Al Bari la sesta edizione del trofeo di beneficenza San Pio

Buone indicazioni da Caputo, Rivas e Parisi, gli autori dei goal
Riflettori puntati ieri sera sul celebre “Trofeo Moretti”. In campo Juventus, Milan e Napoli per una competizione che, come al solito, profumava già di serie A. Nel pomeriggio, però, a San Giovanni Rotondo era andato di scena un altro triangolare sulla durata dei consueti 45’ per match tra Bari, Potenza e Pescara.
Vetrina ovviamente di minor risalto, ma utile comunque per le tre formazioni scese in campo per saggiare la condizione di molti dei propri elementi, e per trarre le ultime indicazioni prima dell’avvio dei rispettivi campionati.
Il “Trofeo San Pio” è andato alla formazione di Antonio Conte che ha battuto seccamente (pur con sbandamenti nel finale) il Pescara per 4-2 (dopo che la formazione allenata quest’anno da “Nanu” Galderisi era già stata battuta nel primo incontro dal Potenza di Odoacre Chierico per 1-0) e infine, nella gara risolutiva, anche il Potenza, pur se con maggiori difficoltà.
Questi lo score delle gare :
Potenza – Pescara 1-0 (Kontè)
Bari-Pescara 4-2 (Caputo, Rivas, Rivas, Zeytulaev, Caputo, Corsi) : Antonio Conte aveva schierato il Bari con il consueto 4-4-2. A riposo in vista della Coppa Italia molti elementi. In porta al posto di Gillet Santoni, difesa a quattro con Galasso, Ranocchia, Stellini e Bonomi, Rivas e Kamata esterni, con Gazzi e De Vezze centrali, Maniero e Caputo di punta. Nel Pescara la vecchia conoscenza biancorossa Indiveri in porta (non granchè la sua prestazione) e un certo Fabio Bazzani, il signor “Merz” in attacco, passato nel giro di due anni dalla serie A alla Prima Divisione.
Partenza col botto dei galletti, che trovavano subito il goal al primo affondo con il giovane Caputo, lesto a ribadire in rete una approssimativa respinta di un difensore avversario sul cross di Rivas. Proprio l’argentino diventava l’arma in più del Bari sulla destra con le sue finte a rientrare e la costante spinta. Dapprima serviva all’indietro una palla d’oro per Maniero, che l’attaccante “made in Juventus” calciava fuori, e poi smarcato da De Vezze trovava il modo di scartare Indiveri e appoggiare in rete da posizione angolata con un preciso tocco sotto. Pochi minuti dopo, la personale doppietta dell’ala proveniente dall’Arezzo, fortemente voluta da Antonio Conte. Cross di Kamata dalla fascia, ancora una deviazione imprecisa della retroguardia pescarese, palla che rimaneva in aria di rigore, Indiveri usciva male e Rivas lo anticipava di giustezza.
Tre a uno per il Bari, risultato giusto, ma facilitato dalla deficitaria condotta difensiva degli uomini di Galderisi, senza nulla togliere a un Bari, che si mostrava mobile e concreto davanti. L’attaccante noiano falliva poco dopo una ghiotta occasione a tu per tu con Indiveri per timbrare ancora il proprio cartellino. Quel cartellino che, invece, timbrava Zeytulaev su assist di testa di Bazzani, lesto ad anticipare Ranocchia. Da registrare la mancata diagonale di Galasso, troppo in avanti nell’occasione. Il Pescara cresceva e ci provava soprattutto con Cardinale da fuori. Sulla sua strada sempre il bravo Santoni.
Un po’ stanco, il Bari concedeva metri all’avversario che trovava ancora la via del goal, accorciando ulteriormente il risultato, questa volta con Corsi, con un gran tiro dalla distanza, ancora una volta su assist del prezioso Bazzani, ieri pomeriggio in versione assist-man, più che goleador. Si ventilava l’incubo del pareggio in 45’ stradominati dagli uomini di Antonio Conte, e allora ci pensava in chiusura Caputo a rifarsi del goal clamorosamente fallito minuti primi, mettendo il sigillo sul match, freddando Indiveri su assist di Kamata.
4-2 il finale dell’incontro, grazie alle doppiette, come detto di Caputo e Rivas, senz’altro tra i migliori del Bari, in una gara che è servita soprattutto da vetrina per Andrea Ranocchia, l’ultimo arrivato in casa Bari, che qualche difficoltà con Bazzani, a dire il vero, l’ha incontrata.
Potenza – Bari 0-1 (Parisi su rigore) : Antonio Conte rimescolava le carte contro la compagine di Chierico, mandando in campo una formazione alquanto diversa, com’è prassi in questa occasione. Rispetto alla precedente gara in campo Santoni, Galasso, Gazzi, De Vezze e Kamata. Per il resto Parisi al posto di Bonomi, Esposito e Maric al centro della difesa, De Pascalis a destra, Sodinha a sinistra e Bonvissuto in avanti. Non era un 4-4-2 puro, perché l’unico terminale offensivo era il centravanti ex Lanciano, con Kamata e Sodinha ad alternarsi a coadiuvarlo in avanti.
Il Potenza, rispetto al Pescara, era meglio strutturato in campo e concedeva meno. In porta Groppioni, portiere ancora di proprietà del Bari e girato in prestito ai potentini. La prima occasione capitava sulla testa di Sodinha, su angolo di Parisi. Palla in angolo, dopo aver sfiorato il palo della porta difesa da Groppioni. Parisi, su punizione, scaldava poi le mani del portiere avversario, che usciva poco dopo per far spazio al suo dodicesimo. Nel Bari invece prima Bianco per De Vezze e poi Lanzoni prima per Galasso, e S. Masiello e Volpato poi per Kamata e Gazzi. Ancora Sodinha e Parisi su punizione. Nessun reale pericolo per il Potenza, che tentava di attaccare di rimessa, trovando attento però Santoni sulla conclusione potente di Berretti.
Erroraccio di Antonino Bonvissuto a due passi dalla porta su assist di Kamata dalla sinistra, dopo l’ottima velo di Sodinha. Davvero una occasione clamorosa per lui, che però sul finire del tempo trovava il penalty, per l’atterramento operato ai suoi danni in area di rigore (anche se le immagini hanno dimostrato che il difensore aveva toccato prima la palla). Dal dischetto si recava Alessandro Parisi, uno specialista dei calci piazzati, anche per l’assenza di Paulo Vitor Barreto, che spiazzava completamente il portiere per la vittoria finale del torneo da parte del Bari.
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