Giurisprudenza: ecco le immagini del crollo
Un centinaio di studenti presenti sono stati allontanati dalla struttura. Nessun ferito
Momenti di panico intorno alle 11 nella Facoltà di Giurisprudenza di Bari per l’apertura di una crepa nel soffitto del primo piano. La spaccatura, la cui causa è ancora da accertare, ha provocato il crollo di parte del soffitto e momenti di tensione durante le ore in aula. Per fortuna si è verificata nel corridoio. Un centinaio di studenti presenti, però, in via del tutto precauzionale hanno dovuto interrompere le lezioni e allontanarsi dallo stabile, anche se con estremo ritardo.
Non si è registrato alcun ferito: nessuno degli studenti, infatti, percorreva il corridoio nel momento in cui parte del soffitto ha ceduto.
Sul posto è intervenuto personale tecnico dell’Università e vigili del fuoco per valutare cause e danni. E soprattutto, l’agibilità della struttura, al momento dichiarata inagibile. Decisamente a rischio la sessione d’esame prevista per la prossima settimana.
Il servizio fotografico è di Michele Falcone.
——–
Il comunicato dell’Ateneo
Con riferimento all’episodio del distacco di parti di intonaco dal soffitto dell’atrio delle aule al primo piano dell’edificio sede della Facoltà di Giurisprudenza, si rende noto che esso ha interessato una parte circoscritta al giunto di dilatazione ivi esistente.
Da immediati sopralluoghi effettuati dai tecnici dell’Università anche ai piani superiori in corrispondenza del giunto, si è constatato che non vi sono segni evidenti di dilatazioni.
Durante tali sopralluoghi sono intervenuti il tecnico incaricato dal Comando Provinciale VV.F., nonché l’ing. Stella, nella sua qualità di consulente incaricato dal P.M. Dott. Nitti.
Prontamente, nella stessa mattinata, sono state effettuate tutte le attività necessarie per la messa in sicurezza dell’ambiente; in particolare, è stato rimosso l’intonaco presente nella zona interessata al distacco, in modo da scongiurare ulteriori possibili pericoli di caduta di materiale ammalorato.
Prima di procedere al ripristino dei luoghi, in via cautelativa, questa Università ha disposto, per i prossimi giorni, il monitoraggio dello stato di conservazione degli intonaci dell’intero edificio, in modo da prevenire ulteriori eventuali situazioni di pericolo.
Salvo imprevisti si ritiene che tale attività possa concludersi negli ambienti destinati alla didattica entro la settimana corrente e che le lezioni possano riprendere la prossima.
Commenti
-
Riuscirò a laurearmi a Ottobre?
-
Il cantiere di Piazza Cesare Battisti comincia a far sentire le sue conseguenze. Sebbene avesse creato molteplici crepe sia alla facolta di Giurisprudenza che all’Ateneo perchè è stato dissequestrato??? A questo punto dopo aver dissequestrato il cantiere sequestrate ora gli edifici che hanno subito le lesioni. E se fosse scappato il morto??? E se ci saranno nuovi crolli??? E le crepe dell’Ateneo??? E chi risponderà di questi danni??? E l’acqua che risale dalla falda acquifera???
-
è stato dissequestrato perchè il fatto che c’è un cratere vuoto provoca i danni non il cantiere in sè. se finissero di costruire non si formerebbe più nessuna lesione
-
concordo con obrajan…. basta discutere sul perchè e percome il cantiere sia stato aperto.. fracamente il tempo delle parole mi pare ci sia stato e discuterne ancora significa nn curarsi di chi tra studenti, residenti e commercianti vive la situazione quotidianamente. Lo finissero!
-
Che poi l’università abbia necessità di qualke ristrutturazione, questo è evidente…. sin da prima che cominciassero i lavori ci sono stati episodi di caduta calcinacci… ma allora nn c’era alcun cantiere da incolpare
-
La contemporaneità dei distacchi di intonaco dal giunto di dilatazione in prossimità delle travi di chiusura dei due corpi di fabbrica non è stato determinato da ammaloramento dell’intonaco o da rigonfiamento per aumento di volume (arrugginimento dei ferri di armatura).Le travi del 1° piano e quelle del piano terra (ingresso)sono almeno visivamente in buono stato.Un movimento differenziale dei due corpi di fabbrica?






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito