Sud e federalismo inaugurano la prima festa del PD

Claudio Cimaglia

Poli Bortone: riforma indispensabile. Boccia: non si può smontare la Repubblica

0 3 commenti

È ufficialmente iniziata la prima festa del Partito Democratico a Bari. Davvero pochi coloro che, assieme al Deputato Dario Ginefra e al segretario cittadino Marco Lacarra, hanno inaugurato lo storico evento. Complice forse un tempo incerto, o semplicemente perché al primo giorno di un evento le adesioni non sono mai particolarmente elevate, ieri sera all’Arena della Vittoria i presenti si potevano contare sulla punta delle dita.

Ma, non c’è stato nemmeno il tempo di dare il via alle “cinque giornate” che si è entrati subito nel vivo della questione.
“Il Sud alla prova del federalismo”, è stato questo il primo dei dibattiti inseriti nell’ambito di “FestaBari” a cui, oltre al Senatore Giovanni Procacci e al Deputato Francesco Boccia, in osservanza del principio secondo il quale la politica deve essere innanzitutto dialogo, hanno partecipato la Senatrice del PDL Adriana Poli Bortone e il responsabile nazionale degli enti locali UDC Salvatore Greco.
Malgrado il fatto che di federalismo se ne parli ormai da mesi, a quanto pare nessuna delle parti coinvolte ha ancora le idee chiare su quello che sarà, nei fatti, questa riforma.

Pare che venerdì prossimo il Ministro Calderoli presenterà il disegno legge definitivo, il terzo, nel quale verranno spiegati i vari punti cruciali. Dovrebbe essere certo, ha spiegato la Poli Bortone, il fatto che lo Stato assicurerà dei livelli standard per quel che riguarda i servizi indispensabili, ossia sanità, assistenza e istruzione. Per il resto le Regioni avranno la facoltà di legiferare in materia fiscale al fine di assottigliare il fondo perequativo. A tal proposito la Senatrice propone di tassare le imprese nella zona geografica in cui realmente operano e non dove esse hanno la sede sociale. “La territorialità è un principio essenziale. Ne abbiamo avuto un primo abbozzo proprio dalle leggi Bassanini, mai realmente attuate, che prevedevano il decentramento amministrativo e la delega di funzioni alle amministrazioni locali”.

Opposti i pareri proveniente da casa PD. Francesco Boccia, prendendo ampiamente le distanze dalla legge Bassanini, ha spiegato che, conti alla mano, “i servizi indispensabili garantiti dall’eventuale Stato Centrale, ammonterebbero appena al 30% della spesa pubblica, nello specifico a circa 230 Milioni rispetto agli oltre 800 totali”. Non si tratterebbe, quindi, di un vero federalismo ma, semmai, “dell’antipasto per il federalismo istituzionale. Il problema del Mezzogiorno non lo si risolve smontando la Repubblica. Siamo gli unici paesi dell’ONU che si federano per ragioni economiche; in genere ci si federa per unire. Una regione come la Puglia, con entrate pari a 14 Milioni di Euro, non potrà mai garantire la stessa efficienza di servizi della Lombardia che può contare su 29 Milioni di Euro”.
L’UDC non sembra prendere una posizione precisa. Salvatore Greco ha dichiarato che si è in attesa di sapere esattamente quale sarà la proposta definitiva.

Intanto urge sapere in quale modo i Comuni dovranno far fronte agli introiti mancanti legati all’eliminazione dell’ICI. Nessuno da parte del Governo ha spiegato come si farà a reperire questi fondi e, soprattutto, quale sarà il nome della tassa che la sostituirà. La questione ICI è stata una più che evidente manovra elettorale, e adesso se ne stanno pagando le conseguenze.
Giovanni Procacci, sulla stessa linea di Boccia, chiede a gran voce maggiore chiarezza su “una legge che dice niente e il contrario di niente, piena zeppa di contraddizioni, che assolutamente non possiamo votare in bianco perché si tratta di una riforma epocale”.

Secondo Procacci questa legge non è altro che un vessillo da dare alla Lega per continuare a mantenere la maggioranza. A conti fatti, riferendosi all’intervendo di Boccia, non ci sarebbe alcun motivo per scindere il Paese, non fosse altro perché ci sono dei fonti europei, e non statali, da cui poter attingere.
Inoltre, ha proseguito, i criteri secondo i quali verranno dettati gli standard, sono avvolti da una nude di ambiguità. “L’unica certezza è che i politici meridionali, a prescindere dallo schieramento d’appartenenza, dovrebbero accordarsi sull’obiettivo comune di tutelare il Sud” ha concluso.
Il dibattito sul federalismo e sulle conseguenze legate al Meridione è ancora lontano dalla sua proficua risoluzione Intanto si attende con una certa ansia la presentazione del disegno legge di Calderoli che avverrà venerdì, augurandosi che sia finalmente chiara, precisa e che tenga conto delle esigenze di tutte le regioni, sia a statuto ordinario sia a statuto sociale.
Non resta che continuare ad aspettare.

avatar

Commenti

  • niza67 (utente non verificato)

    Anche il compagno Giorgio Napoliano ed il compagno Vendola hanno parlato di necessità del federallismo in Italia.Ma Procacci,il prof. Boccia & C. continuano.

  • Claudio83 (utente non verificato)

    Mi scusi Niza67, sarebbe così cortese da mostrarmi la fonte secondo la quale Napolitano e Vendola hanno parlato di “necessità” del federalismo? Mi sarà sfuggito…la prego di indicarmela…

  • niza67 (utente non verificato)

    Si vada a risentire le dichiarazioni di Vendola,in occasione della inaugurazione della Fiera del Levante, e le ultime dichiarazioni del compagno Napolitano (ovviamente il tutto condito dai commenti giornalistici).