Memoires d’un Communiste rangé (8)

Molto si è scritto e da fonti molto autorevoli, sul primo dei peccati, quel Peccato Originale che par sia stato commesso dai nostri progenitori, e per causa del quale ci troviamo tuttora nei pasticci.
E molti, a loro volta, autorevolissimi commentatori hanno sprecato tonnellate di carta e inchiostro o predicato per anni luce perdendo la voce, per dire, spiegare, mettere in guardia noi peccatori, figli e nipoti di peccatori. Per far in modo che ci liberassimo una volta per tutte da quella colpa che ricadeva – e non si sa ben perché – sulle nostre spalle.
E – anche se a me fa strano pensare che, qualunque mascalzonata abbiano fatto i miei tris-avoli possa essermi ancora imputata come colpa – io stesso, Comunista perbenista, ne son turbato. E vi racconto quel che so.
Par dunque che quando Adamo ed Eva vivevano in quell’Eden che molti di noi stanno ancora cercando, chi per organizzare viaggi di gruppo della Sezione Curiel, chi per chiudercisi dentro, chi per farne sparire ogni traccia; par che Dio avesse non una ma ben due mele. Erano queste mele di certo magiche o – come si dice nel settore – miracolose, in grado di sfamare completamente un uomo od una donna. Ma badate bene: uno solo.
Ora fatti i dovuti conti, all’alba del nuovo giorno, quel Angelo che affiancava Dio, che poi – in seguito forse a questi stessi fatti che vi narro – cambiò nome in Diavolo, disse con una logica che non faceva davvero una grinza:
– Bene Dio. Il problema non sussiste. Per nostra fortuna abbiamo due mele e due bocche da sfamare. Non vedo davvero problemi a risolvere la cosa: ne daremo una per uno.
Ma come al solito, quel “materialista preistorico” del Diavolo la faceva troppo facile. Non aveva fatto i conti con la testa dura del Buon Dio, che rispose, peraltro vagamente piccato dall’approccio semplicistico del suo collega:
– Questa volta sbagli caro mio! Noi daremo due mele ad Adamo, che me mangerà una sfamandosi e l’altra, non sapendo che farsene, la donerà ad Eva.
Ed avremo ottenuto lo stesso risultato con il minimo sforzo e creeremo un virtuoso ciclo di mercato – aggiunge il Buon Dio, aggrottando le ciglia irsute e bianche ed accarezzandosi la lunga barba, come sempre faceva quando si scopriva a parlar di cose, ad usar termini e parole, che lui, omniscente, di certo conosceva, ma che quel po’ di sclerosi accumulata nei secoli dei secoli, gli faceva spesso dimenticare.
E ti dirò di più amico mio – aggiunse Dio ormai “liberamente” ispirato – La mia soluzione risolve anche il problema di quando le mele saranno due e le bocche da sfamare diventeranno tre: che se la vedano tra di loro.
Ora non so bene come presero la decisione.
Di certo so come andò a finire: Dio ebbe ragione ed il Diavolo se ne partì per l’Inferno – in cuor mio credo, piuttosto seccato.
Le due mele le ebbe Adamo che non era affatto stupido e amava la bella vita. E mangiata la sua, diede l’altra ed Eva.
Che gliene fu grata, concretamente e in eterno.
Ed Adamo commise quel Peccato Originale accettando quelle due mele, invece di dir semplicemente:
– Dio, a me una basta. Come avrebbe fatto ogni uomo perbene.
Ora miei piccoli lettori, prima che io mangi voi da buon Comunista, vi invito a riflettere su questo.
E su come questo peccato sia tuttora in auge, fatto suo dalle politiche liberistiche del Fondo Monetario Internazionale e di tanti Commercialisti diventati Ministri dell’Economia della Repubblica Italiana.
Meglio dar sempre di più ai più ricchi, che poi spendano e spandano od investano il superfluo, creando sviluppo, facendo crescere il PIL, che dividere in parti – magari uguali – tra tutti noi.
Gnam! Meglio bocconi che elettori di Berlusconi.
Commenti
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Non avevo mai guardato alla storia di Adamo ed Eva in questo modo e devo fare i miei complimenti all’editorialista! E per fortuna, poi, arrivò Gesù cristo: il primo dei comunisti, no?






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