Federalismo solidale, parola alle Acli
Il federalismo che va realizzandosi, assume ogni giorno di più tratti di confuso antimeridionalismo. Non si può non essere preoccupati, ora che si sta entrando nel merito dei provvedimenti, e si esce dai discorsi generici, dai contenuti che in esso vengono profusi. Prendiamo ad esempio la norma che favorisce nei concorsi i residenti del luogo destinato ai vincitori. Se si tolgono le rituali ipocrisie, e le affermazioni di principio vuote di contenuti, rimane la sostanza. Che è quella di concorsi pubblici, ma anche della ricerca di lavoro fra i privati, in cui la gran maggioranza degli aspiranti viene dalle regioni meridionali. Dalla scuola alle forze dell’ordine, dal pubblico impiego con tutte le sue articolazioni, una massa enorme di giovani partecipa ai concorsi nella speranza di sfuggire ad un futuro di disoccupazione. Se a questo aggiungiamo certe affermazioni sulla presenza eccessiva di insegnanti meridionali al nord, il quadro è abbastanza chiaro. Si vuole introdurre di fatto una corsia preferenziale per i settentrionali, cui andrebbe una sorta di diritto di scelta del proprio posto di lavoro.
E solo dopo, pescando nelle file basse delle graduatorie, spetterebbe a giovani meridionali l’agognato posto di lavoro. Come per ogni cosa, anche questa del federalismo, rischia di essere una parola, peggio una scatola vuota da riempire di contenuti orientati dagli interessi delle regioni forti. Molto lontano, dunque, da quell’idea di federalismo solidale, che è la nostra idea. Un federalismo capace di coniugare sviluppo ed integrazione, che sia occasione di sviluppo ed opportunità di crescita per le regioni del sud come per quelle del nord, che sappia legare strettamente storia e tradizioni con prospettive di sviluppo tipiche di una economia globalizzata come quella attuale. È anche la risposta migliore alla crisi mondiale delle economie, cui non possiamo certo rispondere chiudendoci dentro gli egoismi ciechi e limitati, i confini delle regioni sono poca cosa, di fronte alla complessità del mondo moderno.
Vincenzo Purgatorio
( presidente provinciale Acli Bari )
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