Consiglio della discordia, parole grosse e grosse cifre

Antonella Ardito

Michele Emiliano stringe le fila in vista di un duro scontro con il centrodestra alle urne

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Momenti di duro scontro ieri sera in sala Dalfino per l’approvazione del riequilibrio di bilancio 2008: una seduta tranquilla che si è accesa con la presidenza nella mani di Massimo Posca sulla richiesta di votazione da parte del consigliere Donato Cippone “per fatto personale” nei confronti dell’assessore ai lavori pubblici Simonetta Lorusso. Il centrodestra ha tentato di far cadere il numero legale, accortasi della mancanza in aula di alcuni consiglieri del centrosinistra. Ma al momento della votazione Cippone ha abbandonato l’aula e sia Domenico Cea che Pasquale Finocchio erano fisicamente in sala Dalfino: il primo era di fronte ai banchi della giunta mentre il secondo era fermo e risoluto a rimanere in aula. Ne è scaturita una lite furibonda, con parole grosse volate all’indirizzo di un impiegato dell’ufficio di presidenza: ma il risultato della votazione parla di 25 consiglieri presenti in aula. Validità contestata e una corsa ai ripari del centrosinistra, con una catena di telefonate partite per richiamare alla presenza alcuni consiglieri lontani, in maniera fisica, da Palazzo di città durante la seduta di consiglio comunale.

Ricomposta l’assemblea, il centrodestra ha continuato a sostenere l’illegittimità delle modifiche al piano triennale delle opere pubbliche, per la mancanza dei pareri del collegio dei revisori dei conti.
Michele Emiliano invece ha voluto leggere un documento per spiegare la azioni a servizio della città fatte durante la sindacatura che in primavera dovrà passare al vaglio degli elettori. Poi discussione della manovra firmata dall’assessore al bilancio Gianni Giannini, il quale ha illustrato l’aumento dei corrispettivi dei contratti di servizio per un’azienda storicamente difficile da gestire come l’Amiu. Nel 2001 il contratto tra Comune e azienda era di 43 milioni di euro iva compresa, oggi è di 58 milioni di euro, ma con un miglioramento dei servizi che rispondono di 37 mila tonnellate di rifiuti differenziati, 72 unità di personale utilizzate la domenica rispetto alle 42 del 2001 su ben 700 chilometri di strade di tutta la città. In soldoni l’adeguamento Istat concesso all’azienda con un debito fuori bilancio di 2,6 milioni di euro compensa il miglioramento dei servizi.

Giannini ha poi fatto rilevare che per il 31 dicembre 2008 è atteso l’utile di esercizio per tutte le aziende ex municipalizzate: si spera che anche l’Amtab, che nell’esercizio 2007 ha registrato un passivo di 3 milioni di euro, raggiunga quantomeno il  pareggio. Sul piano delle entrate il Comune di Bari resta comunque virtuoso: dai calcoli della Ragioneria comunale emergono 17 milioni di euro. In questa cifra ci sono anche i 16 milioni di euro del “mancato esproprio del Petruzzelli” e gli interessi maturati sul conto della Bnl, pari a 213 mila euro. Unico punto ancora da chiarire è legato alla perequazione del mancato introito Ici dei Comuni: nel 2007 c’era già stato un decurtamento dell’imposta comunale sugli immobili da parte del governo Prodi, e quei soldi sono arrivati. Il problema è capire come il governo Berlusconi garantirà su base nazionale il miliardo e mezzo di euro ai Comuni di questi mancati introiti. Ma i manifesti in giro per Bari targati Pd hanno una brutta idea in proposito.

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