Di Matteo come Brunetta: scacco matto ai fanulloni

Per il presidente dell’azienda di trasporto urbano volantini minacciosi
Ha destato scalpore e oltrepassato di molto il recinto dell’azienda alla Zona Industriale di Bari la decisione presa da Antonio Di Matteo di concerto con i vertici aziendali dell’Amtab di licenziare un autista e un meccanico che negli ultimi tre anni e mezzo avevano accumulato più di 540 giorni di malattia. Una provvedimento trapelato a mezzo stampa ad inizio del mese e che è valso ad Antonio Di Matteo l’appellativo di “compagno Brunetta”, chiaro e ironico riferimento all’appartenenza politica del presidente dell’Amtab, uomo di punta di Rifondazione Comunista a Bari, e al modus operandi del ministro per la Pubblica Amministrazione, pronto alla lotta senza quartiere (si dice) contro i fannulloni della PA.
“Non c’era ancora il ministro Brunetta quando in Amtab abbiamo iniziato a stringere la cinghia in materia di assenze ingiustificate o camuffate dai certificati di malattia – ricorda Antonio Di Matteo – e io mi beccai un articolo 28 per comportamento antisindacale dopo un mese dalla mia nomina. Brunetta ha avuto il coraggio di affrontare il problema dei fannulloni, che la Sinistra al governo prima di Berlusconi doveva affrontare e non ha saputo e voluto prendere di petto, perché è sbagliato difendere tutto e tutti, così si rischia solo di andare contro gli interessi dei più deboli e di coloro che lavorano onestamente e di non difendere il lavoro vero e i lavoratori seri. Io gestisco un’azienda pubblica, dove ci sono i soldi dei baresi, e sono tenuto a rispettare le regole, come devono farlo tutti”.
Le regole che hanno portato alla redazione della lettera di licenziamento per i due impiegati Amtab sono chiare anche ai sindacati, che ufficialmente non possono intervenire avendo le mani legate dal contratto nazionale e da un accordo del 2005 che prevede questo provvedimento in caso di superamento della soglia di giorni di malattia accumulati.
Ora i due uomini potranno ricorrere al giudice di pace e chiedere il reintegro in azienda, ma dovranno dimostrare di avere un problema di salute grave, come un tumore. In quel caso i limiti dei giorni di malattia decadono. “Il provvedimento di licenziamento è scaturito da una lunga serie di controlli fatti dall’ufficio personale – ricorda Di Matteo – e l’azienda non ha l’obbligo di avvisare i controllati”. Certo è che sicuramente avvisaglie di una posizione pericolosa ai due dipendenti è stata data in questi mesi per vie traverse e che la notizia del licenziamento avrà fatto ravvedere altri dipendenti troppo inclini alla malattia facile. Anche se in azienda è circolato un volantino intimidatorio, una volontà non celata di mettere una “bomba all’Amtab”: “minacce dirette non ne ho ricevute, ma questa volta non si torna indietro – chiarisce Di Matteo – perché io con tutto il cda dell’Amtab non abbiamo chiuso gli occhi e fatto finta che il problema non esistesse, e abbiamo preso una decisione compatta, sulla quale non si torna indietro. Per adesso sono contento di un dato certo, la diminuzione delle assenze nella settimana di Ferragosto – conclude il presidente dell’Amtab – solo una diecina di biglietti di malattia a fronte dei trenta, quaranta degli anni passati. Noi avevamo preventivato ad esempio anche una ventina di autisti “interinali” per questi giorni difficili e invece ne abbiamo chiamati molti di meno”.
Una vittoria di Di Matteo o di Brunetta? No, una piccola certezza nel servizio bus per i baresi amanti dell’Amtab…anche a Ferragosto.
Commenti
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vorrei tanto sapere quanto prende il sig.DI MATTEO,e quanti giorni lavora lui…..quando si tira un sasso bisogna anche sapere dove và a finire……….Il sig.Brunetta invece,dovrebbe controllare l’assenteismo in parlamento……….
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Perchè il ministro Brunetta ha tenuto fuori delle nuove norme incivili sui dipendenti pubblici i SUOI COLLEGHI professori universitari, i quali tra gli altri vantaggi possono insegnare anche in due università contemporaneamente oltre alle varie consulenze ma se un dipendente da 1100€ al mese fa un secondo lavoro per cercare di arrivare a fine mese viene licenziato. Stiamo andando alla deriva. E’FASCISMO?
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Ad esempio bisogna chiedere al Ministro Brunetta perchè non si dimette da una delle due cariche onorevole e ministro per cui prende due indennità. Siamo diventati grazie a lui un paese incivile: infatti si parla di fannulloni ma E’ STATA MESSA UNA TASSA SULLA MALATTIA.
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Ormai c’è la caccia al dipendente. Si licenziano (ci sono prima altre sanzioni) persone che guadagnano 1500€ al mese perchè si fanno timbrare ma nel contempo vengono premiati coi soldi (prendono soldi anche in base alle votazioni) i parlamentari che si fanno votare dai famosi pianisti.
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Mauro Moretti è un ex sindacalista CGIL, cime credo sappiano in molti. Quanto alla sua vicinanza ai Democratici di Sinistra, anche su questo non credo di svelare nessun mistero.
Su D’Aleme non saprei. Come sai bene, Solosole, io non posso vantare certe amicizie….(per fortuna, aggiungo) -
Cara Fortunata, la redazione di Barilive, potrebbe farmi sapere se è vero che MAURO MORETTI amministratore delegato di Trenitalia, sia in quota al PD, ed in particolare come si dice al leader massimo : MASSIMO D’ALEMA ? Grazie per quello che potrai fare.
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…sig.Di Matteo mi complimento con lei per il coraggio del gesto(giusto)sopratutto perche’intrapreso da un comunista continua cosi!!!
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Il Parlamento è più infetto di prima, più distante di prima dai cittadini. Deputati e senatori: mogli, amanti, sodali,manager avvocati, corrotti e corruttori sono “nominati” dai partiti. Il Parlamento è diventato un luogo pubblico per atti privati. E l’indignazione,la denuncia non serve tanto hanno capito che più fanno i c…i loro e più gli italiani li votano, basta essere sempre forti con i deboli e sempre più deboli con i poteri forti…..
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Epifani docet ” Si licenzia gente che guadagna 1.200 euro al mese e manager inefficienti vanno a casa ricoperti d’oro ” Io,umilmente dico si licenzi è subito MAURO MORETTI al secolo amministratore delegato di Trenitalia e tutti o meglio i tanti,molti, troppi manager che solo definiti tali per investitura e solo per aver una tessera di partito o frequentazioni molto vicine agli uomini politici che contano nel Paese.
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Oso consigliare a cotanto “uomo di punta” di evitare quel mix di compiacimento e solerzia che vena i suoi non obblighi.
Se è condivisibile che equità e giustizia primieggino correttamente e sempre, pur vero è che coerentemente, essi, vadano perseguiti ed applicati in tutti i comportamenti,pubblici o privati che siano. -
il ministro Brunetta si fà forte coi deboli,e debole coi forti……..vorrei proprio sapere come hanno fatto ha votare Berlusconi i lavoratori i precari e i pensionati………






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