Ascoli-Bari 0-1 (36′ Colombo)

Christian Montanaro

Gran Bari nel primo tempo. Gillet lo salva nella ripresa

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Seconda vittoria fuori casa ed imbattibilità mantenuta. Il Bari sfata il tabù “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli Piceno, dove non aveva ancora mai vinto nella sua storia. Basta un goal di Corrado Colombo, uno degli ex della gara, al 36’ del primo tempo, il primo con la maglia del Bari (secondo stagionale per lui, considerando quello realizzato alla prima giornata con la casacca del Pisa), ma quanti brividi nella ripresa.
Come in Coppa Italia l’Ascoli inizia a giocare solo nella seconda frazione di gioco, trascinato dal rigenerato Guberti. Il Bari questa volta però tiene grazie ad un Jean Francois Gillet in forma super e al goal precedentemente realizzato. Tre punti meritatissimi, stando a quanto emerso nei primi 45’. Meno nella ripresa, quando la compagine di Antonio Conte è stata messa in grossa difficoltà dalla reazione della formazione marchigiana, più volte vicina a quello che a quel punto sarebbe stato un meritatissimo pareggio.
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Stellini, e non Bianco: Consueto 4-4-2 per il Bari, con una grossa novità però rispetto alla vigilia. A destra in difesa non gioca Bianco, ma Esposito. Al fianco di Andrea Masiello si piazza dunque Cristian Stellini. Confermate invece le altre indicazioni. Bonomi per Parisi, Donda e De Vezze (non dunque Gazzi) in mezzo e De Pascalis e Kamata sulle fasce, come contro il Livorno.
Nell’Ascoli a destra al posto di Sommese gioca Guberti, mentre a sinistra l’avanzato Pesce viene coperto alle sue spalle dall’ex livornese Giallombardo.
Partenza a razzo dei galletti, che cercano di mettere subito pressione all’avversario, così come era accaduto martedì contro il Livorno. Rispetto ad allora c’è un Donda in più e gli effetti si vedono. Nei primi cinque minuti di gioco sono già tre le verticalizzazioni dell’argentino verso Kamata e De Pascalis. Bel lancio di Daniele De Vezze per Kamata al 5′, affondo del franco-angolano sulla sinistra, scarico dietro per Bonomi, controllo e cross per il liberissimo Barreto in area che non colpisce bene di testa, favorendo la parata in presa bassa di Taibi. Occasionissima per il Bari per portarsi in vantaggio già in avvio.

Due minuti dopo la replica. Angolo dalla destra del mobilissimo brasiliano, colpo di testa all’indietro della retroguardia ascolana, che non riesce a liberare, Bonomi va alla conclusione a colpo sicuro, chiamando Taibi ad un difficile intervento in angolo. Bella combinazione poco dopo tra Barreto e Colombo, sempre più affiatati, spunto della seconda punta carioca e fallaccio ai suoi danni da parte di Melucci, ammonito nella circostanza. Lo stesso numero 16 alla battuta e per poco Melucci non beffa con la sua deviazione Taibi, buttatosi dalla parte opposta. L’Ascoli è incapace di reagire e soffre maledettamente gli spunti in velocità di Kamata e Barreto, il quale, al 16’, lanciatissimo in area, subisce il recupero sospetto di Melucci. Penalty reclamato e non accordato dal direttore di gara.

Ancora Bari al 21’: cross teso di De Pascalis dalla destra per l’accorrente Kamata che non può arrivare di testa. Reclama il rigore anche l’Ascoli al 28’, con Melucci, sulla punizione dalla sinistra di Belingheri. Orsato di Schio dice anche in questo caso di continuare. Cresce l’Ascoli intorno alla mezzora. Soncin e Bucchi sono in ombra, ma inizia a decollare la partita di Guberti sulla destra, che prima non calibra al meglio il cross per i compagni al 29’ e poi serve all’indietro Di Donato per la gran botta di collo dalla distanza, deviata di pugno da Gillet. E’ il momento migliore della compagine di Nello Di Costanzo, che va ancora con Di Donato al tiro da fuori di poco a lato alla destra di Gillet, ma è paradossalmente il Bari a passare sul capovolgimento di fronte, al 36’, con Corrado Colombo che trova il primo goal con la nuova maglia. Il merito è di Barreto, che prima attira su di sé tre difensori con le proprie finte, e poi serve De Pascalis, liberissimo, con un passaggio filtrante sulla destra. Preciso cross sul secondo palo dell’esterno proveniente dal Nardò e per Colombo è un gioco da ragazzi appoggiare di piatto in rete.

