No dei giornalisti al disegno legge sulle intercettazioni

Christian Montanaro

“Privacy? No, censura”

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“Cittadini e giornalisti insieme per una battaglia di civiltà, di libertà, di democrazia”. “Si ai diritti, no ai bavagli”.
In altre parole no alla censura
. Quella che secondo Unci, Odg Puglia e Asso Stampa Puglia implicherebbe il disegno di legge sulle intercettazioni.
Si è tenuta stamane nella sala conferenze dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia la giornata di protesta “barese”, rientrante nel cosiddetto “Giro d’Italia della libertà di informazione” promosso dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani e al quale hanno preso parte l’Ordine dei Giornalisti della Puglia e l’Associazione Stampa della Puglia.
La manifestazione di protesta che ha toccato e toccherà altre piazze italiane culminerà poi il 5 novembre nella capitale a Piazza Montecitorio.

Presenti Guido Columba, Presidente Unci, Paola Laforgia, Presidente Odg Puglia, Felice Salvati, Presidente Assostampa Puglia e Gustavo Delgado, Presidente Regionale Unci.
Saluti di rito e brevi introduzioni da parte della Laforgia ,di Salvati e di Delgado, che hanno introdotto l’argomento, senza entrarne nel merito, e poi parola a Guido Columba, che ha spiegato i motivi del no dei cronisti italiani.
"Non è vero che il disegno di legge tutela la privacy dei cittadini, come si intende far credere. Il vero scopo è impedire che sia rispettato il diritto costituzionale dei cittadini a sapere", ha spiegato il Presidente dell’Unci. "Infatti dei diciotto articoli complessivi del provvedimento, solo tre fanno riferimento alla privacy".

Attenzione prestata poi a due punti salienti del provvedimento. Secondo il testo di legge i giornalisti non potranno riferire l’attività di magistrati e forze dell’ordine fino all’udienza preliminare. Inoltre non si potranno pubblicare gli atti del processo nemmeno al termine del segreto istruttorio.
Situazioni giudicate inaccettabili, perché limitanti il diritto di cronaca del giornalista e di conseguenza il diritto a una informazione libera e corretta del cittadino. "Il cronista, per esercitare la sua attività, deve possedere gli strumenti legislativi per farlo" ha chiarito lo stesso Presidente dell’Unci, il quale ha indicato anche le linee di azione che l’Unci intende perseguire per combattere questa battaglia.
"Sono sostanzialmente due: una di carattere istituzionale, nelle sedi competenti, attraverso testi appositi; l’altra di propaganda cittadina, spiegando ai cittadini i loro diritti in merito". Subito dopo è partito il volantinaggio in Piazza Ferrarese, punto nevralgico del passeggio cittadino.

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Commenti

  • Colt45 (utente non verificato)

    Il regime tritacarne avanza a tutto spiano…

  • lupo76 (utente non verificato)

    Se questo è regime dittatoriale allora io sono a favore dei serial killer in Politica…ma quando inizieremo a ribellarci seriamente e non a parole?