L’ebraismo, la Puglia e il ritorno al dialogo

Lorenzo Vendemiale

Vendola: “E’ necessario tenere aperti i conti con la Shoah, ma non basta: bisogna fare i conti pure con la complessità della cultura ebraica”

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Integrazione e tolleranza: un primo approccio alla conoscenza della cultura ebraica, che nella nostra terra si intreccia con la cultura mediterranea, attraverso la filosofia e la letteratura, ma anche i suoni della musica e i sapori della cucina. L’appuntamento è per giovedì 4 settembre, alle 18.30, presso il Fortino Sant’Antonio di Bari.

Saranno i cittadini il cuore della manifestazione. Ma l’incontro, nato per iniziativa dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), laddove promosso in collaborazione dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari, ‘diventa il segno di un progetto politico importante, uno strumento per combattere e prevenire i rigurgiti antisemiti che negli ultimi anni stiamo vedendo crescere in tutta Europa, mentre anche in Italia il nostro governo sembra disinteressarsi della questione’, ha constatato con amarezza Silvia Godelli, assessore regionale al Mediterraneo.

Del resto, se la politica dei grandi del mondo disegna spesso scontri di civiltà, è forse solo dal basso che si possono aprire orizzonti di pacifica convivenza civile. E stamattina, allora, in Giunta regionale, la presentazione di un’iniziativa che nel suo piccolo può essere un punto di partenza importante verso questa direzione. Il rabbino Roberto della Rocca ha ricordato come ‘non bisogna parlare degli Ebrei solo in relazione alla Shoah! La giornata della Memoria non può essere l’unica memoria ebraica: gli Ebrei hanno anche una memoria ‘vissuta’, non solo monumentale; vogliamo che la nostra cultura sia conosciuta anche nei suoi aspetti dialettici e propositivi!’.

Ma è nelle parole del presidente Vendola che ritroviamo lo spirito dell’incontro di dopodomani: ‘E’ necessario tenere aperti i conti con la Shoah, certo, ma non basta: bisogna fare i conti in positivo pure con la complessità della cultura ebraica. I pregiudizi non si combattono con un atto di fede, e neppure solo con tolleranza e rispetto; è necessario conoscere’.

Questa manifestazione sarà allora innanzitutto un’occasione. Il Mediterraneo significa molto per noi: è il nostro mare, il nostro ‘mondo’, la nostra storia. E ci apparenta, ci accomuna, ad un altro universo, parallelo e diverso, lontano e insieme vicino, antichissimo, eppure così nuovo e tutto da scoprire, quello dell’Ebraismo. Una tavola rotonda in cui leggere, parlare, e discutere; e poi la musica, la danza, e ancora, il cibo</strong>; insomma, la fusione di due modi di intendere e vivere la vita; tutto questo e molto altro ci sarà giovedì sera al Fortino.

L’Ebraismo manca in Puglia da 500 anni, dalla storica cacciata del 1541. C’è da indagare questo vuoto, e colmarlo, non foss’altro che per arricchire e completare la cultura della nostra terra. La manifestazione è aperta a tutti, l’ingresso è gratuito: forse è giunto il momento di cominciare a farlo.

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