Architettura, scontro frontale tra studenti e docenti

Antonio Scotti

Al via il boicotaggio delle lezioni dopo l’approvazione del regolamento didattico. Raccolte 350 adesioni

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E’ partito stamattina il boicottaggio delle lezioni da parte degli studenti di Architettura del Politecnico di Bari. Sembrava dovesse essere solo una bolla di sapone, ma la frattura tra docenti e studenti è divenuta sempre più evidente. Oggetto del contendere, il regolamento didattico approvato il 15 luglio scorso dal Senato accademico. Secondo quanto denunciato dagli studenti, la facoltà ha deciso di contingentare il numero dei laureandi per ogni anno accademico.
In pratica, tra ottobre e febbraio si potranno laureare 144 persone sulle potenziali 400 iscritte all’ultimo anno di Architettura. Secondo quanto spiegato stamattina dagli studenti in mobilitazione, se le cose dovessero rimanere così, si rischia di non garantire a tutti la possibilità di laurearsi una volta terminati gli esami e completata la tesi. “Non capiamo neanche quali saranno i criteri di selezione – spiega Carmen Locorriere dell’Udu – ciò che chiediamo è di poter conoscere con esattezza i contenuti del verbale del 15 luglio scorso, richiesto alcuni giorni fa alla direzione amministrativa, ma non ancora ricevuto”.

A far infuriare gli studenti è anche il caos generato dai continui cambi di regolamento didattico. Che, una volta approvato,  ha valenza retroattiva per cui le modifiche ricadono anche negli anni precedenti. Situazione che, spiegano gli studenti, determina molto spesso che “alcuni esami presenti nel piano di studi al momento dell’iscrizione finiscano, nel corso degli anni, con l’essere aboliti o accorpati con altre discipline”. “Una confusione pazzesca che getta sul nostro cammino universitario molta provvisorietà”, dichiara una ragazza iscritta al secondo anno di facoltà e che chiede di rimanere anonima per paura di ritorsioni.

 Capeggiati dall’associazione Studenti democratici, il popolo di Architettura in molitazione ha raccolto oggi 350 adesioni al documento di richieste alla facoltà (vedi a lato). Il boicottaggio delle lezioni ha spinto il rettore del Politecnico Salvatore Marzano, oggi impegnato nel saluto di benvenuto alle matricole di Ingegneria, a programmare per la settimana un incontro con gli studenti al fine di decidere il giorno di convocazione del tavolo con i docenti della facoltà. "Continueremo ad oltranza questa protesta fin quando il rettorato non ci darà risposte certe", ha dichiarato Antonio Camporeale, rappresentante nel consiglio di facoltà per Studenti democratici.
Novità ci saranno solo nei prossimi giorni, ma l’aria che si respira è di forte contrapposizione. Spesso di paura. Non certo un buon clima per iniziare un anno accademico.

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Commenti

  • bertoldo (utente non verificato)

    Una università che ho frequentato quasi 30 anni fa (laureandomi) e che non ha mai brillato per democrazia e partecipazione. Ma dove era possibile esprimere dissenso senza per questo essere costretti a farlo secondo la prassi dei pentiti di mafia (avendo paura di dare le proprie generalità o chiedendo di alterare il tono della voce).Questa università, fatta eccezione per pochi docenti meriterebbe di essere abbandonata da tutti i suoi iscritti.

  • anto82 (utente non verificato)

    Quanto accaduto ieri ad Architettura dimostra che il Politecnico, come qualasiasi altra isola universitaria, possiede dei limiti. Finora ci avevano solo abituato a parlare delle loro peculiarità, ma andate a parlare con gli studenti e vedrete che il malcontento sia diffusissimo

  • anto82 (utente non verificato)

    …..come il malcontento sia diffusissimo

  • Levantino (utente non verificato)

    Sono pienamente d’accordo con Bertoldo e aggiungo che all’Università di Bari servivebbe “una bella pausa di riflessione” della durata di almeno vent’anni, naturalmente non retribuita.

  • ricciolina86 (utente non verificato)

    Quello che accade ad architettura accade ovunque anche nella mia facoltà. Ci mandano fuori corso anzi ci rimandano indietro al 2 anno a metà del 3 anno dopo che abbiamo perso tempo per seguire le lezioni. Paghiamo il fuori corso e ci allontanano così anche la possibilità di finire gli studi in tempo. Ragazzi qui anche le altre facoltà si devono far sentire bisogna protestare tutti insieme forse così l’università di Bari si renderà conto del nostro malcontento.