo zoo e prospettato il proprio nome, in sostituzione di Vaccarella. Chi è Gaetano Pecorella? E’ un altro avvocato di Berlusconi (come Ghedini, Longo, Alfano…); è sotto processo perché accusato di aver tentato di favorire Delfo Zorzi attraverso la corruzione di un testimone, nel processo che riguarda la strage di Piazza della Loggia. L’ennesimo inquisito. Candidato per la Corte Costituzionale. Un gesto arrogante, pieno di sprezzo per gli Italiani. Beffa suprema, Pecorella è l’autore di una legge che avrebbe gridato vendetta al cospetto dell’umanità, se non fosse stata dichiarata… incostituzionale (avete letto bene) dalla Corte stessa. Ci riferiamo alla legge che prevedeva l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento in primo grado da parte del Pubblico Ministero, la famigerata Legge sulle Rogatorie. Un’altra legge ad personam.
Per l’opposizione si prospetta una nuova sconfitta: nella situazione attuale, dopo le dichiarazioni del suo leader, diventa difficile respingere la nomina di Pecorella senza subire un grave danno di credibilità. L’alternativa è il seguitare di una situazione di stallo istituzionale, del quale il centrodestra sembra essere poco (o molto) interessato.
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