Con Colombo il Bari prende il volo

Deve solo aggiustare la mira sotto porta
“Quest’anno con Colombo si vola”. Queste le simpatiche parole di un accanito tifoso il giorno della presentazione dell’ex pisano.
Era stato accolto con molto scetticismo. Si, bravino, si diceva, ma i goal chi li fa? Era il periodo in cui a Bari sembrava dovesse arrivare uno tra Elvis Abbruscato e Cristian Riganò. Tempi non così lontani poi.
L’arrivo di Corrado Colombo sembrò un chiaro segnale di fiducia da parte della società nei confronti degli attaccanti che già c’erano. In particolare verso il fuoriclasse Barreto e la speranza Volpato. Abbruscato non ne volle sapere di trasferirsi a Bari (nel Torino effettivamente si sta ritagliando un suo spazio), Riganò non convinceva, Paloschi non intrigava più di tanto Conte, e così si formalizzò l’arrivo di Colombo.
Poche davvero le reti siglate nella sua carriera. Un centravanti di manovra, più che un ariete delle aree di rigore, nonostante un fisico da corazziere. Uno che fa segnare, più che segnare. “Colpa del fatto che raramente sono stato schierato da prima punta”, spiegò il diretto interessato, ricordando la felice parentesi spezina.
A Bari sta facendo quello, il centravanti. Anche qui il goal è tardato ad arrivare, ma alla fine è arrivato. Con diverse attenuanti però. Il palo colpito contro il Brescia e la traversa contro il Livorno e un pizzico di sfortuna evidente, per quanto proprio contro il Livorno l’ex pisano abbia fallito almeno due palle goal nitide a tu per tu con il portiere avversario, di cui una veramente clamorosa.
Il fatto è semplicemente che Colombo non è un bomber, ma un attaccante moderno che deve migliorare ancora molto sotto l’aspetto realizzativo, ma che svolge una gran mole di lavoro in favore della squadra, aiutandola con i propri appoggi e scambiando belle combinazioni in avanti con l’altro partner d’attacco.
Che quest’ultimo si chiami Barreto o Cavalli poco importa. Per via delle caratteristiche tecnico-tattiche in suo possesso Corrado Colombo è forse l’unico del reparto offensivo biancorosso in grado di giocare indifferentemente con ogni altro compagno. Forse persino con Volpato, Caputo e Maniero, anche se è ovvio che con Paulo Vitor Barreto formi una coppia particolarmente affiatata.
“Uno alto e uno corto”. Questo soleva ripetere in continuazione un certo Osvaldo Bagnoli, tecnico di grande esperienza e competenza, aiutato relativamente dalla sorte. Prima Galderisi ed Elkjaer nel Verona, e poi Aguilera e Skhuravy nel Genoa. Due coppie offensive che proprio per via delle rispettive caratteristiche hanno dato fastidio a tante retroguardie.
Ecco perché, senza esaltarlo troppo (tuttavia si tratta solo di un goal), l’avventura in biancorosso di Corrado Colombo sinora è estremamente positiva, e, anche se siamo convinti che a gennaio occorrerà ugualmente trovare un bomber di razza per completare il reparto, crediamo anche che lui si rivelerà un elemento prezioso e affidabile da qui al termine della stagione, su cui puntare ad occhi chiusi.
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