Alla ricerca del pretorio perduto

Chiara Divella

Nello scavo ritrovati un pentolino, monete e un’insegna di pellegrino

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Puntuale come ogni anno, in occasione delle giornate europee per il patrimonio, la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia ha aperto le porte ad un momento di confronto con la cittadinanza. Ieri sera a Palazzo Simi, in strada Lamberti (Bari vecchia), Francesca Radina
Maria Rosaria De Palo e Mariella Cioce hanno illustrato, col supporto di slide e reperti archeologici, le nuove scoperte effettuate nell’area di San Nicola. Barilive.it ne aveva dato l’anteprima ai suoi lettori, ma dopo una pausa degli scavi, durata per tutto il 2007, le ricerche sono andate avanti per verificare l’esistenza della fase pre-bizantina (VII-IX sec dopo Cristo). Si è così giunti alla fase tardo antica con il ritrovamento di muri che definiscono resti di abitato, anfore da trasporto e fine ceramica da mensa.

Così si è completato il quadro della sequenza abitativa. Infatti la zona della Basilica di San Nicola, che per 900 anni è stato il polo della città di Bari, resta uno dei luoghi archeologicamente meno noti. La ricerca del sito su cui si innestava l’antico Pretorio, prima sede degli strateghi poi dei Catapani, è il primo quesito archeologico che l’area pone. Sulla base di fonti storiche e ritrovamenti occasionali, l’antico Pretorio è stato individuato proprio dove ora sorge la Basilica, e non sarebbe un caso che, nel momento della scelta del luogo su cui costruire l’edificio religioso, si sia stato pensato al centro del potere bizantino. Il primo saggio nella zona fu aperto negli anni ’80 del 1900 grazie a Nino Lavermicocca. Nel 2000-2001, in occasione del restauro dell’ex museo storico, gli scavi condotti da Dario Criminale avevano rivelato una lunga galleria voltata a botte che seguiva le mura cittadine.

Proseguendo con i lavori vennero fuori diverse fasi di questo sito: da quella più antica, ossia quella romana (si tratta di frammenti ceramici e laterizi che forse corrispondevano alla spiaggia), passando attraverso le strutture murarie di IV e V secolo, quelle dell’XI e XII (interpretate come tratto della cinta muraria della corte del catapano), per arrivare al cimitero del XIII secolo e ai butti rinascimentali con ceramiche maiolica e invetriata.

Tra i resti archeologici più interessanti venuti fuori dallo scavo è da annoverare un pentolino con valenza simbolico-rituale, alcune monete poste sotto il cranio di uno scheletro, frammenti di ceramica dipinta a bande rosse (IX-XI), due medagliette liturgico-devozionali associate a frammenti di vetro e suppellettili utilizzate per scopi religiosi, vasellame da mensa fine del XIII-XIV secolo. A destare l’interesse di curiosi ed esperti, è stata una insegna di pellegrino con l’iniziale S.N. (San Nicola) con volto barbato, in posizione frontale, che testimonia l’affluenza di devoti nella Basilica.

 

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