Emma Marcegaglia: “la Puglia mi piace”
Federalismo fiscale, Mezzogiorno, opportunità alle imprese sul tavolo di Lady Energia
Una Regione dove poter investire, dove ella stessa ha trovato ottime opportunità di investimento, nel Gargano in particolare, e dove si è registrata una crescita del 2% del Pil, dato in controtendenza rispetto alla media meridionale e nazionale. Emma Marcegaglia, presidente nazionale di Confindustria ha incontrato oggi a Bari i rappresentanti dell’imprenditoria pugliese: al tavolo dei lavori anche Cristiana Coppola, presidente del comitato per il Mezzogiorno interno a Confindustria e Nicola De Bartolomeo, presidente regionale dell’ente. "Qui in Puglia c’è un tessuto di imprenditori medio-piccoli attenti – ha ricordato la prima donna succeduta a Montezemolo – con una forte dinamicità e la Puglia è una regione all’avanguardia nel campo energetico”.
Ma sotto la lente di ingrandimento della prima presidente donna di Confindustria passano anche i temi economici e politici che attanagliano l’Italia: “Il problema delle infrastrutture lo pongono tutti gli imprenditori – ha ricordato la Marcegaglia – da Bolzano alla Sicilia”. Troppo poco il 2% del Pil che Berlusconi vuole investire in infrastrutture , bene invece il riequilibrio di bilancio con visione fino al 2011.
Altra lode la Marcegaglia la spende per Brunetta: “Abbiamo una cattiva ordinaria amministrazione in Italia, ecco perché è giusto tagliare le leggi inutili e premiare i meritevoli. Per gli imprenditori una pubblica amministrazione inefficiente è un handicap e noi diciamo un chiaro no agli atteggiamenti clientelari”.
Da un ministro all’altro, la Marcegaglia vede invece Calderoli come colui che ha fatto un disegno di legge più sui principi che sui numeri: “Il federalismo fiscale può e deve avvicinare i cittadini alle amministrazioni, ma servono meccanismi di perequazione. Sanità e istruzione vanno garantite sempre ma credo che una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno se ben studiata non rischia di essere bocciata dall’Unione europea”. Su un altro versante fiscale la Marcegaglia chiama il legislatore a rivedere la distribuzione del credito di imposta, perché appare impossibile aspettare fino al 2014 per poter investire del denaro, con il rischio che chi si prenota poi in realtà possa non effettuare l’investimento. Il governo è chiamato anche a ridurre la pressione fiscale, ora pari al 43.3% del Pil: “La crescita industriale è in calo, quando noi stimammo un +0.1% tutti ci guardarono male, ma l’ultimo semestre 2008 sarà molto duro, e durante il secondo semestre del 2009 dobbiamo essere capaci di prendere il leggero vento positivo previsto su scala internazionale. In dieci anni noi siamo cresciuti lo 0,9% in meno rispetto all’Europa, avremmo avuto 150 miliardi di euro in Pil in più da investire”. Giudizio sospeso invece su Alitalia, mentre sulla trattativa con i sindacati per rivedere le norme dei rinnovi sui contratti la Marcegaglia è pronta a chiudere l’accordo entro il 30 settembre, dopo dieci incontri e la ferma volontà di provare a far aumentare salari e produttività.
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