Barack Obama: I, too, sing America

Figlio di due continenti, è sintesi interculturale potente: il mondo che verrà
E’ toccato all’America, ancora una volta, o meglio agli Stati Uniti d’America, segnare un altro momento storico le cui conseguenze, nel breve e nel lungo periodo, ricadranno poi sull’intero pianeta, come spetta solo alle superpotenze.
La “nomination” di Barack Obama, quale candidato democratico alle prossime presidenziali Usa, il prossimo novembre, va molto al di là della semplice notazione etno-sociale, di “primo nero” che tocca questa soglia.
Barack Obama è molto più di questo e forse in Europa, o nel resto del mondo, non è ancora fino in fondo chiara e lucida la formidabile prospettiva che la sua comparsa disegna sul landscape della Terra intera.
E’ un nero, certo, ma sua madre era bianca. E suo padre non era afroamericano, ma africano di prima generazione, un keniota, la cui grande famiglia è ancora viva e vegeta in patria. Il prossimo presidente degli Stati Uniti D’America è dunque figlio legittimo e consapevole di due immensi continenti, figlio dunque del mondo.
Ancora: Barack non porta in sé trecento anni di odio razziale, di senso di inferiorità, di rabbia per lo schiavismo e la segregazione. Lui non è discendente da coloro che furono tratti in catene, come bestie, a lavorare per i bianchi americani.
Di qui la sua assoluta purezza, levità e umanità di chi è “innocente” dei peggiori mali d’America, in quanto non appartiene nè alle vittime né ai carnefici, ma è tuttavia perfettamente figlio di una cultura e di una visione del mondo che consente a chiunque di sperare e operare per il bene della comunità.
Ed è sintesi interculturale vera e potente, icona del mondo che verrà o che è già arrivato e che non vediamo e apprezziamo solo per ignoranza, cecità, egoismo, stupido senso d’apparteneneza al tabù inesistente della “razza”.
Ecco perché Barack Obama può parlare ai massimi registri dell’oratoria e della politica mantenendosi prossimo alle cose di ogni giorno ( è utile esercizio rivedere e risentire il suo discorso di accettazione, magari aiutandosi con una buona traduzione italiana, in rete è tutto disponibile). Cogliendo così l’effetto carismatico di chi parla a tutti, facendo però sentire ciascuno al centro della sua attenzione.
Non illudiamoci che sia solo una questione di consulenti della comunicazione: lui ha carisma da vendere, ha cioè capacità di attirare su di sé l’attenzione e il rispetto, aiutato certamente dalla buona educazione che lo distingue, lo stile impagabile con cui parla degli avversari (si è congratulato con Mc Cain anche per aver scelto quella tremenda donna che spara come vice presidente), la sua limpida determinazione e convinzione di essere egli stesso il cambiamento.
La scelta, poi, di chiamare in un grande stadio quasi 90 mila persone, tutte del suo partito certo, a sancire la sua nomination ha un significato che potrebbe essere utile anche alle nostre latitudini: ha voluto riaffermare la centralità delle persone fisiche, singole e irripetibili in una campagna elettorale difficile e complessa che giunge in un periodo complesso e difficile non solo per gli Stati Uniti, ma soprattutto per il principale alleato europeo.
Nel tempo della rete e delle email (chiunque può iscriversi al sito di Barack e ricevere puntuali aggiornamenti multimediali sul procedere della campagna) ha voluto riaffermare che poi sonole persone a fare la storia, a determinare il cambiamento. Dando un esempio formidabile, ancora una volta, di carisma e intelligenza: The One (Quello), come lo chiama McCain, è l’America, si sente l’America soprattutto perché a seguirlo e a incoraggiarlo ci sono milioni di veri americani. Ma è anche il Mondo, a cui finalmente gli Usa potrebbero guardare come alla casa comune e non più come allo scacchiere da controllare e dominare.
Commenti
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Spero con sincerità che questo giovane ragazzo diventi veramente il Presidente degli USA, può cambiare il mondo, ne ha tutte le carte.
Ma sopratutto è giovane:grinta, carisma e idee chiare!!
Che i nostri Politici prendano spunto!!! -
Come ho avuto modo di segnalare nei commenti dell’articolo di Cinzia Capano,registro con piacere che anche Barilive, si è accorta che qualcosa di buono tenta di sorgere all’orizzonte del mondo, auguriamoci che i poteri forti non facciano con una gelata morire questo fiore che tenta di nascere per il bene dell’America e del mondo.Che Dio protegga Barack Obama !
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Posso solo dire che questi stanno per eleggere (spero di cuore che vinca Obama) un ragazzo di 40 anni quindi giovanissimo per la politica, carismatico, con delle idee concrete, insomma uno che conosce e può programmare il futuro! Noi siamo nelle mani di mafiosi, condannati, vecchi rinco…..ti, razzisti, gente che non sa cosa vuol dire fare una politica per i prossimi 100 anni non per i prossimi 10 come fanno queste teste di c..o. Povera Italia.
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Moore, parlando all’emittente televisiva Msnbc ospite del talk show «Countdown with Keith Olbermann», ha detto ridendo che «Gustav dimostra che c’è un Dio nei cieli», facendo riferimento al fatto che «si dirige su New Orleans giusto il primo giorno della convention repubblicana a Minneapolis-St. Paul, sul fiume Mississippi».Sottoscrivo e aggiungo”CHI HA COLPA DEL PROPRIO MALE PIANGA SE STESSO ” Caro Busch,l’ambiente si rispetta !!!!!
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La tragedia di Katrina è considerata la seconda, gravissima colpa (seconda dopo la guerra in Iraq) della presidenza Bush. Anche per questo Gustav è una bruttissima notizia, a Saint Paul, per i repubblicani.Tradizionalmente, quella dei repubblicani (che sono più ricchi) è la più sontuosa e festaiola. Quello che mi dispiace e mi fa star male è il pensiero che a pagare il conto anche in questa occassione saranno degli innocenti !!!
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scusami solosole ma quella di Moore è una grillata nel senso peggiore del termine.
Solo chi non ha mai subito le ire di un uragano può esprimersi come lui, che dimentica che sicuramente questo uragano potentissimo non spazzerà via nè bush ne is uoi accoliti, ma solo la povera gente di sempre. Se la poteva risparmiare, bene ha fatto barack a prendere le distanze. -
Cara solotua, se leggivevi con più attenzione, avresti notato che nel post concludo :
” QUELLO CHE MI DISPIACE E MI FA’ STAR MALE E’ Il PENSIERO CHE A PAGARE IL CONTO ANCHE IN QUESTA OCCASIONE SARANNO DEGLI INNOCENTI !!!!!! “ -
Bush è paragonabile al classico Politico italiano che pensa alle proprie ricchezze,le guerre portano soldi e potere,preoccuparsi dell’ambiente non porta a nulla! Invece Brack ha dalla sua un mondo PULITO!






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