Colpevoli di seguire il Vangelo

Dopo la precisazione della Santa Sede, partito il valzer delle censure nei confronti del periodico paolino
C’è chi parla di cattocomunismo. Chi invece di opposizione cieca al governo Berlusconi. Persino di mistificazione della realtà e di toni manganellatori. Tutto per aver assunto legittimamente una posizione di netto diniego sui recenti provvedimenti dell’attuale governo in tema di immigrazione. Ad essere sotto accusa è la redazione di Famiglia Cristiana, giornale edito dai Paolini, che dopo aver accusato l’attuale esecutivo di porre in essere decisioni di regime è stata letteralmente surclassata da polemiche, critiche e distanze di maniera.
L’aver giudicato sciocca, inutile e fascista la decisione del governo di rilevare le impronte digitali ai bambini rom, è stato per alcuni occasione di meraviglia e stupore. Quasi che l’essere una delle riviste cattoliche più diffuse in Italia dovesse essere sinonimo di allineamento supino alla Santa Sede.
Così se a sinistra qualche comunista si sente scavalcato a destra (gioco di parole fortunato in questi tempi, ndr) nel centro destra lo stupore si mischia a rivendicazioni ed accuse di difficile comprensione per chi ama quel articolo 21 della Costituzione, che sancisce la possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero.
La precisazione assunta dal portavoce della Santa Sede, secondo cui le posizioni politiche della rivista diretta da don Antonio Sciortino non rappresentano la linea ufficiale della Chiesa, sebbene rappresenti una ovvietà, ha offerto il destro alle rivendicazioni di alcuni componenti della attuale maggioranza governativa, che in questi giorni hanno annunciato querele e denunce nei confronti di Famiglia Cristiana.
In pratica, una volta ricevuta la “benedizione” dell’ufficio stampa del Vaticano, si è rotta quella cortina d’imbarazzo che aveva legato molti onorevoli di centrodestra al silenzio confessionale. E così mentre alcuni fogli comunisti ignorano il ruolo super-partes di Famiglia Cristiana con titoli frutto di studiate strumentalizzazioni( “Il Vaticano liquida Famiglia Cristiana”, ndr); al centro si ripropone la frattura di sempre.
Una situazione che ricorda molto da vicino lo scontro tra le due diverse anime della Chiesa cattolica dopo la dissoluzione della vecchia Dc. Da una parte l’ala progressista e politicamente vicina al centrosinistra, dall’altra quella che oggi si riconosce nel governo di centro-destra, conservatrice e ben propensa a leggere in chiave stringente i dettami del magistero.
Due diverse realtà che, comunque, di fronte alla dottrina sociale della Chiesa e all’insegnamento del Vangelo non possono e non devono accettare compromessi. Soprattutto quando si tratta di difendere gli ultimi, di sostenere gli oppressi, di donare un messaggio di speranza a chi è solo, di eliminare le ingiustizie, di accogliere lo straniero e di operare a tutela del bene comune.
Compreso quella libertà di stampa propagatrice di democrazia. La stessa a cui molti parlamentari fanno riferimento, ma che spesso dimenticano se è vero che anziché discutere le tesi di Famiglia Cristiana sono impegnati in operazioni di censura o peggio di delegittimazione del lavoro dei giornalisti paolini. Non sarà un preludio di fascismo, ma certamente un pericoloso viatico verso quell’appiattimento dell’opinione pubblica di cui tanto si parla in questi giorni. In guardia.
Commenti
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il papa all’angelus parla di razzismo,e poi dicono che quel che dicefamiglia cristiana non è la sua linea…..va bene la diplomazia ma no la contraddizione………chi ci dice la verità?
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Non rappresentare la linea ufficiale della Chiesa non significa avere idee diverse dalla Chiesa stessa. Ciò significa che dal punto di vista editoriale il riferimento unico è l’organo ufficiale, ossia l’Osservatore Romano. Alle altre riviste il compito di dicustere, approfondire e offrire altri spunti di riflessione in piena libertà…
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Ma secondo te anto82 cè la libertà di stampa?
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Come dice anche l’articolo, la libertà di stampa in Italia è garantita dalla Costituzione.
Che ci siano poi giornali pagati da imprenditori o politici che orientano l’opionione pubblica è una questione che, sebbene discutibile, consente a chiunque di poter dire quello che vuole.
Almeno sulla carta -
cara anto82,quando vedrai i giornalisti che scioperono,capirai che per i nostri politici quel articolo non conta,loro pensono alle poltrone…..E già da un po’ di tempo che la nostra costituzione viene sbefeggiata,vedi Bossi che vuol cambiare l’inno,hanno tolto la voce al popolo con queste votazioni….e vuoi che pensano ai giornalisti?
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e poi tra il dire e il fare cè di mezzo l’oceano con i suoi abissi………






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