Colombo e quel 29 che torna

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L’ultimo arrivato sembra quasi un ospite inopportuno. Prima di lunedì non si era fatto il suo nome. Tutti a pensare ad Abbruscato, Bogdani, Riganò o….ad un grande insperato colpo. E invece poi si sa come è andata. Abbruscato è rimasto al Toro a metter su ragnatele, Riganò ha strappato un ingaggio annuale alla Ternana alla bellezza di 350.000 euro e a Bari è arrivato Corrado Colombo. Non propriamente uno sconosciuto, bensì semplicemente uno che non ci si aspettava.
Serviva o non serviva? Questo è quanto si domanda la tifoseria, divisa tra chi lo ritiene comunque un giocatore di esperienza in grado di dare una significativa mano in avanti, e chi invece pretendeva un bomber di razza e non ha gradito l’arrivo di un altro attaccante dai piedi fini.
Si, perché, chiariamo subito un dubbio: Corrado Colombo di goal nella sua carriera ne ha segnati davvero pochini, ventinove in tutto in undici stagioni, un numero che ricorrerà per tutta l’intervista. Non certo numeri da granatiere, anche se poi ovviamente i conti si fanno considerando tutte le componenti (numero di presenze, infortuni, rapporto con gli allenatori e con l’ambiente, e via dicendo).
Giusto condannarlo per questo? E’ l’altra domanda che ci si pone, perchè se è assodato che il goal non scorra nelle sue vene, gli esami del sangue rivelano altri valori comunque molto alti nel Dna del giocatore, come la buona tecnica, a dispetto dell’altezza, la versatilità e l’intelligenza tattica. Tutte qualità che lo rendono quantomeno adatto al gioco di Antonio Conte, se non come match-winner, quantomeno come possibile prezioso assist-man.
Lo scetticismo inoltre spesso costituisce un punto a favore per chi è oggetto di perplessità. Tecnicamente Colombo non si discute. Basta guardare l’estrazione: vivaio dell’Atalanta, il che la dice lunga. Poi l’opportunità dell’Inter (era troppo giovane), una lunga trafila, tra molta sfortuna e qualche occasione di rilancio.
<<Si – dichiara il diretto interessato – è vero, posso senz’altro essere considerato una delle tante promesse del calcio italiano mai pienamente consacratesi. Talvolta ho commesso dei peccati di ingenuità e spesso non ho avuto la pazienza di aspettare che giungesse il mio momento, cambiando frettolosamente casacca, ma giungo a Bari per fare bene, conscio di aver effettuato una buona preparazione sino a questo momento e del fatto di arrivare in una società ambiziosa>>
Pur essendo anch’egli, come Volpato, fisicamente un “bestione” (Colombo è alto 1,88 per 78 kg), non è una prima punta nel senso più puro del termine, quanto semmai un centravanti di manovra, che sa giocare indifferentemente anche da seconda punta. <<Nella mia carriera – conferma l’ex pisano – ho giocato sia da prima, che da seconda punta, come ai tempi della Sampdoria dietro a Bazzani>>.
A Bari non si comprende ancora quale potrà essere il suo utilizzo. I tempi allungatisi per il rientro in squadra di Cavalli e il ritardo di condizione di Maniero, associati al recente infortunio di Vitor Barreto (sulle cui condizioni domani si dovrebbe sapere di più) potrebbero già regalargli spazio nello scacchiere biancorosso, Caputo permettendo, come partner di Rey Volpato. <<Non dimenticate comunque che nello Spezia da prima punta ho siglato otto goal>> precisa l’ex attaccante del vivaio interista.
Lo scorso anno ha giocato nel Pisa di Giampiero Ventura, dov’era la prima alternativa al neo leccese Castillo e al neo parmense Kutuzov, collezionando però al tirar delle somme appena undici presenze . <<Anche nel Bari intravedo la stessa voglia di far bene che c’era lo scorso anno a Pisa>> risponde alla nostra esplicita domanda. <<Dal canto mio a questo gruppo voglio offrire i miei dieci-undici anni di esperienza per aiutare la squadra a far bene. Ho messo tutto in preventivo, anche la grande concorrenza che c’è, l’ho sempre affrontata a viso aperto, come quando nella Samp c’era Flachi, che era inamovibile. Non so se saprò essere un “figlio di buona donna” là davanti. Certo è che mi impegnerò a fondo per questa maglia. Poi il verdetto lo darà il campo>>.
Colombo indosserà la maglia numero 29. Come i suoi anni? No, come il 29 marzo, giorno di nascita della figlia Camilla. Un gesto altruistico che, in attesa di conoscere da vicino il Colombo calciatore, aiuta intanto a comprendere meglio il Colombo uomo.
Commenti
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quest’anno il Bari ha veramente un’ottima squadra,può seriamente candidarsi al salto di categoria






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