Giornate Normanno-Sveve, anche a Bari

Lorenzo Vendemiale

Un ponte sulle ali della storia con la capitale croata Dubrovnik

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La storia di un regno, e di un impero, della nostra terra, e di molto altro. Tra Bari, Barletta e Dubrovnik, dal 14 al 17 ottobre, le Diciottesime Giornate Normanno-Sveve promettono un salto nel passato più misterioso e magico della nostra Terra.
Da quasi cinquantanni, il Centro di Studi Normanno-Svevi (che ha sede nell’università di Bari, ma è a tutti gli effetti un ente di ricerca nazionale ed autonomo) prosegue nella realizzazione del suo programma che prevede la promozione di studi sulla storia dell’Italia meridionale, organizzando convegni e pubblicando volumi e quaderni di valore internazionale. ‘Eppure, davvero in pochi si sono accorti di noi!’ sottolinea con un velo di tristezza il direttore Raffaele Licinio. ‘Ammettiamo tuttavia la nostra parte di responsabilità – prosegue: abbiamo prodotto un patrimonio culturale di studi sul mondo del sud Italia, sul nostro mondo, che non ha eguali in Europa; però siamo rimasti troppo a lungo chiusi in una sorta di sacrario da eremiti: d’ora in avanti cambieremo filosofia, non sfuggiremo più all’impatto mediatico!’. Ecco appunto le grandi novità di quest’anno: innanzitutto Dubrovnik, capitale croata e balcanica degli studi storici, dotata di un ricchissimo archivio diplomatico, meta che amplia e dilata gli orizzonti della manifestazione; e poi una veste sconosciuta, accattivante, ‘promozionale’. Come, del resto, deve essere nel XXI secolo il mestiere e l’attività dello studioso di storia: i professori devono insegnare, l’insegnamento è comunicazione; non è più tempo per gli studi settoriali ed elitari, per gli storici che parlano agli storici, per i manuali aridi, sterili e nozionistici; così è avvenuto lo scollamento tra la gente comune e la sua storia, che noi oggi paghiamo a caro prezzo nei revisionismi posticci e nella facile dimenticanza di una società senza passato, e quasi senza futuro.

Le ricerche, gli studi, le scoperte, necessitano per essere tali del sigillo della diffusione. Occorre un riavvicinamento. E le Giornate Normanno-Sveve sono un’occasione propizia: il contatto con le radici storiche della nostra terra sono la base più tangibile e concreta per una partenza spedita. Per quattro giorni, studiosi e profani della disciplina potranno ritrovarsi, riflettere e discutere, porre domande e trovare risposte, in un percorso itinerante, tra il Palazzo Ateneo di Bari, il Palazzo della Marra di Barletta, l’Archivio di Dubrovnik: martedì 14, alle 9.30 nel Salone degli Affreschi, il saluto del Magnifico rettore e Presidente del Centro Studi, Corrado Petrocelli. La partecipazione è aperta a tutti, e da BariLive estendiamo l’invito ai nostri lettori: la segretaria del convegno, aperta nelle rispettive sedi prima dell’inizio dei convegni, raccoglierà le quote d’iscrizione alla manifestazione di 35€, con supplemento di 10€ per la dotazione degli Atti delle XVII giornate (‘La nascita di un regno’), e il volume ‘Federico II nel regno di Sicilia, realtà locali e aspirazioni universali’. ‘Un lavoro di fattura pregevole – commenta il professor Licinio-. Oggi nessuno più ha nelle proprie biblioteche private i codici diplomatici che un tempo circolavano liberamente; con questi testi, noi riportiamo nelle case del popolo le fonti della loro storia!’. Questo e non altro sono le Diciottesime Giornate Normanno-Sveve: un appuntamento con la nostra storia, da non mancare…

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Commenti

  • 8lycos76 (utente non verificato)

    finalmente qualcuno che dice informazioni corrette sulla nostra storia. ero presente all’incontro e mi sono molto divertito. per quale motivo i baresi e i pugliesi vanno ancora dietro a false concezioni della storia e a miti errati?

  • aldomar (utente non verificato)

    La presenza di R. Licinio danno alle G:N:S: il miglior sigillo possibile all’evento. Bari per la sua storia è l’unico ponte fra Italia e Europa del Nordest e non solo per la popolarità di san Nicola…
    Federico II dette il via ad una crociata contro le Terre Russe, ma le smosse dal loro torpore di periferia . Nel 2009 cade il 1150 anniv. dalla fondazione di Novgorod e mi auspico che le G:N:S: in futuro cerchino contatto con la storia del commercio medievale baltico.

  • aldomar (utente non verificato)

    Bari deve diventare la porta per il Nordest europeo e le GNS il’incrocio di storie europee anche lontane. Nel 2009 ricorre il 1150mo ann. della fondaz. di Novgorod e spero che le G:N:S: allunghino lo sguardo fin là.

  • Legion (utente non verificato)

    Secondo me l’aspetto più importante di questa manifestazione riguarda il cambio di approccio al “pubblico”.
    Superare la concezione di “convegno per gli studiosi” a favore di quella di “evento”, nella tradizione del marketing aziendale insomma, può solo far bene al mondo della ricerca e dell’università.

  • talia (utente non verificato)

    è più facile credere a storie imbevute di magia e mistero e a grandi imprese inventate letteralmente, magari guidate da uno sciocco patriottismo…più difficile è invece correggere gli steriotipi, creati da stratificazioni ataviche di cattiva informazione!bisogna sempre e frequentemente d’ora in poi ASSILLARE con la verità, anche se all’inizio ci sarà delusione e incredulità!non è mai tardi per imparare e si può cominciare dalla settimana prossima…

  • ozzy65 (utente non verificato)

    Qualcuno sa quantificare l’affluenza dei “non addetti ai lavori” al convegno?
    Qualcun altro non si è rotto di quelli che ci fanno credere che il Medioevo di Puglia sia solo Federico II?
    Qualcuno spero si sia stancato dell’elitarismo della cultura fatto da questi “signori” che credono di detenerla…