Vendola: sì al federalismo fiscale se c’è unita di diritti

Positivo e necessario partire dalla territorializzazione dei contributi
Nessuno confronto dialettico tra le due stelle della politica pugliese: delusa ogni speranza alla Fiera del Levante, che ha ospitatoil convegno promosso dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con il consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e esperti contabili. Sul tavolo dei relatori la scottante materia del federalismo fiscale. Il Ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto davanti ad una nutrita platea di esperti in materia tributaria ha affrontato il problema in maniera molto tecnica, citando articoli specifici (il 117 ndr) in merito alla perequazione prevista dalla riforma Calderoli ricordando la necessarietà di un livello di contribuzione uniforme e l’addizionalità delle riforme speciali: “Vivere la strategia della riforma come pericolosa non permetterà mai di entrare nel merito – ha ricordato l’ex governatore pugliese – è necessario invece responsabilizzare i quadri dirigenti e migliorare la qualità della spesa. Io che provengo dal profondo sud credo che sia necessario creare un dato condiviso, portare tutte le zone del paese allo stesso livello. Questa è una riforma non solo legislativa ma anche culturale, e ricordate che abbiamo poco tempo per rimettere in piano le differenze, le nostre zone, quelle Obiettivo 1 dal 2013 non lo saranno più, non potremo più contare sui fondi Por”.
Raffaele Fitto ha rinnovato l’impegno a confrontarsi entro il mese di settembre con Umberto Bossi ad Otranto nel merito della riforma sul federalismo. Nichi Vendola ha ricordato nel suo discorso delle 15.30 di essere pronto con la Puglia a ripensare l’intero sistema paese nel nome dell’unità e dello sviluppo. “Occorre deporre le armi della strumentalizzazione politica – ha sottolineato il governatore pugliese – puntando sì alla riduzione della spesa pubblica ma senza tagliare i servizi ai cittadini. Il federalismo è una grande occasione, perché rappresenta il bilancio della storia dell’unità nazionale, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni”.
Citando il disegno di legge del Ministro Calderoli, Vendola ha riconosciuto che si tratta di un testo modificato rispetto alle prime bozze che ha fatto “grossi passi in avanti sui principi, dopo aver ascoltato giudizi e critiche di autorevoli costituzionalisti, ma tuttavia senza entrare nel merito”.
Sulla proposta di territorializzare i contributi, Vendola ha ricordato quanto sia giusto e necessario un provvedimento del genere, perché troppe sono le aziende con sede sociale a Milano e con gli interessi economici in Puglia: “si tratta di un positivo punto di partenza, ma occorre prestare attenzione al nostro sistema regionale d’impresa che soffre di una diffusa fragilità. Piuttosto è necessario che il prelievo fiscale sia progressivo in rapporto al reddito, bussando alle casse dei più abbienti e guardando dentro i buchi neri dei privilegi di caste e corporazioni”.
“Il federalismo – ha concluso Vendola – si discute non con degli abracadabra, ma con l’analisi dettagliata dei pregi e delle miserie di ciascuno di noi. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo nel nome di una nuova unità nazionale e di una nuova idea di sviluppo. Solo a queste condizioni noi ci saremo”.
E nel suo discorso, appaluditissimo dalla platea, Nichi Vendola ha ricordato a Umberto Bossi come siano gli insegnanti del sud a popolare le scuole del nord, che grazie a loro il Pil di quelle regioni ha la sua consistenza. A Raffaele Fitto ha poi ricordato a distanza che non c’è tra di loro il titolare del copyright del sud: “c’è tutto un complesso di aziende, di persone, di virtù. Le rivoluzioni non si fanno in laboratorio, devono camminare con le gambe del popolo”.
Commenti
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Questi ancora non hanno capito perché chi li votava li ha scaricati… Perseverano nella loro politica disorientata, senza nerbo, al traino di chi, invece, le idee le ha per davvero. Sul Parlamento ci possono mettere una pietra sopra, sulle amministrative spero pure. Tanto la sveglia non gli è servita.
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vendola parla di ciò che sai e che ti pice veramente!!! magri le camicie, i vestitini e le feste del negozio “Graffiti” di Corato…
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Fitto ma ad Otranto “parlerai” sotto dettatura?






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