Inceneritore sotto sequestro: primi commenti

Paola Mammarella

Ma la lotta continua

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Soddisfazione. È il sentimento generalizzato che si respira tra gli attivisti e ambientalisti modugnesi. Dopo il sequestro operato dai carabinieri del Noe sul cantiere dell’inceneritore nella zona industriale, Verdi e Comitato Cittadino ‘Pro Ambiente’ non depongono le armi, ma si dicono intenzionati a continuare la battaglia indirizzandosi ancora una volta conto la centrale termoelettrica di Sorgenia. “Andremo a fondo”, assicura Giancarlo Ragnini, portavoce del partito dei Verdi. Restano infatti da chiarire le responsabilità dell’amministrazione comunale nel rilascio del permesso a costruire su un suolo gravato da tanti vincoli. “Col Comune abbiamo un rapporto formale”, continua Ragnini, che spera nel prosieguo della collaborazione convinto di fornire “un aiuto necessario”.

Anche se, lamenta, tutte le sollecitazioni per lo sviluppo di un piano di risanamento comunale non hanno ancora trovato un interlocutore interessato. “Se siamo arrivati al sequestro vuol dire che c’è stata poca sensibilità da parte della classe politica”, rincara Tino Ferrulli, presidente del Comitato ‘Pro Ambiente’, che domenica prossima sarà impegnato nella distribuzione di un volantino. In cui si chiederà al Comune di dichiararsi ufficialmente contrario al ristoro ambientale. Procedura per cui le amministrazioni in passivo possono essere allettate dall’impianto di strutture inquinanti a fronte di un cospicuo indennizzo.

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