Diluvierà, Rorò

Maria Rosaria Gurrisi

Suo padre era al balcone…in quel caldo pomeriggio d’agosto

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Il caldo sembrava aver dato un po’ di tregua. Il sole era già andato da un bel po’ ma dalla strada, cinque piani più in basso, esalava come un alito rovente e discontinuo, nel silenzio quasi totale di quello strano agosto.
Le venne di affacciarsi, lasciando il calcolatore acceso e ronfante del suo eterno sospiro artificiale. Suo padre era poggiato con gli avambracci alla ringhiera e guardava davanti a sé. Si ricordò in quel momento che lui soffriva di vertigini ed evitava di portare gli occhi in basso. Poi non le sovvenne altro, e quella scena le parve necessaria e naturale.
Lo raggiunse sul fianco destro, affacciandosi accanto a lui. “Si respira un po’ di più” pescò dal repertorio inevitabile di frasi fatte generate da quel caldo insopportabile e continuo.
Lui continuò a guardare verso il cavalcavia a sinistra, sotto il quale, nel tramonto, passava forse l’ultimo treno della giornata festiva diretto a sud. Sui tralicci dell’alta tensione si addensavano centinaia di storni: “così presto” si trovò a pensare, poi lui parlò:
– Sta per diluviare, Rorò. Forse dovresti partire –
– Dici, papà? Il tono appena increspato di curiosità e preoccupazione. – E devo star via per molto tempo?
– Qui non hai più nulla da fare, Rorò. E lo sai anche tu. Ormai…-

Lui si voltò a guardarla nella sera ancora chiara e lei rivide i suoi occhi scuri e profondi che le parlavano quasi più della bella voce priva di qualsiasi cadenza e che pure nella erre iniziale, con cui pronunciava il suo nomignolo da bambina, portava chiarissima l’origine siciliana.

– Tanto tempo, allora. – Annuì posandogli pianissimo la sinistra sulla spalla destra, sfiorandolo come se temesse di fargli male o di vederlo dissolvere nell’aria.
– Portati qualche libro, non tanti….quelli che ti servono. E qualche disco. Portati la Tosca, quella della Callas, magari. E la Boheme diretta da Von Karajan. Ce l’hai ancora vero?
– Certo che ce l’ho…- rispose quasi risentita, ma poi sorrise.
– Ci vorrà del tempo, ma ce la farete a tornare. Un giorno.
Si scostò dal balcone per poi girarsi completamente verso di lei.
– Macerie, troverete molte macerie, come quelle che trovammo noi nel ’46 – scosse il capo guardando ancora verso la strada – e non siamo stati capaci neanche di toglierle tutte, a Palermo….
– Tu hai fatto tante cose meravigliose, papà – lo consolò lei sincera e convinta – magari fossi capace anche io..
– Ce la farete, comunque. Fai le valige. Diluvierà, Rorò…..

Lui rientrò nella stanza con calma e naturalezza. A lei sembrò di sentirlo sospirare mentre scompariva nel buio della casa. Quando lei rientrò a sua volta, accese la luce dello studio e con i soliti gesti amorevoli sistemò la fotografia di suo padre, per sempre sorridente e giovanile, sul tavolino del televisore.

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Commenti

  • solosole (utente non verificato)

    STA GIA’ DILUVIANDO.Da cittadino non omologato al partito del pensiero unico, che mette,la propria faccia,il proprio cuore agli interessi della cosa pubblica e mi chiedo se non sia il caso : DI INDIGNARSI PER IL LICENZIAMENTO DEL FERROVIERE DANTE DE ANGELIS. CARA FORTUNATA SAREBBE OPPORTUNO E DOVERSOSO CHE BARI LIVE SI FACCESSE CARICO DI UNA RACCOLTA FIRME PER DIMOSTRARE LA SOLIDARIETA’ A QUESTO LAVORATORE REO SOLO

  • solosole (utente non verificato)

    DOPO CHE UN TRENO ETR SI E’ SPEZZATO IN DUE TRONCONI DI AVER AVUTO IL SENSO MORALE E CIVICO DI AVER PARLATO E DENUNCIATO DELLA SICUREZZA SUI TRENI ITALIA IN GENERALE.QUESTO LAVORATORE CHE INVECE ANDREBBE PREMIATO PER IL SENSO DEL DOVERE E DI RISPETTO CHE HA AVUTO ED HA VERSO PER IL SUO LAVORO E LA SICUREZZA DEI VIAGGIATORI, HA AVUTO INVECE COME PREMIO : IL LICENZIAMENTO.UN PROVVEDIMENTO GRAVE E DISINVOLTO CHE VA FERMATO

  • solosole (utente non verificato)

    TROVO FRANCAMENTE ESECRABILE,CHE DALLA PARTE DELLA SOCIETA’ CIVILE, DEI PARTITI,DEI SINDACATI NON CI SIA STATA UNA LEVATA DI SCUDI IN DIFESA DI QUESTO LAVORATORE. COME CREDO CHE UN GIORNALE COME BARILIVE,NON SI DEBBA LIMITARE A PUBBLICARE E DENUNCIARE,MA QUALCHE VOLTA COME IN UN CASO GRAVISSIMO DEBBA PRENDERE POSIZIONE IN MANIERA TALE CHE NON PASSI LA LINEA DI TACITARE CHE DENUNCIA I LIMITI DI UN SISTEMA.BARI LIVE BATTI UN COLPO !

  • fortunata (utente non verificato)

    Solosole, la vicenda del sindacalista ferroviere òicenziato (per la seconda volta) è emblematica dei nostri tempi. Questo spazio, che pure era dedicato a un racconto, è comunque a disposizione di chinque voglia mostrare solidarietà a questo lavoratore. Restiamo, come giornale, in attesa dicapire meglio la vicenda per promuovere azioni dirette di solidarietà.