Bari meritatamente in vantaggio, che però concede il finale agli avversari. Al 39’ Bonomi commette una leggerezza grossa quanto una casa, servendo male Gillet all’indietro. Sulla sfera si avventa Guberti che poi non riesce a servire efficacemente Bucchi e Soncin. Il giustiziere del Bari nello scorso campionato non si dà per vinto, andando ancora alla personale conclusione di destro al 43′, trovando sulla propria strada ancora una volta l’impeccabile numero uno biancorosso.
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Monologo Ascoli nella ripresa: La ripresa si apre con due cambi per la formazione di casa. Taibi, che non doveva esser della gara, non ce la fa e deve far spazio al suo secondo Guarna. Di Costanzo inserisce poi Aloe per Giallombardo. Così il nuovo entrato si piazza a destra e Guberti torna a sinistra, coperto dietro da Pesce, come nella partita di Tim Cup.
E’ tutto un altro Ascoli, che spinge molto sulle fasce proprio con Aloe e Guberti. Al 6’ è quest’ultimo che svirgola sul cross del primo; al 12’ suggerimento di Luci per Di Donato che non ci pensa due volte e va ancora alla conclusione da fuori. Tiro di poco alto sulla traversa. Minuto 14’ : Pesce arriva al cross dalla sinistra, Bucchi prova ad arpionare la sfera, ma non ci riesce, arriva Di Donato, che disturbato dal primo, non colpisce bene di esterno. Un minuto dopo è ancora Ascoli. Fa tutto Guberti che dalla sinistra si accentra ed effettua un tiro potente di destro che si perde di non molto a lato. Brividi per il Bari che non riesce più a varcare la soglia del centrocampo. L’Ascoli colleziona angoli su angoli, andando spesso alla conclusione. Al 17’ Bucchi si guadagna una punizione dalla trequarti. Tiro a giro di destro diretto all’incrocio dei pali e autentica prodezza di Gillet che si allunga e devia in angolo. L’Ascoli non ci sta e pretende il pareggio, ma ancora l’insuperabile portiere belga si esalta, deviando in angolo la girata in area di Belingheri.

Conte comprende che il centrocampo è in chiara sofferenza e inserisce Gazzi per Kamata. A sinistra si dividono il ruolo Donda, che si defila parzialmente, e Barreto che rientra spesso su quella corsia. La furia dell’Ascoli si materializza ancora in un cross di Luci sul quale esce bene in presa alta Gillet e in un taglio appena lungo di Di Donato per Bucchi nell’area piccola. Al 24’ entra Cavalli per lo stanco e acciaccato Barreto. Sfortuna vuole, però, che al 26’ si infortuni anche Colombo, che si tocca la coscia e chiede il cambio. Entra Rivas. Bari senza più Kamata, Barreto e Colombo, costretto a giocare col solo Cavalli di punta, coadiuvato da Rivas a sinistra. Altra grande occasione per l’Ascoli al 31’ con Soncin, che a tu per tu con Gillet si lascia ipnotizzare.

Nello Di Costanzo al 36′ tenta la carta della disperazione, facendo entrare Cioffi, un difensore, al posto di Belingheri, facendolo fungere da centravanti aggiunto. Ancora Guberti prova il tiro al 39’ e poi gran passaggio di Bucchi – meglio nella ripresa – per Soncin al 40’. L’ex atalantino tenta il pallonetto, ma Gillet esce bene e devia. Lo Lo stesso Soncin reclama il rigore un minuto dopo, ricavandone solo una ammonizione per proteste. Break del Bari al 43’: spunto centrale di Donda per Rivas, che salta l’avversario, guadagnando una bella punizione dal vertice sinistro che delimita l’area piccola. Va Donda alla battuta, che si perde non lontano dall’incrocio dei pali.

Cinque minuti di recupero decretati dal direttore di gara per le speranze di un Ascoli che nel secondo tempo il pareggio lo avrebbe meritato. Guberti e Bucchi ci provano in tutte le maniere, ma è Cioffi al 49’ che per poco non trova il goal con una conclusione beffarda di sinistro parata in due tempi dal sorpreso Gillet, bravo poi nell’avventarsi a bloccarla prima del tap-in vincente di Soncin. Finisce così col successo del Bari che espugna Ascoli, portando a due le sue vittorie consecutive fuori casa, mantenendo l’imbattibilità stagionale e portandosi a quota dieci punti in classifica. Vittoria pesante e per una volta anche fortunata, dopo aver pagato dazio con la dea bendata nelle ultime settimane. L’Ascoli nel secondo tempo se avesse pareggiato non avrebbe rubato nulla. Al Bari il merito di aver resistito. Unico neo: la condotta nei secondi quarantacinque minuti, un tempo praticamente concesso all’avversario, dopo una prima frazione di gioco esaltante.

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