Aqp condannato per comportamento antisindacale
Sull’inquadramento del personale si dovrà rispettare l’accordo dello scorso 18 gennaio
Comportamento antisindacale. Di questo dovrà rispondere l’Acquedotto pugliese (Aqp), che oggi ha ricevuto la condanna del Tribunale del Lavoro di Bari, in merito al mancato rispetto dell’accordo raggiunto con i sindacati sull’inquadramento del personale.
L’intesa, sottoscritta lo scorso 18 gennaio, prevedeva in sostanza una riclassificazione del personale con l’obiettivo di garantire pari livello professionale-retributivo a lavoratori che svolgevano lo stessa mansione all’interno dell’ente.
Due mesi dopo, da quanto emerso, l’accordo è stato fatto decadere dai responsabili del settore risorse umane dell’Aqp. Da lì l’ente idrico ha proceduto in modo unilaterale ad attribuire gli inquadramenti professionali al personale.
Nei mesi scorsi, il comportamento assunto dall’Aquedotto è stato denunciato dalla Filcem-Cgil all’interno di un ricorso, oggi accolto dal giudice del Tribunale del lavoro, Angela Arbore.
Con la sentenza si ripristina di fatto la legittimità degli accordi assunti ad inizio anno. Ora gli inquadramenti decisi dopo il decadimento dell’intesa saranno cancellati e l’Aqp dovrà mettere mano ad una griglia delle competenze presenti all’interno dell’ente, in grado di rispettare l’intesa dello scorso 18 gennaio. I sindacati esultano.
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