Scuola, ecco gli effetti dei tagli: a Bari duemila docenti a rischio

Con l’introduzione del maestro unico, il capolugo pugliese si appresta a perdere più di cinquecento insegnanti nelle elementari
Circa cinquemila tagli in Puglia. Duemila di questi solo su Bari e provincia. Ecco le probabili conseguenze degli ultimi provvedimenti sulla scuola voluti dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. A comunicare i dati ci ha pensato la Flc-Cgil, che in questi giorni ha elaborato una simulazione delle ricadute occupazionali che il sistema scolastico regionale potrà subire a partire già dal prossimo anno. Il calcolo dei tagli è stato effettuato applicando, ai vari ordini di scuola e al personale ATA, le ipotesi contenute nelle prime anticipazioni del piano programmatico del ministero dell’Istruzione. Senza dimenticare, ovviamente, i tagli previsti dall’articolo 64 del decreto 112/08.
“Grazie all’introduzione del maestro unico, per la sola scuola elementare di Bari e provincia avremo un taglio di 533 posti , compresi 242 docenti di ruolo soprannumerari e 378 supplenze in meno”, spiega Claudio Menga, segretario generale Flc Cgil Bari.
Il calcolo dei soprannumerari deriva dalla differenza tra i posti che saranno disponibili nel 2009/10 (dopo i tagli) e il personale a tempo indeterminato, se si considerano le assunzioni di quest’anno e il trend di pensionamenti di circa 27mila unità previsto per l’anno prossimo.
“Nella scuola media prevediamo 581 posti in meno, compresi 170 docenti di ruolo soprannumerari e 412 posti per supplenti che verranno tagliati– prosegue Menga -. Mentre nella scuola superiore avremo 400 posti in meno, 190 supplenti tagliati e 23 docenti di ruolo soprannumerari”.
Brutte notizie anche per gli Ata, per cui si prevede un taglio di 453 posti e una riduzione di 270 supplenti.
Numeri che stanno tenendo con il fiato sospeso migliaia di lavoratori. Compreso i precari, per i quali, secondo i sindacati, le possibilità di lavorare rischiano di divenire davvero esigue.
“Di fronte a questi numeri – esorta Menga – urge chiamare la categoria alla mobilitazione non trascurando l’ipotesi dello sciopero generale, anche perché siamo ancora in tempo per chiedere che sia bloccato l’iter parlamentare del decreto 137 con cui si vuole introdurre il maestro unico”.
Intanto a Bari fervono i preparativi per l’organizzazione della manifestazione di sabato 27 settembre, che avrà luogo in piazza Prefettura. Come nelle altre città d’Italia, anche nel capoluogo pugliese la protesta di precari e insegnanti toccherà i punti salienti della riforma Gelmini. Un primo passo verso l’ormai quasi certo sciopero generale di ottobre.
Per consultare nel dettaglio di dati dello studio della Flc-Cgil, clicca qui
Commenti
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Un altro intervento dell’attuale governo a favore del Sud.
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Ricordatevi di tutte queste situazioni quando ci saranno le prossime elezioni,qualsiasi tipo di elezione.
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Mi chiedo : se il governo Prodi avesse proposto lo stesso tipo di tagli che sempre più minacciosi si profilano all’orizzonte della nostra scuola, i TANTI docenti berlusconiani se ne sarebbero stati zitti zitti come ora?
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ora un’altro taglio sulle case,togliendo 370 alloggi………grazie berlusconi che stai distruggendo Bari…….e la puglia………
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Chissà perchè in articoli come questo gli esponenti del centro-destra barese che seguono Barilive sono “silenzio stampa”…forse hanno la coscienza sporca?






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