“Volevamo solo stuprarla”

E ora la beffa di un’espulsione che fa comodo solo al Ministro Maroni
“Volevamo solo stuprare la donna”. I due presunti autori dell’aggressione con rapina e violenza carnale di Ponte Galeria, a Roma, si sono così “giustificati” con gli inquirenti: l’istinto di conservazione deve avergli portato ai precordi la scusa più plausibile. Stuprare una donna, dopo tutto, non è poi questa gran cosa tremenda.
Poche ore dopo, arrivano notizie di un secondo episodio, molto simile al primo. Questa volta nel napoletano, ad opera, a quanto è dato sapere, di alcuni virgulti camorristi in fase di formazione.
Ogni anno, solo nel nostro paese, vengono denunciati 13 stupri al giorno, e la fonte è il Viminale.
Sono già numeri da incubo. Eppure, stando ad una serie di studi abbastanza attendibili di cui a lato si forniscono le fonti, in realtà la cifra totale giornaliera delle violenze carnali dovrebbe essere portata a 320. Sì, trecentoventi stupri al giorno, di cui solo 13 arrivano alle statistiche perché vengono denunciati dalle vittime.
Ora, per una volta, lasciamo da parte il discorso sia pure importante del razzismo montante e della strumentalizzazione che anche grazie a colleghi poco accorti e una certa informazione frettolosa, sta trasformando ogni maschio rumeno, marocchino o nigeriano in un potenziale stupratore.
Quello che ci preme oggi evidenziare per tentare un ragionamento insieme ai nostri lettori è che, ancora, lo stupro sia visto e vissuto dai maschi come via possibile e praticabile di approccio sessuale.
Certo non da tutti (e meno male) e non sempre: ma le cifre parlano da sole e se fossero anche “solo” 13 stupri al giorno, sarebbero sempre troppi e troppo poco puniti.
E’ dunque ancora così forte, nel maschio, il disprezzo per la donna? Questi numeri parlano di una pandemia stratificata, di un comportamento considerato pressoché normale e giustificabile: tanto che nella concitazione dell’arresto e di fronte al pericolo del carcere, i due presunti stupratori e rapinatori di Ponte Galeria hanno “patteggiato” inconsciamente con le forze dell’ordine: suvvia, dopo tutto, volevamo la donna, che male c’è.
Nonostante la forte rottura epistemologica del 1996 per cui cessò di essere reato contro la Morale per diventare (e finalmente) reato contro la Persona, lo stupro resta ancora oggi una bazzecola, per quei 13 maschi (di cui oltre il 70 per cento appartengono alla cerchia familiare o amicale della vittima) che ogni giorno, come da statistica, usano la loro forza, il loro corpo, il loro potere per sottomettere una donna alla violenza sessuale.
Questo induce, e necessariamente, a ritenere che vi sia qualcosa di profondamente sbagliato, incompleto e omissivo nel percorso di formazione ed educazione dei maschi italiani: una lacuna profonda e ancora incolmabile, dalla quale poi emerge tutto l’orrore della violenza.
Una lacuna sulla quale farebbero bene a interrogarsi tutte le agenzie preposte: dalla famiglia alla scuola, con tutti gli annessi e gli intrecci socio-antropologici che un essere umano incontra lungo la sua formazione.
Al di là dell’allarme e dello sconcerto che la cronaca eclatante ci regala ogni giorno (e che, numeri alla mano, racconta solo una minima parte della realtà), c’è davvero da fare perché questi numeri spaventosi possano essere, costantemente ma irreversibilmente, ridotti.
La vera emergenza, secondo noi, sta proprio nell’ovvia rassegnazione, ravvivata solo dalle fiammate eclatanti della cronaca spiccia e spesso morbosa, con la quale una società che si dice moderna e avanzata, libera e consapevole, immersa nella globalizzazione planetaria, permette che ogni santo giorno almeno tredici donne siano trasformate in uno sfogatoio sessuale da altrettanti violentatori, senza sentirne obbrobrio, vergogna, orrore.
Commenti
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La violenza, purtroppo, è la figlia illegittima dell’ingiustizia e della diseguaglianza tra gli uomini.
Più vivremo in un mondo, in una città magari come la Roma di Alemanno, dove c’è chi gira in Porsche Cayenne passando le sere con un drink in mano in locali zeppi di veline in tacchi alti, accanto a chi dorme guardando le pecore in una rulotte abbandonata, senz’acqua e senza lavarsi, più grideremo all’orco rumeno. -
[…]
E vallo a spiegare all’orco che quello che si può comprare non si può rubare.
Donne comprese.
Lo stesso orco che vede le sue figlie 15enni prostituirsi sulla Via Salaria.
Senza alcuna giustificazione verso l’orco che le donne ruba.
Ma con lo stesso sdegno verso chi le donne compra. -
ma la cosa vergognosa è il sindaco che ha detto che quei turisti sono stati imprudenti……….finche non verrà applicata la vera uguaglianza e in tutti i sensi e non solo a parole,ci sarà violenza alle donne,anche nelle case degli italiani cè violenza alle donne,ma di quello si sà solo quando diventa una cronaca nera…..sono solidale con que turisti olandesi e tedeschi che hanno subito violenza….






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